Garantire RSA economicamente accessibili in Lombardia

Il problema

Mia madre, affetta da demenza mista (vascolare e Alzheimer), si troverà presto ad aver bisogno di cure costanti, 24 ore su 24. Mio padre è venuto a mancare due anni fa, e io, unico figlio trentenne, sono rimasto a gestire tutto da solo. Lavoro a tempo pieno e, al tempo stesso, sono il caregiver principale di mia madre. In questo momento della mia vita, dovrei poter pensare a costruirmi un futuro, ma la realtà è che la mia preoccupazione principale è sopravvivere giorno per giorno. Nonostante un discreto stipendio e una buona pensione, non riusciamo comunque a far fronte a tutte le spese, quando una retta per una RSA pubblica o convenzionata oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro al mese.

Attualmente, i sussidi per l'accesso alle RSA sono legati a fasce ISEE spesso troppo restrittive e affidati alla discrezionalità dei singoli Comuni, che raramente dispongono di fondi adeguati. Questo genera situazioni paradossali: chi rientra nei limiti ISEE riceve contributi minimi, del tutto insufficienti a coprire la retta; chi li supera anche solo di poco, non ottiene alcun sostegno, pur trovandosi in seria difficoltà. In particolare, famiglie con un solo figlio, senza altri parenti su cui contare, che non rientrano nei criteri di aiuto, finiscono completamente escluse da qualsiasi forma di tutela. Non rientrando nelle soglie per ricevere aiuti, ma essendo ben lontano dall’essere benestante ci si ritrova a essere invisibili per il sistema.

Questa situazione è insostenibile non solo per me, ma per migliaia di famiglie lombarde che convivono ogni giorno con il peso dell’assistenza a una persona cara non autosufficiente. La domanda di accesso alle RSA cresce costantemente, ma i costi sono astronomici e le liste d’attesa interminabili.

Si tratta di una vera e propria emergenza, che sta consumando economicamente e psicologicamente intere famiglie.

Chiediamo alla Regione Lombardia, non ai singoli Comuni, di intervenire con misure concrete di sostegno economico alle famiglie, garantendo un diritto fondamentale come quello alla salute e all’assistenza.
È urgente introdurre soluzioni finanziarie più eque, basate non solo su parametri ISEE astratti, ma anche sulla reale condizione economica delle famiglie italiane. Servono fondi strutturali stabili e un modello più solidale.

Le alternative esistono: si può investire nella costruzione di nuove RSA pubbliche, con rette sostenibili, che offrano sana concorrenza al settore privato garantendo tariffe eque ai cittadini.
Oppure si può adottare il modello di regioni più virtuose, dove il costo mensile per una RSA può essere anche di 1.000, 1.500 euro al mese inferiore rispetto alla Lombardia, grazie a un sistema pubblico più integrato, controllato ed efficiente.

La sanità non può diventare un privilegio per pochi. È tempo che la Regione faccia la sua parte, attivando riforme legislative e finanziarie che rispecchino i bisogni reali delle persone.

Firma questa petizione per chiedere un cambiamento necessario e non più rimandabile.
Ogni firma è un passo verso un sistema più giusto, umano e accessibile per tutti.

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Il problema

Mia madre, affetta da demenza mista (vascolare e Alzheimer), si troverà presto ad aver bisogno di cure costanti, 24 ore su 24. Mio padre è venuto a mancare due anni fa, e io, unico figlio trentenne, sono rimasto a gestire tutto da solo. Lavoro a tempo pieno e, al tempo stesso, sono il caregiver principale di mia madre. In questo momento della mia vita, dovrei poter pensare a costruirmi un futuro, ma la realtà è che la mia preoccupazione principale è sopravvivere giorno per giorno. Nonostante un discreto stipendio e una buona pensione, non riusciamo comunque a far fronte a tutte le spese, quando una retta per una RSA pubblica o convenzionata oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro al mese.

Attualmente, i sussidi per l'accesso alle RSA sono legati a fasce ISEE spesso troppo restrittive e affidati alla discrezionalità dei singoli Comuni, che raramente dispongono di fondi adeguati. Questo genera situazioni paradossali: chi rientra nei limiti ISEE riceve contributi minimi, del tutto insufficienti a coprire la retta; chi li supera anche solo di poco, non ottiene alcun sostegno, pur trovandosi in seria difficoltà. In particolare, famiglie con un solo figlio, senza altri parenti su cui contare, che non rientrano nei criteri di aiuto, finiscono completamente escluse da qualsiasi forma di tutela. Non rientrando nelle soglie per ricevere aiuti, ma essendo ben lontano dall’essere benestante ci si ritrova a essere invisibili per il sistema.

Questa situazione è insostenibile non solo per me, ma per migliaia di famiglie lombarde che convivono ogni giorno con il peso dell’assistenza a una persona cara non autosufficiente. La domanda di accesso alle RSA cresce costantemente, ma i costi sono astronomici e le liste d’attesa interminabili.

Si tratta di una vera e propria emergenza, che sta consumando economicamente e psicologicamente intere famiglie.

Chiediamo alla Regione Lombardia, non ai singoli Comuni, di intervenire con misure concrete di sostegno economico alle famiglie, garantendo un diritto fondamentale come quello alla salute e all’assistenza.
È urgente introdurre soluzioni finanziarie più eque, basate non solo su parametri ISEE astratti, ma anche sulla reale condizione economica delle famiglie italiane. Servono fondi strutturali stabili e un modello più solidale.

Le alternative esistono: si può investire nella costruzione di nuove RSA pubbliche, con rette sostenibili, che offrano sana concorrenza al settore privato garantendo tariffe eque ai cittadini.
Oppure si può adottare il modello di regioni più virtuose, dove il costo mensile per una RSA può essere anche di 1.000, 1.500 euro al mese inferiore rispetto alla Lombardia, grazie a un sistema pubblico più integrato, controllato ed efficiente.

La sanità non può diventare un privilegio per pochi. È tempo che la Regione faccia la sua parte, attivando riforme legislative e finanziarie che rispecchino i bisogni reali delle persone.

Firma questa petizione per chiedere un cambiamento necessario e non più rimandabile.
Ogni firma è un passo verso un sistema più giusto, umano e accessibile per tutti.

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Petizione creata in data 29 agosto 2025