Garantire trasparenza nei concorsi delle Forze dell'Ordine

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Il problema

Basta esclusioni opache nei concorsi per le Forze dell’Ordine

Ci sono momenti in cui un giovane che desidera servire lo Stato si sente giudicato non per ciò che è, ma per una vicenda personale che nulla ha a che vedere con il suo reale valore umano e professionale.

Questa petizione nasce per dare voce a tutti quei candidati che, durante i concorsi per le Forze dell’Ordine, vengono dichiarati non idonei ai colloqui attitudinali attraverso motivazioni estremamente generiche, come “carenze attitudinali” o “insufficiente controllo emotivo”, senza una spiegazione concreta che permetta di comprendere le reali ragioni dell’esclusione.

Dietro ogni candidato c’è una storia fatta di sacrifici. Mesi, spesso anni, di studio, allenamento, rinunce economiche e personali per prepararsi ai quiz, alle prove fisiche e agli accertamenti sanitari. C’è chi riprova lo stesso concorso cinque o sei volte, investendo tempo, energie e risparmi pur di realizzare il sogno di indossare una divisa.

Anch’io appartengo a questa categoria di giovani. Da oltre tre anni servo con orgoglio lo Stato nell’Esercito Italiano. Ho sempre creduto nelle Istituzioni, nei valori della legalità e del servizio pubblico. Per questo vedere il mio percorso interrompersi durante il colloquio attitudinale è stato uno dei momenti più difficili della mia vita.

Nel mio caso è presente un procedimento penale ancora pendente relativo a un tragico incidente stradale di natura colposa. Non esiste alcuna condanna definitiva e il processo è tuttora in corso.

Durante i colloqui psicologici vengono spesso affrontate vicende personali particolarmente delicate. Al termine, tuttavia, il candidato riceve soltanto un giudizio sintetico di non idoneità, senza conoscere in modo trasparente gli elementi che hanno determinato quella valutazione, anche quando gli altri test psicometrici e cognitivi risultano pienamente nella norma.

Questa situazione pone un problema di trasparenza e di tutela dei diritti. L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che ogni persona è considerata non colpevole fino alla condanna definitiva. L’articolo 4 riconosce il diritto al lavoro. Se un’Amministrazione ritiene che una determinata situazione giuridica costituisca un impedimento all’arruolamento, il candidato ha diritto a conoscere con chiarezza le reali motivazioni del provvedimento adottato.

Questa petizione non chiede favoritismi e non pretende che chiunque venga dichiarato idoneo.

Chiede semplicemente che ogni candidato sia valutato secondo criteri oggettivi, trasparenti e verificabili, senza che motivazioni generiche possano lasciare il dubbio di valutazioni influenzate da elementi estranei alle reali capacità attitudinali.

Cosa chiediamo

1. Maggiore trasparenza nelle valutazioni attitudinali

Motivazioni più dettagliate e comprensibili per ogni giudizio di non idoneità.
Maggiore correlazione tra il giudizio finale e gli esiti dei test psicometrici e delle prove sostenute.
2. Valutazioni realmente individuali

Che ogni candidato venga esaminato esclusivamente sulla base delle proprie caratteristiche psicologiche e attitudinali, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e della presunzione di innocenza.
3. Valorizzazione dell’esperienza di servizio

Che nei concorsi sia adeguatamente considerato il percorso di chi presta già servizio nelle Forze Armate con valutazioni positive e una condotta irreprensibile.
Questa battaglia non riguarda soltanto me.

Riguarda tutti quei giovani che hanno scelto di dedicare la propria vita allo Stato e chiedono soltanto di essere giudicati con imparzialità, trasparenza e rispetto.

Se credi anche tu che i concorsi pubblici debbano garantire criteri chiari, valutazioni oggettive e pari opportunità per tutti, firma questa petizione.

Insieme possiamo chiedere al Ministero dell’Interno e al Ministero della Difesa procedure sempre più trasparenti, motivate e rispettose dei principi costituzionali.

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Marco SalvatoriPromotore della petizione

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