Fontanelle acqua potabile in tutta UniPi

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Negli ultimi anni il tema del rispetto ambientale é sempre più presente all'interno di conversazioni, lezioni, dibattiti... Spesso però il "green" é solo un marchio accattivante da sfruttare. Ultimamente a questa corsa all'essere più "eco-friendly" stanno partecipando molte università italiane. Tuttavia le iniziative portate avanti spesso sono evanescenti, poco utili, o meglio, poco supportate. 

Adesso é di moda parlare di borracce, borracce per studenti, riuso e tanto altro. Il problema della gestione della plastica, però, non si risolve mettendo sotto al tappeto, alle borracce, il vero motivo di tale uso spropositato. 

Il vero motivo è che UniPi, come il resto di Italia, é indietro di anni rispetto alla stragrande maggioranza dei paesi considerati sviluppati. E anche in termini di raccolta differenziata si preferisce apparire piuttosto che essere. 

Fontanelle, distributori di acqua potabile, pulita e filtrata dovrebbero essere una caratteristica di base dell'arredo di un centro di formazione. 

Non vi sono scuse per non procedere immediatamente con questo ammodernamento. Poi si certo, l'acqua di Pisa é buonissima e potabile. Molto probabilmente lo è alla sorgente però. Dopo attraversa tubi di tutti i tipi, trasportando con se incrostazioni di calcare, polveri bianche e/o rossastre ed infine viene erogata dai lavandini che presentano al loro interno ulteriori incrostazioni e in caso di miscelatori o altri annessi idraulici pietre di calcare che portano al ristagno. Già quell'acqua crea perplessità, il tenore di calcare é notoriamente alto e forse non adatto ad un consumo continuo. 

In più quest'acqua la dovremmo bere nei bagni delle strutture. Bene. Tra odori molesti, lavandini rotti, scarichi che non funzionano, acqua stagnante con larve di zanzara e tanto altro... Il problema bagni è immenso, tutti lo sanno e nessuno dice nulla. Stanno cadendo a pezzi, sono guasti, il sigillante dei sanitari é ricoperto di muffa o staccato. (Ovviamente alcuni bagni non sono così male, ma altri si).

In queste condizioni dovremmo bere l'acqua del rubinetto?!

Allora potremmo usare le famose borracce e riempirle a casa. Tuttavia anche qua c'è un nonsenso. Quante ne dovremmo riempire? 2,3,4? E poi, con quale acqua? Quella del rubinetto ha lo stesso problema ovunque a Pisa. Soprattutto dove gli impianti sono vecchi come in molte case di studenti; oppure potremmo usare l'acqua minerale in bottiglie di plastica che se non trasportata a piedi contribuisce all'emissione di gas di scarico oltre che un consumo di plastica.

Un'altra perplessità che spesso é comune negli studenti riguarda l'aspetto economico. Non è che qualcuno non vuole che si proceda  all'installazione degli erogatori poiché da questo si avrebbe un calo di profitto? Non abbiamo nessuna prova per supportare questo ma non sarebbe insolito in enti pubblici italiani. 

Una media di 40 centesimi a bottiglietta dato il numero di fruitori comporta un guadagno più che discreto.

I cestini per la raccolta sono distribuiti in modo capillare in tutta l'università. Salvacarta e salvamultimateriale. E stop. Non esistono altri rifiuti all'università. Tutti i cestini contengono qualsiasi cosa invece. Spesso non vi é nemmeno indicato cosa gettare; magari sono disposti a coppie ma entrambi dello stesso tipo.

Il tema ambientale non è solo argomento di conversazione. Servono misure concrete. Una università dovrebbe garantire molta più attenzione a determinate faccende. Già é complicato fare la raccolta perché vi sono tantissime informazioni su come gettare i rifiuti e tutte poco chiare ed esaustive. Non sappiamo quasi mai che materiale di scarto dobbiamo differenziare, se é composito o meno. La plastica delle bottigliette è facile da smaltire, basta non produrla. Tutti ci dobbiamo impegnare affinché questo obiettivo possa essere sempre più vicino.