PETIZIONE CHIUSA

Firmiamo per la restituzione agli studenti della “tassa regionale sul diritto allo studio”!

Questa petizione aveva 922 sostenitori


Parlare di diritto allo studio, in Campania, ormai, non è soltanto un assurdo: è una presa in giro, perché i giovani campani, molto semplicemente, non hanno davvero diritto a studiare.

Troppi sono, infatti, gli ostacoli sul loro percorso; i più evidenti sono quelli legati alle strutture: si pensi alle condizioni disastrose dell'edilizia scolastica ed allo stato spesso altrettanto grave di tante strutture universitarie. In molte delle nostre scuole e delle nostre università si vive in condizioni ben oltre al di sotto del limite di sicurezza, si seguono le lezioni ammassati gli uni sugli altri e spesso non ci sono neanche gli spazi necessari per i diversamente abili.

Per quanto riguarda, in particolare, le università, la situazione ormai è drammatica: innanzitutto, in molti casi il solo accedervi è problematico, come nel caso della difficoltà ad iscriversi al corso di laurea che si predilige, spesso condizionata dal superamento dei test del numero chiuso, vero e proprio strumento delle più losche lobbies, del quale ogni giustificazione è impossibile sia dal punto di vista scientifico (a causa della dimostrata incapacità di questi test di selezionare effettivamente i migliori) che da quello economico (il 95% degli studenti che non superano il test, infatti, vengono comunque assorbiti da altri corsi di laurea). Ma accedere all'università ormai è difficile anche per quanto riguarda i trasporti: lo scempio che si è fatto del trasporto pubblico campano, con la gravissima corresponsabilità di questa Giunta regionale ed in particolare dell'assessore Vetrella, sfrenato sostenitore delle privatizzazioni a scapito del funzionamento del servizio pubblico (e si pensi inoltre al caso EAVbus ed al tentativo di vendita di questo ente ad una azienda in odor di camorra), rende difficilissimo e a volte impossibile per migliaia di studenti il recarsi a lezione. E non soltanto i treni vengono continuamente cancellati, come testimoniano tutti gli studenti che utilizzano Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana: la Giunta regionale, appena insediatasi, deliberò la cancellazione delle riduzioni per studenti sul costo degli abbonamenti mensili.

Non è tutto: l'assenza pressoché totale di mense per studenti fa lievitare i costi del frequentare i corsi universitari.

Infine, dobbiamo necessariamente ricordare che la Campania è la regione italiana con la più bassa percentuale di borse di studio erogate, meno del 30%, a fronte di un numero di aventi diritto tra i più elevati in Italia; proprio qui, infatti, abbiamo la più grande quantità di idonei non assegnatari; inoltre, a causa della mancata determinazione nei tempi necessari da parte della Regione dell'importo della tassa regionale sul diritto allo studio, l'anno scorso (a causa di un automatismo legale) si è verificato un aumento del 125% dell'importo della stessa. Una responsabilità gravissima, dunque, che pesa tutta sulle spalle di tutti i rappresentanti regionali.

Quello che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito, dunque, è sepolto in una tomba ricoperta dalle giustificazioni dei politici e dalle inefficienze dei burocrati.

Per questo tutti insieme chiediamo a lei , la giunta e il consiglio il rimborso della tassa regionale per l'anno accademico 2013/2014!



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