Fate di Più per i Giovani

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Il Governo italiano ha rilasciato la Nota di Aggiornamento del Def, un documento in cui vengono presentate le politiche economiche dei prossimi anni. Si è deciso di intraprendere una strada precisa: indebitarsi di più per spendere di più. Una scelta discutibile, visto il macigno di debito pubblico che già pesa sulle spalle delle future generazioni, ma che potrebbe essere in qualche modo giustificata da interventi di spesa equi e rivolti alla crescita.


Tra le varie misure il Governo ha scelto tuttavia una strada diversa: spendere di più in pensioni. Dal prossimo anno si vogliono regalare alcuni anni di pensione in più a diverse centinaia di migliaia di persone. È la cosiddetta quota 100, che ridurrà gli anni di contribuzione necessari per raggiungere la pensione. Un maxi-sconto generalizzato, che costa 7 miliardi all’anno e tradisce il patto sociale tra generazioni. Infatti, più è elevato il numero dei pensionati, più chi oggi lavora dovrà pagare tra contributi e tasse per sostenere chi riceve ogni mese un assegno pensionistico non in linea con quanto contribuito per ripagarlo. Tutto ciò a spese di chi oggi lavora, e lo farà ancora a lungo, senza alcun beneficio: non è vero che i nuovi pensionati lasceranno posti di lavoro liberi per i giovani, i dati dicono l’opposto. Siamo il secondo paese al mondo per spesa pensionistica, con circa 200 miliardi di euro netti all’anno. Un quarto del bilancio dello Stato, solo per le pensioni! L’Italia inoltre ha già un’età di pensionamento decisamente bassa: in media si raggiunge la pensione a poco più di 61 anni, un valore al di sotto della media europea. Se questo è davvero il governo del cambiamento che inverta la tendenza e investa davvero sui più giovani, tenendo sotto controllo una spesa pensionistica già abnorme.


Il Governo vuole spendere 7 miliardi a debito? Bene, li usi per i giovani, per la generazione più povera e svantaggiata. Con 7 miliardi si potrebbe aumentare di più del 10 per cento la spesa in istruzione, per scuole migliori e insegnanti più preparati e motivati. Con 7 miliardi si potrebbe aumentare di un terzo la spesa in ricerca e start-up, colmando il gap con l’Europa. Con 7 miliardi si potrebbe ridurre in modo strutturale il costo del lavoro per i giovani, incentivando gli imprenditori a investire nel futuro. Con 7 miliardi si potrebbe finanziare finalmente un intervento per la maternità, garantendo asili nido gratis e un contributo alle giovani famiglie con figli. Con 7 miliardi si potrebbe letteralmente raddoppiare il finanziamento pubblico dell’università, dando ossigeno alla ricerca italiana, ai tanti docenti precari e agli studenti in difficoltà economiche. 


Chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Vicepresidenti del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini e a tutto il Governo di cambiare rotta e di credere, sostenere e investire realmente sui giovani e sul futuro del Paese. Cambiare le cose non è facile, ma sprecare tempo e soldi per misure inique finanziate a debito non è ciò che si aspettava da questo Governo. Investire sui giovani e sul futuro: questo sarebbe il vero cambiamento.

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