

FIRMA anche TU per i tuoi figli e la vera BIGENITORIALITA' presso il MInistero Giustizia


FIRMA anche TU per i tuoi figli e la vera BIGENITORIALITA' presso il MInistero Giustizia
Il problema
HTTPS://WWW.COMITATOGENITORIPERIFIGLI.IT
Tutte le maggiori associazioni italiane a difesa della bigenitorialità stanno portando avanti una campagna di raccolta firme sul sito del Ministero della Giustizia, per una proposta di legge sulla VERA bigenitorialità.
HTTPS://WWW.COMITATOGENITORIPERIFIGLI.IT
FIRMATE, e fate FIRMARE. Dobbiamo essere 50mila come minimo per poter concretizzare l'iniziativa, tutta e solo a favore dei figli delle coppie separate, per la vera parità genitoriale.
PASSA PAROLA !!
Munitevi di SPID e firmate TUTTI. Promuovete questa occasione (unica da vent'anni a questa parte, dopo al legge fallita del 2006 che ha fallito in tutti i suoi aspetti perché non applicata).
Promuovetela a tutti i vostri contatti sia personali che associativi. Per chi volesse partecipare alla organizzazione può mettersi in contatto con il gruppo promotore dal sito web, dove sono pubblicate tutte le info e gli aggiornamenti sulla campagna nazionale.
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La Legge 54 del 2006 ha introdotto finalmente in Italia, ultima tra gli Stati dotati di un sistema giudiziario avanzato, la bigenitorialità, cioè l'equilibrio e la pari dignità tra le figure genitoriali in caso di separazione, affermando con forza il principio di parità di diritti e doveri tra genitori nell'accudimento, cura ed educazione della prole. Gli strumenti normativi a supporto di questo cambiamento epocale, l’affido condiviso dei figli e il loro mantenimento equo e diretto da parte di entrambi i genitori, sono però rimasti solo parole sulla carta.
Infatti, le risoluzioni dei tribunali hanno relegato la maggior parte dei minori, inconsapevoli vittime della separazione genitoriale, nello stato di orfani con genitore in vita: secondo statistica, più del 95% delle coppie separate in Italia (che sono quasi pari alle famiglie unite) non ha un affido condiviso “equo”, con questo ponendo l’Italia al più basso posto del diritto alla bigenitorialità tra tutti i paesi industrializzati al mondo. Il privilegio per il “collocamento” dei figli, invenzione giuridica che esula dal dato normativo, è ampiamente sbilanciato verso la parte materna, pur a parità di condizioni (lavoro, orari, disponibilità, volontà di accudimento e cura) con irragionevoli aberrazioni: le asimmetrie imposte dalla prassi giudiziaria pregiudicano proprio quei minori che la legge dovrebbe tutelare, coinvolgendoli in annosi contenziosi con gravi ricadute sul loro stato di salute psico-fisica.
La normativa costituzionale e sovra-nazionale raccomanda tali principi fin dalla Convenzione di New York del 1989. In particolare, nell’anno 2015 la “Risoluzione 2079” dell’Assemblea Europea ha posto l’attenzione alla necessità di garantire la piena ed equa co -responsabilità parentale, individuando nei padri le figure ancora private della relazione con i figli. Con ciò chiedendo anche al nostro paese di rispettare il diritto paterno di essere pari all’altro genitore e di fare il massimo sforzo per dare la possibilità di un vero affidamento condiviso dei figli, nel migliore interesse di questi ultimi. Inoltre, sottolineando la co -responsabilità parentale quale essenziale contributo al fine di liberarsi dagli stereotipi di genere che riguardano i ruoli socialmente assegnati alla donna e all'uomo che riverberano la ripartizione di compiti in seno alla famiglia.
Famiglia che i tribunali italiani, ancorati a logiche patriarcali, individuano ancora come costituita da un genitore debole ma prioritario, la donna, alla quale vanno tutti i diritti e i doveri di cura e accudimento, di fatto impedendone l’emancipazione, la libertà e la realizzazione sociale nel mondo del lavoro.
La distorta declinazione in Italia della Legge 54 nei tribunali italiani ha portato sul nostro paese l’occhio vigile dell’Europa che, tramite la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sanziona l’Italia ripetutamente da anni, condannando il nostro paese a ingenti risarcimenti.
Non di meno, anche recentissimi studi indipendenti hanno sottolineato che i figli dei separati in Italia sono i più infelici di tutta Europa (“Joint physical custody of children in Europe” in Demographic Research 2023).
Questi nodi e la loro soluzione o miglior accomodamento sono il focus di questa proposta di legge a vent’anni dalla Legge 54 i cui risultati sono stati, con massima evidenza, fallimentari. Ne è evidenza l’enorme numero di cause civili e non solo in ambito familiare che affliggono il sistema giudiziario. Parliamo di milioni di casi che rallentano l'evoluzione dell’intero Paese, e ostruiscono il processo di sviluppo del nucleo sociale della famiglia, fondamento della base costituzionale, anche in termini di parità tra i sessi/generi, per non parlare degli esorbitanti costi e oneri per il sistema.
Questa proposta - come detto - segue e rispetta tutti i dettami della Convenzione sui diritti del fanciullo (New York, 20 novembre 1989), ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n.176.

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Promuovetela a tutti i vostri contatti sia personali che associativi. Per chi volesse partecipare alla organizzazione può mettersi in contatto con il gruppo promotore dal sito web, dove sono pubblicate tutte le info e gli aggiornamenti sulla campagna nazionale.
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La Legge 54 del 2006 ha introdotto finalmente in Italia, ultima tra gli Stati dotati di un sistema giudiziario avanzato, la bigenitorialità, cioè l'equilibrio e la pari dignità tra le figure genitoriali in caso di separazione, affermando con forza il principio di parità di diritti e doveri tra genitori nell'accudimento, cura ed educazione della prole. Gli strumenti normativi a supporto di questo cambiamento epocale, l’affido condiviso dei figli e il loro mantenimento equo e diretto da parte di entrambi i genitori, sono però rimasti solo parole sulla carta.
Infatti, le risoluzioni dei tribunali hanno relegato la maggior parte dei minori, inconsapevoli vittime della separazione genitoriale, nello stato di orfani con genitore in vita: secondo statistica, più del 95% delle coppie separate in Italia (che sono quasi pari alle famiglie unite) non ha un affido condiviso “equo”, con questo ponendo l’Italia al più basso posto del diritto alla bigenitorialità tra tutti i paesi industrializzati al mondo. Il privilegio per il “collocamento” dei figli, invenzione giuridica che esula dal dato normativo, è ampiamente sbilanciato verso la parte materna, pur a parità di condizioni (lavoro, orari, disponibilità, volontà di accudimento e cura) con irragionevoli aberrazioni: le asimmetrie imposte dalla prassi giudiziaria pregiudicano proprio quei minori che la legge dovrebbe tutelare, coinvolgendoli in annosi contenziosi con gravi ricadute sul loro stato di salute psico-fisica.
La normativa costituzionale e sovra-nazionale raccomanda tali principi fin dalla Convenzione di New York del 1989. In particolare, nell’anno 2015 la “Risoluzione 2079” dell’Assemblea Europea ha posto l’attenzione alla necessità di garantire la piena ed equa co -responsabilità parentale, individuando nei padri le figure ancora private della relazione con i figli. Con ciò chiedendo anche al nostro paese di rispettare il diritto paterno di essere pari all’altro genitore e di fare il massimo sforzo per dare la possibilità di un vero affidamento condiviso dei figli, nel migliore interesse di questi ultimi. Inoltre, sottolineando la co -responsabilità parentale quale essenziale contributo al fine di liberarsi dagli stereotipi di genere che riguardano i ruoli socialmente assegnati alla donna e all'uomo che riverberano la ripartizione di compiti in seno alla famiglia.
Famiglia che i tribunali italiani, ancorati a logiche patriarcali, individuano ancora come costituita da un genitore debole ma prioritario, la donna, alla quale vanno tutti i diritti e i doveri di cura e accudimento, di fatto impedendone l’emancipazione, la libertà e la realizzazione sociale nel mondo del lavoro.
La distorta declinazione in Italia della Legge 54 nei tribunali italiani ha portato sul nostro paese l’occhio vigile dell’Europa che, tramite la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sanziona l’Italia ripetutamente da anni, condannando il nostro paese a ingenti risarcimenti.
Non di meno, anche recentissimi studi indipendenti hanno sottolineato che i figli dei separati in Italia sono i più infelici di tutta Europa (“Joint physical custody of children in Europe” in Demographic Research 2023).
Questi nodi e la loro soluzione o miglior accomodamento sono il focus di questa proposta di legge a vent’anni dalla Legge 54 i cui risultati sono stati, con massima evidenza, fallimentari. Ne è evidenza l’enorme numero di cause civili e non solo in ambito familiare che affliggono il sistema giudiziario. Parliamo di milioni di casi che rallentano l'evoluzione dell’intero Paese, e ostruiscono il processo di sviluppo del nucleo sociale della famiglia, fondamento della base costituzionale, anche in termini di parità tra i sessi/generi, per non parlare degli esorbitanti costi e oneri per il sistema.
Questa proposta - come detto - segue e rispetta tutti i dettami della Convenzione sui diritti del fanciullo (New York, 20 novembre 1989), ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n.176.

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Petizione creata in data 18 febbraio 2025