Fuori Tiziana Maiolo dalla tv per le sue frasi sullo stupro

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Il problema

Durante la trasmissione "Quarto Grado" dell'11 settembre 2026, si è discusso dei contenuti scioccanti trovati sui pc, telefoni e diari di Andrea Sempio, l'attuale indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. In questi materiali, Sempio osannava lo stupro — un atto disumano che nessuno dovrebbe anche solo contemplare, figurarsi celebrare. Eppure, durante la discussione su questi orribili reperti, l'ex parlamentare Tiziana Maiolo ha pronunciato affermazioni che non possono essere ignorate, affermando, senza che il conduttore Gianluigi Nuzzi la interrompesse o si dissociasse, che tutto ciò le è indifferente e che nei cellulari di TUTTI gli uomini si troverebbero sostanzialmente gli stessi contenuti.

Questa dichiarazione è oltraggiosa e inaccettabile. Minimizzare, banalizzare o normalizzare la violenza sessuale con affermazioni tanto superficiali quanto pericolose è un atto di profonda irresponsabilità. Coloro che hanno una piattaforma pubblica dovrebbero promuovere la consapevolezza e la responsabilità, non contribuire a perpetuare stereotipi disastrosi e a dare voce a opinioni dannose.

Il pubblico si aspetta un dibattito serio e rispettoso su argomenti così gravi, e non una complice acquiescenza verso dichiarazioni che banalizzano o, peggio ancora, difendono implicitamente la violenza sessuale. Men che meno si può accettare che la stragrande maggioranza di uomini perbene possano essere accomunati a personaggi disturbati.

Le parole hanno il potere di costruire o distruggere. Dare voce a opinioni come quelle espresse da Maiolo equivale a gettare benzina sul fuoco di un problema sociale già troppo diffuso. Le emittenti televisive hanno la responsabilità di garantire che i loro programmi non diventino un megafono per messaggi pericolosi e disinformanti.

Chiediamo la rimozione immediata di Tiziana Maiolo dalle trasmissioni televisive e un'adeguata formazione per chi ricopre ruoli di conduzione affinché possano affrontare con competenza ed efficacia discussioni su temi così sensibili.

Chiediamo a tutti di firmare questa petizione, affinché si possa promuovere un cambiamento significativo nei media. È ora di dire basta alla tolleranza di discorsi che, invece di contrastare, alimentano la cultura dello stupro. Ogni firma conta nel chiedere un mondo più giusto e responsabile.

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Isabella NanniPromotore della petizione

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