L'8 per mille al Servizio Sanitario Nazionale

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L’epidemia da Coronavirus impone a tutti di cambiare le proprie abitudini per difendere la salute personale e collettiva. Ciascuno è chiamato a comportamenti responsabili e a compiere rinunce, a cominciare da quella fondamentale della libertà di movimento. Le ricadute economiche sulle famiglie, le imprese e i lavoratori saranno drammatiche. I contraccolpi sull’economia del Paese non sono ancora calcolabili.

In questo momento la sanità pubblica rischia di non essere già più in grado di fronteggiare l’emergenza sanitaria e di offrire a tutti la possibilità di cura. Occorrono interventi straordinari e immediati per rafforzare le strutture ospedaliere.

Tutto ciò avrà costi rilevanti ma un intervento immediato dello Stato è irrinunciabile.

Per questo, chiediamo che tra le risorse necessarie siano reperite anche quelle fiscali normalmente elargite ai vari enti ecclesiastici, che lo scorso anno sono state pari a circa 1,4 miliardi di euro. Certi che i soggetti interessati vorranno partecipare alle rinunce che tutti i cittadini sono chiamati a fare e ai problemi economici che devono e dovranno affrontare, chiediamo che per il 2020 tutti i proventi dell’otto per mille dell’Irpef siano destinati al Servizio Sanitario Nazionale, per rafforzarne strutture, strumentazioni e dotazione di personale medico e paramedico, che consentano di fronteggiare la gravissima emergenza da coronavirus che ha investito il nostro Paese.

La Società editrice e la redazione de L’Incontro