Salviamo il trilinguismo fascia 0-6 in Trentino

Questa petizione aveva 2985 sostenitori

Il problema

Il  piano  didattico  del  trilinguismo  nei  nidi  e  nelle  scuole  d’infanzia  della  Provincia  Autonoma  di Trento,  fortemente  voluto  dalla  giunta  precedente  ed  istituito  nell’A.S.  2016/17,  sta  per  concludersi nonostante  abbia  avuto  un  successo  straordinario  in  questi  anni,  in  termini  di  risultati  ottenuti  e  di gradimento  delle  famiglie,  ricevendo  un  punteggio  di  valutazione  medio  annuale  di  ben  oltre  4  punti su  una  scala  da  0  a  5  da  parte  di  coordinatori,  maestre  ed  educatrici  in  riferimento  a  centinaia  di collaboratori. 


Questo  progetto  è  destinato  a  CHIUDERE  definitivamente  il  31  dicembre  2020  per  l’incapacità dell’attuale  Giunta  Provinciale  di  riconoscerne  la  bontà  e  d’intuirne  le  enormi  potenzialità  per  il futuro, e nonostante il forte  desiderio di continuità  che proviene dalle famiglie. L’accostamento  linguistico  in  inglese  e  tedesco  nella  fascia  d’istruzione  0-6  è  una  risorsa fondamentale  perché  non  insegna  solamente  una  “lingua  altra”:  insegna  ai  nostri  bimbi  a comunicare in modi alternativi, creativi, differenti. Promuove apertura  mentale,  favorisce i processi logici, facilita  l'apprendimento in futuro di nuove lingue,  contribuisce  alla  positiva  relazione  fra  culture,  invita  al  rispetto  reciproco  portando all'accettazione delle diversità. In una parola,  l’accostamento linguistico è INCLUSIONE. 


Intervenendo  sulla  fascia  più  fertile  e  ben  disposta  all’apprendimento  –  quella  appunto  da  0  a  6 anni  –  non  avremo  solamente  dei  giovani  “plurilingui”:  stiamo  educando  persone  tolleranti,  aperte, con  maggiori  capacità  intellettive  e  comunicative,  ma  soprattutto  avremo  una  generazione  di  veri “cittadini  del  mondo”  in  grado  di  entrare  in  relazione  con  chiunque  e  ovunque,  rendendo  anche  il Trentino  più  aperto  e  competitivo  alle  sfide  culturali  ed  economiche  del  domani.  Grazie  al  sistema GIL  (Growing  In  Languages,  ovvero  “Crescere  nelle  lingue”)  la  lingua  non  sarà  più  un  ostacolo  al dialogo;  per nessuno. 


Siamo  consapevoli  del  fatto  che  in  questo  momento  ci  sono  tanti  altri  problemi  dovuti  alla pandemia,  ma  è  altrettanto  vero  che  nel  nostro  Paese  stiamo  già  togliendo  tanto  (osiamo  dire, troppo)  a  queste  generazioni  –  sia  sul  piano  della  socialità  che  delle  relazioni.  Un  approccio  alla diversità  ed  all’inclusione  come  quello  offerto  dal  progetto  GIL  potrebbe  in  qualche  modo  bilanciare queste  gravi  lacune,  e  dare  più  opportunità  e  speranze  per  il  futuro  ai  nostri  figli  in  questi  tempi governati dalla  paura. 


Non  possiamo  quindi  lasciare  che  l’indifferenza  delle  istituzioni  porti  alla  chiusura  di  un  progetto così  importante  per  il  futuro,  sotto  il  profilo  culturale  e  sociale.  Se  ciò  accadesse,  dal  1°  gennaio 2021 in Trentino: 
-  75  Incaricati del Servizio di Accostamento linguistico (cioè 75  persone) perderanno il lavoro; 
-  più  di  100  tra  nidi  e  scuole  d'infanzia  non  avranno  più  l'accostamento  linguistico  tramite  esperti qualificati e formati;   
-  circa  50  coordinatori  pedagogici  non  potranno  proporre  “lingue  altre”  nelle  loro  scuole  e  sezioni; 
-  oltre 5.000 bambini e bambine perderanno un'opportunità  fondamentale per la loro crescita; 
-  oltre  10.000  genitori  non  avranno  risposte  al  loro  desiderio  legittimo  di  veder  proseguire  un progetto ormai  conosciuto,  condiviso e molto apprezzato. 


Abbiamo bisogno dell’aiuto e del supporto di tutti voi!!. 
Non rinunciamo a questo straordinario progetto:  salviamo  il trilinguismo  in Trentino! 

Tutti insieme  –  alle  zusammen  –  all  together

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Trilinguismo TrentinoPromotore della petizione

I decisori

Presidente della Provincia Autonoma di Trento e all'Assessore all'istruzione, università e cultura
Presidente della Provincia Autonoma di Trento e all'Assessore all'istruzione, università e cultura

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