

Petizione riapertura scuola Motta S. A.
Il problema
Nel Marzo 2020 ciò che tutti insieme abbiamo fronteggiato e che ha portato al Lockdown generalizzato è stato sicuramente un fenomeno che nessuno di noi si aspettava e a cui nessuno era preparato. Abbiamo chiuso in casa le vite nostre e dei nostri figli accettando senza remore le disposizioni ministeriali. Da allora molto è cambiato. Pur dovendo fronteggiare oggi una seconda ondata di gran lunga più imponente come numero di casi RILEVATI (ricordiamo il vecchio discorso del numero di tamponi e percentuale di positività) stiamo combattendo un virus cheadesso, dal punto di vista di trasmissibilità, pericolosità e mortalità, conosciamo meglio. Attenzione: il virus continua a fare paura, ma in tutto il mondo, le disposizioni hanno sempre cercato,fino ad oggi, di salvaguardare il lavoro e la scuola.
Eppure dieci giorni fa abbiamo visto tutti i nostri sforzi e i nostri sacrifici vanificarsi di fronte ad una scuola chiusa per dieci giorni... perché? Contagi incontrollabili? Focolai scolastici? Incapacità dei bambini di rispettare le normative? No. Eppure,nostro malgrado, abbiamo accettato.
Oggi siamo di fronte ad una ulteriore chiusura che arriverà fino alle porte delle feste natalizie e che puzza di chiusura a tempo indeterminato. Stavolta però qualche dubbio ce lo poniamo,nonostante i provvedimenti restrittivi abbiano una buona presa sulla gente spaventata, riducendoci a “minoranza”:
• Vogliamo sapere perché nell’ambito di disposizioni nazionali(e regionali) che fanno di tutto per lasciare la scuola aperta, specie ai più piccoli (ovvero i soggetti meno a rischio di complicanze della malattia), qui nel nostro paese si è ritenuto necessaria la chiusura di tutte le scuole di ordine e grado.
• A quali studiosi (in particolare virologi, epidemiologi, infettivologi, pediatri) superiori a quelli nazionali (e regionali) si è affidato chi ha preso una decisione così importante?
• Chi ha valutato la curva dei contagi di un piccolo comune siciliano superiore a quella di qualsiasi altro comune, grande e piccolo, in cui le scuole restano aperte pur con un numero di contagiati molto più alto rispetto ai nostri?
• Siete ben consapevoli che uno dei principali obiettivimondiali è cercare di preservare scuola e lavoro isolando i positivi e calibrando le misure di prevenzione e che gli studi sull’impiego della didattica a distanza sui bambini più piccoli, ne sconsigliano l’utilizzo se non in casi estremi?
Secondo la nostra modesta opinione, no. Si è agito di istinto,assecondando un desiderio locale e l’ansia di tante persone che invece andavano calmate e rassicurate. Si è agito cercando di ottenere qualche like nei social e qualche lamentela in meno, non guardando al benessere dei nostri figli.
Bisognerebbe piuttosto cercare di rimarcare alle persone che hanno da sempre visto nella scuola una scocciatura trascurabile, che l’ambiente scolastico è al momento il luogo più sicuro, come recentemente precisato dal Comitato Tecnico Scientifico Nazionale:
“La scuola non è fonte di casi positivi e focolai. I contagi non si sono sviluppati in classe ma nell’ambiente esterno. La responsabilità è tutto ciò che avviene dopo o prima che suoni la campanella; la scuola è il luogo più sicuro, qui le regole sono pienamente rispettate perché c’è chi è preposto a farle rispettare. E se anche un bambino con infezione da Sars-CoV-2 entra in aula è molto difficile che possa trasmettere il virus ai compagni dato che indossa la mascherina, è obbligato a lavare le mani e a stare distanziato.
Chiediamo quindi che vengano riconsiderate le disposizioni vigenti e poste in essere le adeguate misure per la riapertura delle Scuole di primo e secondo grado presenti nel nostro Comune, così come siamo disposti a partecipare – insieme ai nostri figli – a tutte le misure di screening che le Autorità Sanitarie e Comunali decideranno di intraprendere per favorire tale riapertura (indagini infettivologiche di massa).
Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione. (Victor Hugo)
Il problema
Nel Marzo 2020 ciò che tutti insieme abbiamo fronteggiato e che ha portato al Lockdown generalizzato è stato sicuramente un fenomeno che nessuno di noi si aspettava e a cui nessuno era preparato. Abbiamo chiuso in casa le vite nostre e dei nostri figli accettando senza remore le disposizioni ministeriali. Da allora molto è cambiato. Pur dovendo fronteggiare oggi una seconda ondata di gran lunga più imponente come numero di casi RILEVATI (ricordiamo il vecchio discorso del numero di tamponi e percentuale di positività) stiamo combattendo un virus cheadesso, dal punto di vista di trasmissibilità, pericolosità e mortalità, conosciamo meglio. Attenzione: il virus continua a fare paura, ma in tutto il mondo, le disposizioni hanno sempre cercato,fino ad oggi, di salvaguardare il lavoro e la scuola.
Eppure dieci giorni fa abbiamo visto tutti i nostri sforzi e i nostri sacrifici vanificarsi di fronte ad una scuola chiusa per dieci giorni... perché? Contagi incontrollabili? Focolai scolastici? Incapacità dei bambini di rispettare le normative? No. Eppure,nostro malgrado, abbiamo accettato.
Oggi siamo di fronte ad una ulteriore chiusura che arriverà fino alle porte delle feste natalizie e che puzza di chiusura a tempo indeterminato. Stavolta però qualche dubbio ce lo poniamo,nonostante i provvedimenti restrittivi abbiano una buona presa sulla gente spaventata, riducendoci a “minoranza”:
• Vogliamo sapere perché nell’ambito di disposizioni nazionali(e regionali) che fanno di tutto per lasciare la scuola aperta, specie ai più piccoli (ovvero i soggetti meno a rischio di complicanze della malattia), qui nel nostro paese si è ritenuto necessaria la chiusura di tutte le scuole di ordine e grado.
• A quali studiosi (in particolare virologi, epidemiologi, infettivologi, pediatri) superiori a quelli nazionali (e regionali) si è affidato chi ha preso una decisione così importante?
• Chi ha valutato la curva dei contagi di un piccolo comune siciliano superiore a quella di qualsiasi altro comune, grande e piccolo, in cui le scuole restano aperte pur con un numero di contagiati molto più alto rispetto ai nostri?
• Siete ben consapevoli che uno dei principali obiettivimondiali è cercare di preservare scuola e lavoro isolando i positivi e calibrando le misure di prevenzione e che gli studi sull’impiego della didattica a distanza sui bambini più piccoli, ne sconsigliano l’utilizzo se non in casi estremi?
Secondo la nostra modesta opinione, no. Si è agito di istinto,assecondando un desiderio locale e l’ansia di tante persone che invece andavano calmate e rassicurate. Si è agito cercando di ottenere qualche like nei social e qualche lamentela in meno, non guardando al benessere dei nostri figli.
Bisognerebbe piuttosto cercare di rimarcare alle persone che hanno da sempre visto nella scuola una scocciatura trascurabile, che l’ambiente scolastico è al momento il luogo più sicuro, come recentemente precisato dal Comitato Tecnico Scientifico Nazionale:
“La scuola non è fonte di casi positivi e focolai. I contagi non si sono sviluppati in classe ma nell’ambiente esterno. La responsabilità è tutto ciò che avviene dopo o prima che suoni la campanella; la scuola è il luogo più sicuro, qui le regole sono pienamente rispettate perché c’è chi è preposto a farle rispettare. E se anche un bambino con infezione da Sars-CoV-2 entra in aula è molto difficile che possa trasmettere il virus ai compagni dato che indossa la mascherina, è obbligato a lavare le mani e a stare distanziato.
Chiediamo quindi che vengano riconsiderate le disposizioni vigenti e poste in essere le adeguate misure per la riapertura delle Scuole di primo e secondo grado presenti nel nostro Comune, così come siamo disposti a partecipare – insieme ai nostri figli – a tutte le misure di screening che le Autorità Sanitarie e Comunali decideranno di intraprendere per favorire tale riapertura (indagini infettivologiche di massa).
Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione. (Victor Hugo)
I decisori
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Petizione creata in data 21 novembre 2020