RAPPORTI TRA PROFESSIONISTI, ISTITUZIONI E CITTADINI E RIFORMA DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

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RAPPORTI TRA PROFESSIONISTI, ISTITUZIONI, E CITTADINI E RIFORMA DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA.

Riteniamo importante un cambiamento nei rapporti tra istituzioni, professionisti e cittadini. Gli imprenditori e le piccole imprese costituiscono spesso il tessuto produttivo di un paese, mentre le figure professionali costituiscono l'anello di congiunzione tra questo e le istituzioni.                                                                 

Negli ultimi anni si è notata una crescente propensione ad escludere tante figure professionali da cambiamenti importanti e necessari al paese.                                   

Il modo di affrontare la pandemia si é spesso avvalso di una legislazione non sempre di immediata interpretazione ed applicabilità, per la cui stesura non sono stati coinvolti imprenditori o professionisti, che si sono trovati spesso ad affrontare tardivamente situazioni poco chiare.                                                                   

Ormai da parecchio tempo si avverte l’esigenza di avere dei Giudici tributari altamente preparati nelle materie tributarie, civilistiche e processuali, che siano adeguatamente retribuiti ed in grado di evitare qualunque sospetto di mancanza di terzietà che, purtroppo, l’attuale organizzazione amministrativa delle Commissioni Tributarie ha, a volte, difficoltà a dimostrare. 

Con la presente chiediamo:                                                                                       

a) Un maggior coinvolgimento delle categorie professionali nelle scelte del Governo. (facendo parte del tessuto produttivo i professionisti sono maggiormente in grado di suggerire proposte tempestive ed efficaci);                                                 

b) Un maggior coinvolgimento degli imprenditori nei tavoli di concertazione delle Istituzioni (in un momento così difficile come quello relativo all'anno 2020, caratterizzato da una pandemia che ha sconvolto gli equilibri economici mondiali, tale coinvolgimento sarebbe determinante per conoscere le problematiche delle imprese ed intervenire “chirurgicamente” ed in maniera piu efficace per affrontarne le esigenze);

c) L'erogazione di contributi a fondo perduto "mirati" alle categorie imprenditoriali che sono state particolarmente danneggiate dalle chiusure imposte dallo Stato a causa dell' emergenza sanitaria (agenzie di viaggio, ristoranti, alberghi ecc. ). Sarebbe anche opportuno rivederne i criteri di assegnazione;

d) L'erogazione di contributi a fondo perduto anche in favore dei professionisti, che hanno ricevuto soltanto un bonus dalle casse di appartenenza (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, tributaristi, pur supportando gli imprenditori, non hanno avuto riconosciuto il lavoro svolto ed i sacrifici sostenuti in questo anno di pandemia);

e) Programmare una maggiore tutela previdenziale nei confronti degli imprenditori e dei professionisti in quanto l'emergenza sanitaria ha evidenziato un carente sistema previdenziale, che avrebbe dovuto tutelare indifferentemente tutte le categorie produttive;

f) Forti incentivi alla digitalizzazione delle famiglie, dei professionisti e delle imprese e la concessione di crediti di imposta e di finanziamenti a fondo perduto per l'acquisto di pc, tablet e di strumenti necessari alla modernizzazione del paese, seguendo l'esempio di altre nazioni che hanno visto, nell'arco di pochi anni, modernizzare i rapporti tra le imprese, i professionisti e gli enti pubblici, con un enorme risparmio di risorse ed energie favorendo anche “corsi dedicati” all' utilizzo di queste tecnologie;

g) Chiedere agli organi preposti di far prendere in considerazione una rateazione dei debiti fiscali per un periodo superiore a 10 anni, con un tasso di interesse al tasso legale. (ciò permetterebbe allo Stato di incassare crediti ormai difficilmente riscuotibili);

h) Prevedere un nuovo saldo e stralcio in modo di permettere ai cittadini di pagare il proprio debito nei confronti dello Stato;

i) Attuare nel piu' breve tempo possibile una strutturale riforma della giustizia tributaria con giudici professionali, a tempo pieno, assunti per concorso pubblico e non più dipendenti dal MEF ma dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e mai dalla Corte dei Conti;                                                                    

Questo per rispettare il principio di autonomia e indipendenza dei giudici tributari, consacrato dall'art. 111, secondo comma, della Costituzione.

Nella speranza che tali proposte possano trovare accoglimento, porgiamo distinti saluti.