No profit on Covid-19!

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 No profit on Covid-19!  -  Nessun profitto sul Covid-19!

     (english and italian text)

In these days we listen the appeals of the rulers aimed at unity, collaboration and sacrifice to achieve, if possible, the eradication of the Coronavirus epidemic.

 As workers of the scientific community, we are aware that the study of genetics, biology and the effects of coronavirus infection are in charge to the State, as well as the social cost in terms of thousands of deaths and impact on the life of the whole community.

We are necessarily involved in political decisions that depend on the results of the research and we are therefore convinced that the main way out for the rampant pandemic is represented by the vaccine that cannot, therefore, be left to the free market and to economic competition, because life and health must not undergo the logic of the patent.

The "intellectual property" of research that saves lives, and therefore in some way the ownership of life itself must remain in the availability of the entire scientific community and of the collectivity.

Therefore, the patenting on the virus must not be allowed; there must be no additional costs to production for diagnostics, vaccines and drugs for the SARS Cov-2 epidemic.

This is an always valid argument, and more than ever today, facing a pandemic whose dimensions are difficult to define in health, social and economic terms. Every lost life, every sacrifice of health workers, every moment of freedom lost to fight the virus today claims that there is no profit to save lives: an additional cost that would then fall on the community.

We appeal to rulers to make special legislation for:

the free movement of information, scientific data and coronavirus related discoveries;

prevent patenting on parts of the viral genome and on scientific derivatives (vaccine, drugs, diagnostics);

define fair compensation for the use of previous technical-scientific patents that allow the improvement of the prevention and treatment of the infection; the worldwide distribution and diffusion of treatments and vaccines also through the production directly in charge of the national collective systems.

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Si susseguono gli appelli dei governanti volti all’unità, alla collaborazione e al sacrificio per raggiungere, se possibile, l’eradicazione dell’epidemia da Coronavirus.

Noi lavoratori della comunità scientifica siamo consapevoli che lo studio della genetica, della biologia e degli effetti dell’infezione del coronavirus sono a carico dello Stato così come il costo sociale in termini di migliaia di morti e di impatto sulla vita di tutta la collettività.

Siamo necessariamente coinvolti in decisioni politiche che dipendono dai risultati della ricerca e siamo perciò convinti che la principale via d’uscita per la dilagante pandemia è rappresentata dal vaccino che non può, quindi, essere lasciato al mercato libero, alla competizione economica, perché la vita e la salute non debbono subire le logiche del brevetto.

La “proprietà intellettuale” delle ricerche che salvano vite, e quindi in qualche modo la proprietà della vita stessa deve restare nella disponibilità dell’intera comunità scientifica e della collettività.

Non deve, perciò, essere concesso il brevetto sul virus e non ci devono essere costi aggiuntivi a quelli di produzione su diagnostici, vaccini e farmaci per l’epidemia da SARS Cov-2.

Un ragionamento che è valido sempre e più che mai in presenza di una pandemia le cui dimensioni sono oggi difficilmente definibili in termini sanitari, sociali ed economici. Ogni vita persa, ogni sacrificio degli operatori sanitari, ogni momento di libertà perso per contrastare il virus oggi reclamano che non ci sia profitto per salvare vite: un ulteriore costo che poi ricadrebbe sempre sulla collettività.

Ci appelliamo ai governanti perché varino una legislazione speciale per:

la libera circolazione delle informazioni, dei dati scientifici e delle scoperte correlate al coronavirus;

impedire la brevettazione su parti del genoma virale e sui derivati scientifici (vaccino, farmaci, diagnostici);

stabilire un equo compenso dell’utilizzo di precedenti brevetti di natura tecnico-scientifica che consentano il miglioramento della prevenzione e la cura dell’infezione;

la distribuzione e diffusione mondiale delle cure e dei vaccini anche attraverso la produzione direttamente a carico dei sistemi collettivi nazionali.

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