Basta tamponi ai bambini per un raffreddore!

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Passati pochi giorni dal ritorno dei bambini in asili nido e scuole materne ci troviamo di fronte ad un problema enorme nella gestione degli alunni per quanto riguarda l’infezione da covid19. La procedura parla chiaro, oltre i tre giorni di assenza del bambino (per asili nido e scuole materne) è necessario un certificato medico che attesti che la malattia non sia correlata al virus Sars-CoV-2 (covid-19), per dichiarare questo l’unico mezzo ad oggi a disposizione dei pediatri è quello del tampone nasofaringeo. In caso quindi, anche solo di un banale raffreddore che si protrae per il terzo giorno consecutivo, il pediatra è costretto a richiedere l’esito del tampone per poter semplicemente visitare il bambino. Questa procedura è inaccettabile e non è giustificata neanche dal momento emergenziale in cui ci troviamo. Non stanno tutelando la salute dei nostri figli. Attendere l’esito di un tampone prima di poter far visitare un bambino e magari scongiurare sul nascere una malattia banale ma che se trascurata puó portare ad un aggravamento (ad esempio una banale infezione delle vie respiratorie che se non curata puó portare bronchite o polmonite nei casi peggiori) non è tutelare la salute dei bambini! Inoltre non hanno senso queste linee guida e porteranno presto il sistema sanitario al collasso, perchè sintomi come raffreddore, tosse ed anche qualche linea di frebbe sono normali nei bambini in questa fascia di età, hanno il sistema immunitario in via di sviluppo ed è normale che i malanni stagionali colpiscano spesso questa parte della popolazione. Perchè dunque richiedere l’esito del tampone per poter tornare a scuola? Non è sufficiente curare la malattia ed una volta guariti con un semplice certificato medico che attesta che il bambino sta bene (senza nessun tampone) farlo rientrare a scuola? Se il bambino non ha più nessun sintomo perchè è necessario il tampone? Così facendo sarebbe come fare un tampone su una persona sana, non lo facciamo sugli adulti e vogliamo farlo sui bambini? Sono convinto che questo modo di operare porterà presto il sistema sanitario al collasso ed aggiungerà disagio alle famiglie che si ritroveranno con i figli a casa per molto più tempo del necessario (per fare il tampone ed avere il risultato). Chiedo quindi al nostro presidente del consiglio Giuseppe Conte ed al ministro della salute Roberto Speranza di modificare la legge in essere e permettere ai pediatri di visitare (con tutte le misure di sicurezza necessarie) i bambini e curarli nel modo opportuno. Se le classiche terapie avranno effetto il pediatra farà un certificato medico che attesta che il bambino è guarito e non ha più alcun sintomo, senza bisogno di tampone. In questo modo eviteremo una enorme quantità di tamponi (e di costi per il sistema sanitario) e ridurremmo anche inutili allarmismi al sistema scolastico che è già notevolmente sottopressione. Per ultimo (ma non per importanza) i nostri bambini otterranno le giuste cure mediche e ,una volta che saranno completamente guariti, potranno tornare tranquillamente a scuola. Ho avuto la sfortuna di entrare in questo meccanismo con mio figlio di appena tre anni che a causa di una tosse e raffreddore protatto per il terzo giorno consecutivo ha dovuto eseguire il tampone per covid-19 senza neanche essere visitato. Morale della storia mio figlio ha fatto il tampone 7 giorni dopo la chiamata al pediatra, ma solo perchè l’ho fatto fare privatamente (pagando) altrimenti i tempi sarebbero stati ancora più lunghi. Al momento del tampone non aveva più nessun sintomo nè tosse nè raffreddore (o tantomeno febbre) era sano come un pesce ma ha dovuto ugualmente fare un tampone. È ovviamente risultato negativo, ma nel frattempo il suo asilo, le maestre ed i compagni di scuola sono stati per una settimana con il fiato sospeso prima di avere il risultato e mio figlio è stato costretto in casa nonostante fosse completamente. Questo è tutto quello che voglio evitare che accada. Vi chiedo di firmare la petizione per mandare un messaggio chiaro al governo che questa non puó essere la strategia giusta per tutelare la salute dei nostri figli nè dal coronavirus, nè dalle altre malattie.