Un padre contro la 'ndrangheta: non lasciamo solo Rolando Fazzari

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Alla cortese attenzione di: Giovanni Toti

Presidente,

Come Lei certamente sa, la Liguria è diventata la regione in cui la ‘ndrangheta sta avanzando con maggiore velocità e le inchieste sui sub-appalti del Terzo Valico hanno evidenziato il ruolo centrale, svolto anche in questa vicenda, dal clan Gullace-Raso-Albanese, uno dei più sanguinari. Bene in provincia di Savona, a Balestrino, c’è un imprenditore, Rolando Fazzari, che si è opposto sin da ragazzo alla logica delle cosche, prima ribellandosi al padre Francesco Fazzari, contiguo al clan Gullace, poi testimoniando sui vari omicidi. Rolando Fazzari ha pagato un prezzo durissimo per questa scelta. La sua azienda, che produce mattonelle per l’edilizia, sorge all’interno di una cava, oggi sotto sequestro giudiziario, gestita dal clan Gullace. Per diversi anni Rolando ha sollecitato inutilmente l’intervento degli enti locali (la Regione Liguria e il Comune di Balestrino) perché il fronte di cava venisse messo in sicurezza dai gestori , senza ottenere alcun risultato. Quando si è offerto di fare lui il lavoro, a sue spese, il comune di Balestrino gli ha negato il permesso, sino a che non si è arrivati alla catastrofe. il 31 ottobre del 2012 suo figlio Gabriele, 18 anni, è stato sepolto e ucciso da una frana, mentre manovrava un escavatore. Vorremmo raccontare per esteso le minacce di morte, i dispetti e danneggiamenti subiti da Rolando nel corso degli ultim 30 anni, oppure la “distrazione” degli enti pubblici cosi’ silenziosi e arrendevoli di fronte al mancato intervento dei gestori della cava, ci preme invece raccontare gli ultimi sviluppi della storia perché possono condannare Fazzari al fallimento e aggiungere un’altra azienda chiusa alla lista terribilmente lunga del Ponente Ligure. Nel novembre 2016 una delle tante alluvioni che hanno colpito la Liguria ha sconvolto la strada sterrata che dalla provinciale porta alla cava di Gullace e all’azienda di Fazzari , che ora è paralizzata da 5 mesi perchè i camion non possono né salire né scendere. Il comune di Balestrino ha chiesto 120.000 alla Regione per riparare la strada , che serve anche alla mantenzione dell’acquedotto , ma ricevuti 108.000 euro dalla Protezione Civile , ne ha pesi solo 18000 per un intervento che sarebbe generoso definire “palliativo” e che verrà spazzato via dalle prime pioggie. Sicuramente il clan Gullace non ha nessun interesse al ripristino della strada. La cava, infatti  è chiusa, e sotto sequestro e i gestori hanno l’obbligo di metterla in sicurezza . Fin che la strada sarà inutilizzabile ci sarà un ottimo pretesto per sottrarsi a un obbligo di legge. Non solo. Se , a causa delle condizioni della strada Fazzari andrà in fallimento, non avrà neanche più i mezzi per portare avanti la sua battaglia per rendere giustizia a suo figlio. Di fronte alla “timidezza” , passata e presente degli enti locali, Le chiediamo, Presidente, di intervenire per evitare che l’unico imprenditore che si è oppoto alla criminalità organizzata in Liguria sia costretto a fallire. Mentre scriviamo questo appello apprendiamo che l’azienda di Fazzari è stata devastata da “mani ignote” …

Borsellino diceva : “E’ normale che esista la paura , in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un oltacolo che impedisce di andare avanti”.

Rolando Fazzari non si è lasciato sopraffare dalla paura. E’ giunta l’ora che lo facciano anche le istituzioni. Basta che una dia l’esempio alle altre

 

Antonietta Ferrari

Carlo Freccero

Christian Abbondanza

Danilo Maramotti

Giovanna Servettaz

Mario Molinari

Maurizia Nichelatti

Mimmo Lombezzi

Nicola Stella

Tatti Sanguineti



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