Fondi di Sviluppo e Coesione destinati alla CULTURA

Fondi di Sviluppo e Coesione destinati alla CULTURA

Il problema

La cultura è l'anima di una comunità. La nostra dignità non è in vendita!

Il ritardo di un anno e mezzo accumulato dal Governo nell’erogazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione destinati alla Campania e al Sud sta bloccando decine di progetti e iniziative, cancellando occasioni di lavoro anche nell’ambito del settore culturale, con ricadute socio-economiche che si prospettano drammatiche.

Il ritardo nella erogazione delle risorse destinate per legge alla Regione Campania compromette la programmazione dei grandi e piccoli eventi sul territorio regionale nelle filiere del teatro, dello spettacolo e dell’audiovisivo che vedono impegnati oltre 12 mila addetti. Sono a rischio posti di lavoro a tutti i livelli: maestranze, tecnici, professionisti e artisti, con un effetto paralizzante per l’intero sistema.

Per questo è indispensabile, oggi e non domani, sbloccare le risorse ferme a Roma e destinate all'intero comparto cultura.

La cultura non è un costo ma un investimento e, come tale, è un’occasione di sviluppo.

Ritardando l'arrivo delle risorse, il danno ricade direttamente sui lavoratori e le loro famiglie.

Gli effetti negativi si allargano sui cittadini e sul turismo perché l’ampia e variegata offerta culturale della Campania, a tutti i livelli, ha una forte rilevanza nazionale e internazionale.

La programmazione regionale non si può fermare!

Chiediamo al governo lo sblocco immediato delle risorse perché " il tempo" è fondamentale per questo comparto. I contratti sono fermi così come la vendita dei biglietti, le prenotazioni e le produzioni cinematografiche. Tutto ciò crea enormi difficoltà anche a chi intenda partecipare agli eventi, piccoli e grandi, che da anni si realizzano in Campania, a Napoli ed anche nei siti e negli attrattori culturali più rinomati a livello internazionale, che costituiscono una enorme ricchezza per l’indotto del territorio.

Per il comparto turistico e per quello culturale il danno è gravissimo.

Noi chiediamo con forza "Fate presto!"

Firma l’appello

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Il problema

La cultura è l'anima di una comunità. La nostra dignità non è in vendita!

Il ritardo di un anno e mezzo accumulato dal Governo nell’erogazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione destinati alla Campania e al Sud sta bloccando decine di progetti e iniziative, cancellando occasioni di lavoro anche nell’ambito del settore culturale, con ricadute socio-economiche che si prospettano drammatiche.

Il ritardo nella erogazione delle risorse destinate per legge alla Regione Campania compromette la programmazione dei grandi e piccoli eventi sul territorio regionale nelle filiere del teatro, dello spettacolo e dell’audiovisivo che vedono impegnati oltre 12 mila addetti. Sono a rischio posti di lavoro a tutti i livelli: maestranze, tecnici, professionisti e artisti, con un effetto paralizzante per l’intero sistema.

Per questo è indispensabile, oggi e non domani, sbloccare le risorse ferme a Roma e destinate all'intero comparto cultura.

La cultura non è un costo ma un investimento e, come tale, è un’occasione di sviluppo.

Ritardando l'arrivo delle risorse, il danno ricade direttamente sui lavoratori e le loro famiglie.

Gli effetti negativi si allargano sui cittadini e sul turismo perché l’ampia e variegata offerta culturale della Campania, a tutti i livelli, ha una forte rilevanza nazionale e internazionale.

La programmazione regionale non si può fermare!

Chiediamo al governo lo sblocco immediato delle risorse perché " il tempo" è fondamentale per questo comparto. I contratti sono fermi così come la vendita dei biglietti, le prenotazioni e le produzioni cinematografiche. Tutto ciò crea enormi difficoltà anche a chi intenda partecipare agli eventi, piccoli e grandi, che da anni si realizzano in Campania, a Napoli ed anche nei siti e negli attrattori culturali più rinomati a livello internazionale, che costituiscono una enorme ricchezza per l’indotto del territorio.

Per il comparto turistico e per quello culturale il danno è gravissimo.

Noi chiediamo con forza "Fate presto!"

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Petizione creata in data 21 febbraio 2024