Fornire supporto comunale ai volontari per i gatti randagi a Bari

Firmatari recenti
Alfredo Rinaldini e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Sono sempre stata una fervente sostenitrice dei diritti degli animali e credo fermamente che debbano essere trattati con la dignità e il rispetto che meritano. I gatti randagi di Bari, che sono oltre 15.000, sono una parte importante del nostro ecosistema urbano. La loro vita, spesso invisibile, è strettamente legata al benessere della nostra comunità. Attualmente, il Comune di Bari finanzia la LAV per le sterilizzazioni e parte delle cure veterinarie, il che è senz'altro positivo, ma non sufficiente.

Il problema fondamentale è la mancanza di supporto diretto verso noi volontari—le gattare e i gattari di Bari. Siamo noi che stiamo in strada 365 giorni all'anno, nutriamo, curiamo, trasportiamo al veterinario e forniamo supporto alla LAV, segnalando colonie e situazioni di emergenza. E facciamo tutto questo a nostre spese. Senza il nostro impegno continuo, anche il lavoro della LAV si arresterebbe, portando a conseguenze tragiche per questi animali.

È cruciale che il Comune di Bari riconosca ufficialmente il contributo dei volontari e istituisca un programma di finanziamento diretto. Con un supporto reale e concreto, potremmo migliorare ulteriormente la vita dei gatti randagi, diminuire malattie tra gli animali e migliorare il nostro ambiente urbano.

Richiediamo al Comune di creare un fondo di sostegno per i volontari, facilitando le spese veterinarie e di alimentazione. Inoltre, potremmo beneficiare di corsi di formazione e supporti logistici che ci permettano di operare in modo più efficace.

Inoltre chiediamo al Comune di Bari 2 interventi per sostenere chi lavora sul campo:

1) Un Ospedale Veterinario Comunale H24 pubblico, gratuito per i randagi e le famiglie a basso reddito. Così né LAV né volontari devono anticipare soldi o cercare cliniche private di notte.

2) Almeno 10 Stalli Comunali Attrezzati per Gattare Autorizzate, Aree pubbliche recintate e messe in sicurezza o edifici in disuso da tempo (v.  il mercatino dell'usato di Via Troisi), dati in gestione ai volontari registrati. Servono per stallo post-operatorio e quarantena. Riconoscere ufficialmente il nostro ruolo significa smettere di lasciarci soli.

Il Comune paga per curare ma non paga per prevenire. Aiutate chi previene. 

Il benessere dei gatti randagi è intimamente connesso a quello del nostro ambiente. Chi ama gli animali sa quanto sia fondamentale questo legame. Firmate questa petizione per far sì che il Comune di Bari agisca adesso e offra il supporto che i nostri volontari dedicati meritano per continuare il loro indispensabile lavoro.

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Silvia ReginaPromotore della petizione

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Il problema

Sono sempre stata una fervente sostenitrice dei diritti degli animali e credo fermamente che debbano essere trattati con la dignità e il rispetto che meritano. I gatti randagi di Bari, che sono oltre 15.000, sono una parte importante del nostro ecosistema urbano. La loro vita, spesso invisibile, è strettamente legata al benessere della nostra comunità. Attualmente, il Comune di Bari finanzia la LAV per le sterilizzazioni e parte delle cure veterinarie, il che è senz'altro positivo, ma non sufficiente.

Il problema fondamentale è la mancanza di supporto diretto verso noi volontari—le gattare e i gattari di Bari. Siamo noi che stiamo in strada 365 giorni all'anno, nutriamo, curiamo, trasportiamo al veterinario e forniamo supporto alla LAV, segnalando colonie e situazioni di emergenza. E facciamo tutto questo a nostre spese. Senza il nostro impegno continuo, anche il lavoro della LAV si arresterebbe, portando a conseguenze tragiche per questi animali.

È cruciale che il Comune di Bari riconosca ufficialmente il contributo dei volontari e istituisca un programma di finanziamento diretto. Con un supporto reale e concreto, potremmo migliorare ulteriormente la vita dei gatti randagi, diminuire malattie tra gli animali e migliorare il nostro ambiente urbano.

Richiediamo al Comune di creare un fondo di sostegno per i volontari, facilitando le spese veterinarie e di alimentazione. Inoltre, potremmo beneficiare di corsi di formazione e supporti logistici che ci permettano di operare in modo più efficace.

Inoltre chiediamo al Comune di Bari 2 interventi per sostenere chi lavora sul campo:

1) Un Ospedale Veterinario Comunale H24 pubblico, gratuito per i randagi e le famiglie a basso reddito. Così né LAV né volontari devono anticipare soldi o cercare cliniche private di notte.

2) Almeno 10 Stalli Comunali Attrezzati per Gattare Autorizzate, Aree pubbliche recintate e messe in sicurezza o edifici in disuso da tempo (v.  il mercatino dell'usato di Via Troisi), dati in gestione ai volontari registrati. Servono per stallo post-operatorio e quarantena. Riconoscere ufficialmente il nostro ruolo significa smettere di lasciarci soli.

Il Comune paga per curare ma non paga per prevenire. Aiutate chi previene. 

Il benessere dei gatti randagi è intimamente connesso a quello del nostro ambiente. Chi ama gli animali sa quanto sia fondamentale questo legame. Firmate questa petizione per far sì che il Comune di Bari agisca adesso e offra il supporto che i nostri volontari dedicati meritano per continuare il loro indispensabile lavoro.

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