Lettera aperta al Premier Conte


Lettera aperta al Premier Conte
Il problema
Gent.mo Sig. Presidente,
siamo un gruppo di Italiani sconcertati.
Abbiamo vissuto il lungo periodo di Covid, post-Covid e nuovo-Covid con l’attenzione e il rispetto delle regole necessario, vista la gravità della situazione, convinti che il problema della pandemia e della diffusione del virus fosse molto grande e che fosse necessaria la partecipazione di tutti.
Ora, però, cominciamo ad essere un po’ più critici, non tanto per le nuove disposizioni presentate nell’ultimo dpcm, ma a riguardo del modo con cui Lei sta trattando i Suoi Concittadini.
Mentre nella scorsa primavera la situazione era nuova e mancavano le esperienze ed i punti di riferimento di procedure ancora tutte da scoprire, ora, dopo nove mesi, è ragionevole ipotizzare che qualche idea più chiara i Suoi esperti sanitari se la siano fatta e che Lei sia in grado di valutare meglio la situazione, prendendo le decisioni più appropriate.
Se questo è chiaro a Lei, a noi però non appare chiaro nulla, a causa anche di comunicazioni ufficiali e para-ufficiali che ci risultano incomplete, parziali e, a volte, anche contradditorie in un contesto di evidente peggioramento sanitario.
Nella situazione corrente, Sig. Presidente, avremmo bisogno di avere le idee più chiare, almeno su un paio di punti quali “sulla base di quali parametri oggettivi sono state classificate le Regioni nelle tre aree previste?” e poi “come è possibile gestire concretamente le restrizioni imposte sui trasporti pubblici?”
Ma andiamo con ordine.
Il primo fronte della nostra confusione riguarda i parametri di valutazione della gravità. Abbiamo letto che avete identificato 21 parametri, i cui valori guidano Lei e i suoi Ministri a procedere verso un inasprimento o un alleggerimento delle limitazioni. Perché non fornite qualche riferimento tecnico? Quali sono questi parametri? Chi li comunica a chi? Con quale frequenza? Quali sono i livelli di attenzione posti dai vostri tecnici? Converrà con noi che, piuttosto che ricevere imposizioni del tipo “[…] la tua Regione è stata classificata come rossa (oppure arancione o gialla), per cui non puoi fare questo o quest’altro […]”sarebbe meglio conoscere numericamente i valori che fanno scattare la soglia di attenzione o di pericolo, sapendo anche che, al raggiungimento di un livello aggregato superiore ad una certa soglia di allarme scattano automaticamente i provvedimenti già identificati.
Le persone, nel loro piccolo, capirebbero meglio la logica dei provvedimenti e la necessità di una collaborazione per il contenimento dei livelli dei parametri; si sentirebbero parte attiva di un processo di controllo della diffusione del virus.
Riguardo al secondo fronte, quello cruciale dei trasporti pubblici, come fa un singolo cittadino a capire se è lui quello che, salendo su un bus, può determinare il superamento della soglia del 50%? Non sarebbe meglio munire ciascun bus (o tram o treno) di un “controllore viaggiante” il cui compito è giusto quello di garantire il rispetto dei limiti fissati? Non mi dica che manca il personale perché, con la situazione corrente, avrebbe la fila di persone che accetterebbero questo lavoro, anche solo con un contratto semestrale a termine.
Non vogliamo tediarLa oltre, Sig. Presidente; con questa nostra nota vogliamo solo rammentarLe che ci piacerebbe tanto essere considerati cittadini, partecipativi e disponibili, consci della gravità della situazione e del nostro ruolo e non essere considerati solo sudditi che devono solo attenersi supinamente a disposizioni che, a volte, non riescono nemmeno a capire e, di conseguenza, nemmeno a condividere.
Buon lavoro
Il problema
Gent.mo Sig. Presidente,
siamo un gruppo di Italiani sconcertati.
Abbiamo vissuto il lungo periodo di Covid, post-Covid e nuovo-Covid con l’attenzione e il rispetto delle regole necessario, vista la gravità della situazione, convinti che il problema della pandemia e della diffusione del virus fosse molto grande e che fosse necessaria la partecipazione di tutti.
Ora, però, cominciamo ad essere un po’ più critici, non tanto per le nuove disposizioni presentate nell’ultimo dpcm, ma a riguardo del modo con cui Lei sta trattando i Suoi Concittadini.
Mentre nella scorsa primavera la situazione era nuova e mancavano le esperienze ed i punti di riferimento di procedure ancora tutte da scoprire, ora, dopo nove mesi, è ragionevole ipotizzare che qualche idea più chiara i Suoi esperti sanitari se la siano fatta e che Lei sia in grado di valutare meglio la situazione, prendendo le decisioni più appropriate.
Se questo è chiaro a Lei, a noi però non appare chiaro nulla, a causa anche di comunicazioni ufficiali e para-ufficiali che ci risultano incomplete, parziali e, a volte, anche contradditorie in un contesto di evidente peggioramento sanitario.
Nella situazione corrente, Sig. Presidente, avremmo bisogno di avere le idee più chiare, almeno su un paio di punti quali “sulla base di quali parametri oggettivi sono state classificate le Regioni nelle tre aree previste?” e poi “come è possibile gestire concretamente le restrizioni imposte sui trasporti pubblici?”
Ma andiamo con ordine.
Il primo fronte della nostra confusione riguarda i parametri di valutazione della gravità. Abbiamo letto che avete identificato 21 parametri, i cui valori guidano Lei e i suoi Ministri a procedere verso un inasprimento o un alleggerimento delle limitazioni. Perché non fornite qualche riferimento tecnico? Quali sono questi parametri? Chi li comunica a chi? Con quale frequenza? Quali sono i livelli di attenzione posti dai vostri tecnici? Converrà con noi che, piuttosto che ricevere imposizioni del tipo “[…] la tua Regione è stata classificata come rossa (oppure arancione o gialla), per cui non puoi fare questo o quest’altro […]”sarebbe meglio conoscere numericamente i valori che fanno scattare la soglia di attenzione o di pericolo, sapendo anche che, al raggiungimento di un livello aggregato superiore ad una certa soglia di allarme scattano automaticamente i provvedimenti già identificati.
Le persone, nel loro piccolo, capirebbero meglio la logica dei provvedimenti e la necessità di una collaborazione per il contenimento dei livelli dei parametri; si sentirebbero parte attiva di un processo di controllo della diffusione del virus.
Riguardo al secondo fronte, quello cruciale dei trasporti pubblici, come fa un singolo cittadino a capire se è lui quello che, salendo su un bus, può determinare il superamento della soglia del 50%? Non sarebbe meglio munire ciascun bus (o tram o treno) di un “controllore viaggiante” il cui compito è giusto quello di garantire il rispetto dei limiti fissati? Non mi dica che manca il personale perché, con la situazione corrente, avrebbe la fila di persone che accetterebbero questo lavoro, anche solo con un contratto semestrale a termine.
Non vogliamo tediarLa oltre, Sig. Presidente; con questa nostra nota vogliamo solo rammentarLe che ci piacerebbe tanto essere considerati cittadini, partecipativi e disponibili, consci della gravità della situazione e del nostro ruolo e non essere considerati solo sudditi che devono solo attenersi supinamente a disposizioni che, a volte, non riescono nemmeno a capire e, di conseguenza, nemmeno a condividere.
Buon lavoro
PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
I decisori

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 8 novembre 2020