FIRMIAMO per SALVARE l’OSPEDALE DI PIACENZA, per SALVARE LA SANITA’ PUBBLICA


FIRMIAMO per SALVARE l’OSPEDALE DI PIACENZA, per SALVARE LA SANITA’ PUBBLICA
Il problema
FIRMIAMO per SALVARE l’OSPEDALE DI PIACENZA, per SALVARE LA SANITA’ che deve essere FINANZIATA CON RISORSE PUBBLICHE e GESTITA SOLO DAL SETTORE PUBBLICO a beneficio di TUTTI I CITTADINI.
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE dell’OSPEDALE di PIACENZA e della SANITA’.
Gli OSPEDALI PUBBLICI NON DEVONO ESSERE COSTRUITI CON LA FINANZA DI PROGETTO . L’entrata dei privati nella gestione di un Nosocomio Pubblico comporta la distruzione inesorabile della Sanità Pubblica e il venir meno del diritto di cura dei cittadini.
I Fatti: La Regione Emilia-Romagna ha deciso di finanziare la costruzione di un nuovo Ospedale nella città di Piacenza, con un importo di circa 227 milioni di euro, prevista con delibera 20 settembre 2021, somma ridotta con delibera del 12 febbraio 2024 a circa 135 milioni di euro.
L’importo mancante di circa 165 milioni di euro saranno versati da un investitore privato. Sottolineiamo: un Soggetto privato e NON pubblico, utilizzando lo strumento della Finanza di Progetto partecipa alla costruzione di un Ospedale per la collettività. Per legge il Soggetto privato deve finanziarsi presso degli Istituti di credito.
Cosa significa applicare la Finanza di Progetto al comparto sanitario?
Significa che per i prossimi 25 anni il “nuovo” Ospedale pubblico di Piacenza sarà gestito da un Soggetto Privato, un Investitore Finanziario e non più dall’ASL. Significa che la Sanità pubblica dovrà pagare canoni altissimi all’anno al privato che amministrerà in concessione il “nuovo” Ospedale Pubblico. Questo enorme esborso dell’ASL comporterà un taglio ai servizi sanitari e di cura ai cittadini di tutto il nostro territorio, sia dell’Ospedale di Piacenza che di quelli della provincia. Il privato incasserà soldi per tutti i servizi NON ospedalieri che dovranno essere remunerati dall’ASL e riceverà anche un canone di affitto per la gestione del nosocomio pubblico, oltre che per i servizi forniti.
L’ASL subirà le condizioni economiche stabilite nel contratto, per una durata di 25 anni. Sarà obbligata ad avvalersi dei servizi non medicali (pulizie, energia, mensa, manutenzione, parcheggi) forniti dal gestore privato; non potrà contestate la scelta dei servizi, la loro qualità, il loro costo. QUESTI COSTI SARANNO SOTTRATTI ALLA SPESA SANITARIA CORRENTE, quella che serve ad acquistare materiale sanitario, a pagare i dipendenti, i medici, gli infermieri, ad organizzare le prestazioni sanitarie per i cittadini, con inevitabili tagli ai pronto soccorsi e ai posti letto per i malati di tutto il comparto piacentino. Questa somma sarà sottratta alla Sanità Pubblica, finanziata con le nostre imposte e tasse. Con tale operazione la nostra ASL avrà un bilancio sempre in perdita.
Verranno a mancare i soldi anche per mantenere gli Ospedali della provincia di Piacenza, che diventeranno dei semplici ambulatori (basti pensare che già oggi i pronti soccorsi in provincia sono stati “tagliati”). In pratica Tutto il sistema ospedaliero, cittadino e della provincia, rischierà il collasso.
Un esempio reale: Per l’Ospedale di Mestre, La Regione Veneto, che pagava dal 2008 ben 72 milioni di euro l'anno di canone, ha ottenuto una riduzione del 10 per cento. Perché, hanno detto vari giudici nel corso della causa, c'era una sproporzione tra i 120 milioni messi dai privati (gli altri 130 venivano dalle casse pubbliche) per costruire la struttura e il Miliardo e 728 milioni che i privati avrebbero incassato come canoni..!
Allora Cosa proponiamo per tutelare i diritti dei cittadini alla salute e alle cure?
Anzichè costruire un nuovo ospedale con una operazione finanziaria, contraria all’interesse pubblico e al diritto alla salute sancita dalla Costituzione (Art. 32), occorre potenziare con i (solo) soldi pubblici, già stanziati dalla Regione Emilia Romagna, l’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” . L’obiettivo che dovrebbe essere perseguito per tutelare il diritto alla cura e alla sanità dei cittadini di Piacenza e della Provincia di Piacenza è la conservazione, con ampliamento e relativo ammodernamento, sia della struttura che dei servizi sanitari offerti dell’Ospedale attuale.
Gia’ la motivazione che un Ospedale pubblico non puo’ e non deve essere costruito con la Finanza di progetto, perché consegna la sanità pubblica ai privati, sarebbe sufficiente a giustificare la petizione e la sua sottoscrizione. Ma poiché sulla proposta di costruzione del nuovo ospedale c’è la più grande disinformazione mai vista a Piacenza, occorre fornire anche tutte le altre motivazioni. Per tutelare in concreto il diritto alla cura e alla salute dei cittadini si deve ristrutturare ed ampliare l’OSPEDALE attuale, anziché costruirne uno “nuovo” con il Project Financing. L’Ospedale nuovo si può avere, infatti, subito, in via Taverna e costruito solo con soldi pubblici.
- Il NUOVO OSPEDALE e’ UN OSPEDALE generalistico di “Sostituzione”, ossia appartiene allo stesso tipo dell’Ospedale attuale. Nel raggio di 50- 70 km ci sono gli ospedali universitari di Pavia, Parma e Milano. Con il COVID-19 è andato in crisi il modello ospedale centrico; il PNRR- Missione 6-Sanità prevede investimenti su aree d’ intervento, tipo le cure domiciliari, ma non un euro per gli Ospedali generalisti. NON VI SONO STANZIAMENTI di SOLDI PER FINANZIARE LA SPESA CORRENTE per ASSUMERE MEDICI ED INFERMIERI. L’ASL dovendo remunerare, secondo il Project Financing, il Soggetto privato con la Spesa Corrente, NON potrà impiegare quest’ultima per pagare il personale medico ed infermieristico.
- CI SONO gia’ I SOLDI PUBBLICI PER FARE UN “NUOVO” OSPEDALE IN VIA TAVERNA I soldi regionali non sono vincolati alla costruzione di un nuovo ospedale, ma possono essere utilizzati per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. Lo spazio dove costruire il “nuovo Ospedale” è quello presente tra il Polichirurgico e l’area occupata dal CSM. Il Polichirurgico può essere ampliato di una superficie pari a 43.500 mq. a fronte dell’attuale di 46.854. (46.854 + 43.500 = 90.354) IL TUTTO CON UN COSTO finanziabile con le SOLE RISORSE STATALI rimaste (€135.807.711,04) senza ricorrere all’intervento del privato. La superficie complessiva dell’ospedale “ristrutturato” sarebbe pari a 145.495 mq; invece, il nuovo ospedale avrebbe una superficie ben inferiore, pari a 114.986 mq.
- BISOGNA IMPEDIRE LA CEMENTIFICAZIONE e Il CONTINUO CONSUMO DI SUOLO. Un terreno agricolo di 272.000 mq. (pari a ca. 40 campi da calcio come quello del Piacenza) verrebbe distrutto da una colata di cemento. Non sono sufficienti i capannoni della logistica che stringono Piacenza in una morsa di cemento? Piacenza è la 1^ provincia in Emilia Romagna per consumo di suolo e la 2^ dopo Roma a livello nazionale.
- ESISTE LA POSSIBILITA’ di PARCHEGGI A FAVORE dell’OSPEDALE Attuale nell’AREA ex Acna con capienza da 800 a 1000 posti auto. Vi sono anche altre aree recuperabili: via Anguissola, l’ex Cral nell’Arsenale a barriera Torino, l’ex area del 118 per ipotesi parcheggio multipiano etc
-Il FUTURO SARA’ il CALO DELLA DOMANDA DI RICOVERI OSPEDALIERI a causa dell’invecchiamento della popolazione . Quindi il nuovo ospedale sarà già sorpassato dalla domanda sanitaria dei cittadini, legata ai servizi per la cronicità.
- BISOGNA EVITARE l’impatto sulla città. Se il Nosocomio attuale venisse abbandonato, si disegnerebbe un futuro di degrado: ulteriori edifici vuoti (oltre a caserme, chiese ecc.) con ipotesi sciagurate, tipo abbattimento del polichirurgico e/o operazioni del mercato immobiliare.
LA SANITA’ PUBBLICA NON PUO’ ESSERE TERRENO DI CONQUISTA DI SOGGETTI PRIVATI. LA SANITA’ PUBBLICA E’UN DIRITTO SANCITO DALLA COSTITUZIONE (art.32), non un Settore in CUI FARE AFFARI, cancellando di fatto la possibilità di accesso dei meno abbienti alle cure e alle prestazioni sanitarie.
VOGLIAMO la ristrutturazione del Nosocomio attuale (con l’ammodernamento del patrimonio tecnologico sanitario pubblico) utilizzando i soldi pubblici messi a disposizione dalla Regione.
FIRMIAMO NUMEROSI!
Dott. CLAUDIO ARZANI, ex- Direttore Direzione Amm.va Rete Ospedaliera AUSL Piacenza e Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza
6832
Il problema
FIRMIAMO per SALVARE l’OSPEDALE DI PIACENZA, per SALVARE LA SANITA’ che deve essere FINANZIATA CON RISORSE PUBBLICHE e GESTITA SOLO DAL SETTORE PUBBLICO a beneficio di TUTTI I CITTADINI.
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE dell’OSPEDALE di PIACENZA e della SANITA’.
Gli OSPEDALI PUBBLICI NON DEVONO ESSERE COSTRUITI CON LA FINANZA DI PROGETTO . L’entrata dei privati nella gestione di un Nosocomio Pubblico comporta la distruzione inesorabile della Sanità Pubblica e il venir meno del diritto di cura dei cittadini.
I Fatti: La Regione Emilia-Romagna ha deciso di finanziare la costruzione di un nuovo Ospedale nella città di Piacenza, con un importo di circa 227 milioni di euro, prevista con delibera 20 settembre 2021, somma ridotta con delibera del 12 febbraio 2024 a circa 135 milioni di euro.
L’importo mancante di circa 165 milioni di euro saranno versati da un investitore privato. Sottolineiamo: un Soggetto privato e NON pubblico, utilizzando lo strumento della Finanza di Progetto partecipa alla costruzione di un Ospedale per la collettività. Per legge il Soggetto privato deve finanziarsi presso degli Istituti di credito.
Cosa significa applicare la Finanza di Progetto al comparto sanitario?
Significa che per i prossimi 25 anni il “nuovo” Ospedale pubblico di Piacenza sarà gestito da un Soggetto Privato, un Investitore Finanziario e non più dall’ASL. Significa che la Sanità pubblica dovrà pagare canoni altissimi all’anno al privato che amministrerà in concessione il “nuovo” Ospedale Pubblico. Questo enorme esborso dell’ASL comporterà un taglio ai servizi sanitari e di cura ai cittadini di tutto il nostro territorio, sia dell’Ospedale di Piacenza che di quelli della provincia. Il privato incasserà soldi per tutti i servizi NON ospedalieri che dovranno essere remunerati dall’ASL e riceverà anche un canone di affitto per la gestione del nosocomio pubblico, oltre che per i servizi forniti.
L’ASL subirà le condizioni economiche stabilite nel contratto, per una durata di 25 anni. Sarà obbligata ad avvalersi dei servizi non medicali (pulizie, energia, mensa, manutenzione, parcheggi) forniti dal gestore privato; non potrà contestate la scelta dei servizi, la loro qualità, il loro costo. QUESTI COSTI SARANNO SOTTRATTI ALLA SPESA SANITARIA CORRENTE, quella che serve ad acquistare materiale sanitario, a pagare i dipendenti, i medici, gli infermieri, ad organizzare le prestazioni sanitarie per i cittadini, con inevitabili tagli ai pronto soccorsi e ai posti letto per i malati di tutto il comparto piacentino. Questa somma sarà sottratta alla Sanità Pubblica, finanziata con le nostre imposte e tasse. Con tale operazione la nostra ASL avrà un bilancio sempre in perdita.
Verranno a mancare i soldi anche per mantenere gli Ospedali della provincia di Piacenza, che diventeranno dei semplici ambulatori (basti pensare che già oggi i pronti soccorsi in provincia sono stati “tagliati”). In pratica Tutto il sistema ospedaliero, cittadino e della provincia, rischierà il collasso.
Un esempio reale: Per l’Ospedale di Mestre, La Regione Veneto, che pagava dal 2008 ben 72 milioni di euro l'anno di canone, ha ottenuto una riduzione del 10 per cento. Perché, hanno detto vari giudici nel corso della causa, c'era una sproporzione tra i 120 milioni messi dai privati (gli altri 130 venivano dalle casse pubbliche) per costruire la struttura e il Miliardo e 728 milioni che i privati avrebbero incassato come canoni..!
Allora Cosa proponiamo per tutelare i diritti dei cittadini alla salute e alle cure?
Anzichè costruire un nuovo ospedale con una operazione finanziaria, contraria all’interesse pubblico e al diritto alla salute sancita dalla Costituzione (Art. 32), occorre potenziare con i (solo) soldi pubblici, già stanziati dalla Regione Emilia Romagna, l’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” . L’obiettivo che dovrebbe essere perseguito per tutelare il diritto alla cura e alla sanità dei cittadini di Piacenza e della Provincia di Piacenza è la conservazione, con ampliamento e relativo ammodernamento, sia della struttura che dei servizi sanitari offerti dell’Ospedale attuale.
Gia’ la motivazione che un Ospedale pubblico non puo’ e non deve essere costruito con la Finanza di progetto, perché consegna la sanità pubblica ai privati, sarebbe sufficiente a giustificare la petizione e la sua sottoscrizione. Ma poiché sulla proposta di costruzione del nuovo ospedale c’è la più grande disinformazione mai vista a Piacenza, occorre fornire anche tutte le altre motivazioni. Per tutelare in concreto il diritto alla cura e alla salute dei cittadini si deve ristrutturare ed ampliare l’OSPEDALE attuale, anziché costruirne uno “nuovo” con il Project Financing. L’Ospedale nuovo si può avere, infatti, subito, in via Taverna e costruito solo con soldi pubblici.
- Il NUOVO OSPEDALE e’ UN OSPEDALE generalistico di “Sostituzione”, ossia appartiene allo stesso tipo dell’Ospedale attuale. Nel raggio di 50- 70 km ci sono gli ospedali universitari di Pavia, Parma e Milano. Con il COVID-19 è andato in crisi il modello ospedale centrico; il PNRR- Missione 6-Sanità prevede investimenti su aree d’ intervento, tipo le cure domiciliari, ma non un euro per gli Ospedali generalisti. NON VI SONO STANZIAMENTI di SOLDI PER FINANZIARE LA SPESA CORRENTE per ASSUMERE MEDICI ED INFERMIERI. L’ASL dovendo remunerare, secondo il Project Financing, il Soggetto privato con la Spesa Corrente, NON potrà impiegare quest’ultima per pagare il personale medico ed infermieristico.
- CI SONO gia’ I SOLDI PUBBLICI PER FARE UN “NUOVO” OSPEDALE IN VIA TAVERNA I soldi regionali non sono vincolati alla costruzione di un nuovo ospedale, ma possono essere utilizzati per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. Lo spazio dove costruire il “nuovo Ospedale” è quello presente tra il Polichirurgico e l’area occupata dal CSM. Il Polichirurgico può essere ampliato di una superficie pari a 43.500 mq. a fronte dell’attuale di 46.854. (46.854 + 43.500 = 90.354) IL TUTTO CON UN COSTO finanziabile con le SOLE RISORSE STATALI rimaste (€135.807.711,04) senza ricorrere all’intervento del privato. La superficie complessiva dell’ospedale “ristrutturato” sarebbe pari a 145.495 mq; invece, il nuovo ospedale avrebbe una superficie ben inferiore, pari a 114.986 mq.
- BISOGNA IMPEDIRE LA CEMENTIFICAZIONE e Il CONTINUO CONSUMO DI SUOLO. Un terreno agricolo di 272.000 mq. (pari a ca. 40 campi da calcio come quello del Piacenza) verrebbe distrutto da una colata di cemento. Non sono sufficienti i capannoni della logistica che stringono Piacenza in una morsa di cemento? Piacenza è la 1^ provincia in Emilia Romagna per consumo di suolo e la 2^ dopo Roma a livello nazionale.
- ESISTE LA POSSIBILITA’ di PARCHEGGI A FAVORE dell’OSPEDALE Attuale nell’AREA ex Acna con capienza da 800 a 1000 posti auto. Vi sono anche altre aree recuperabili: via Anguissola, l’ex Cral nell’Arsenale a barriera Torino, l’ex area del 118 per ipotesi parcheggio multipiano etc
-Il FUTURO SARA’ il CALO DELLA DOMANDA DI RICOVERI OSPEDALIERI a causa dell’invecchiamento della popolazione . Quindi il nuovo ospedale sarà già sorpassato dalla domanda sanitaria dei cittadini, legata ai servizi per la cronicità.
- BISOGNA EVITARE l’impatto sulla città. Se il Nosocomio attuale venisse abbandonato, si disegnerebbe un futuro di degrado: ulteriori edifici vuoti (oltre a caserme, chiese ecc.) con ipotesi sciagurate, tipo abbattimento del polichirurgico e/o operazioni del mercato immobiliare.
LA SANITA’ PUBBLICA NON PUO’ ESSERE TERRENO DI CONQUISTA DI SOGGETTI PRIVATI. LA SANITA’ PUBBLICA E’UN DIRITTO SANCITO DALLA COSTITUZIONE (art.32), non un Settore in CUI FARE AFFARI, cancellando di fatto la possibilità di accesso dei meno abbienti alle cure e alle prestazioni sanitarie.
VOGLIAMO la ristrutturazione del Nosocomio attuale (con l’ammodernamento del patrimonio tecnologico sanitario pubblico) utilizzando i soldi pubblici messi a disposizione dalla Regione.
FIRMIAMO NUMEROSI!
Dott. CLAUDIO ARZANI, ex- Direttore Direzione Amm.va Rete Ospedaliera AUSL Piacenza e Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza
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Petizione creata in data 7 novembre 2024