Chiediamo 20 miliardi per i giovani

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Siamo giovani in Italia. Siamo troppi in aula e siamo solo un numero, siamo tirocinanti non pagati o siamo cervelli in fuga, siamo precari se non siamo disoccupati. 

Siamo il futuro. E siamo senza soldi. 

Perché? Lo chiediamo a chi in questo momento sta decidendo come utilizzare i 196 miliardi di Next Generation, il programma di maxi-prestito europeo per rimediare ai danni del Covid-19 e, in teoria, per investire nel futuro del nostro Paese. Eppure.

Eppure il Governo italiano sta scegliendo - ancora una volta - di non investire nel suo futuro, i giovani: dalla prima versione del piano che è trapelata qualche giorno fa, per “giovani e politiche del lavoro” l’Italia investirà solo l’1% dei fondi europei. Uno, per, cento. 

È poco. Ma per la nazione che risulta essere la peggiore per giovani che non studiano, né lavorano è troppo poco. 

Chiediamo il 10%. 

Ci sono necessari per: 

  • Facilitare (davvero) l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro - con tirocini retribuiti, detrazioni fiscali per assunzioni, bonus per apprendistato e servizio civile.
  • Orientare e formare 300.000 giovani ai nostri nuovi (e richiesti) mestieri - con percorsi di formazione qualificanti su digitale e transizione, istituzione di un portale digitale con risorse di formazione sui lavori del futuro. 
  • Reinserire professionalmente 350.000 giovani che attualmente non studiano né lavorano - con borse di studio e lavoro, corsi professionalizzanti su misura, istituzione di uno sportello per il career coaching e il reinserimento.

Next Generation è un investimento storico, unico nel suo genere. Per la prima volta possiamo investire davvero nell’Italia di domani, la nostra.

È l’ultima opportunità. È l’unica. Firma adesso.

Per approfondire leggi il nostro Position Paper: 
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