Restituite la tessera di arbitro a Elena!

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L’AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha sentenziato il provvedimento estremo del ritiro della tessera ad una donna arbitro (ormai ex…) che, decidendo di assolvere questo, già di per sé, difficile ruolo, subì una violenza in campo da un giocatore che le procurò danni fisici irreversibili. I dottori certificarono danni permanenti a occhio e orecchio destro. Invitata recentemente in TV per parlare di casi simili accaduti ad altri arbitri, si è lasciata andare al trasporto di quanto vissuto e ha accusato la propria associazione di averla abbandonata. Per tutta risposta l'associazione arbitri l'ha radiata dal proprio organico per “aver parlato ai media senza chiedere alcuna autorizzazione all’AIA“. Dopo essere stata quindi picchiata selvaggiamente, è stata anche discriminata da coloro che avrebbero dovuto difenderla per aver espresso la propria amarezza e disappunto per un episodio che le ha segnato la vita. Stiamo parlando di Elena Proietti che nel 2014 fu aggredita con un pugno al viso mentre dirigeva una partita di calcio di prima categoria umbra Real Quadrelli - Trevana nel tentativo di sedare la solita ammucchiata selvaggia rissosa. 

https://www.gazzetta.it/Calcio/altri-campionati/11-11-2019/arbitro-donna-aggredita-2014-aia-ritira-tessera-3501011579994.shtml


Picchiata, abbandonata e discriminata.

Elena ha commentato pochi giorni fa sul suo profilo social: “Ecco l’epilogo di questa tragicomica vicenda in cui chi subisce una violenza non né può neanche parlare né denunciare pubblicamente. Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri. Ad maiora“.

Nella nostra Costituzione italiana, la libertà di espressione trova fondamento nell’articolo 21, argomentato con 5 commi atti a spiegare significato, estensione ed ipotesi di limitazione verso tale libertà. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…” Art. 21 Cost. Italiana ancora in vigore. Evidentemente non per l’Associazione Italiana Arbitri e per chi la rappresenta.

Con questa petizione chiediamo alla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio), di cui l’AIA fa parte, di restituire la tessera alla propria ex associata Elena, per evitare che la sua dignità di persona venga calpestata due volte: prima in campo e poi tra le mura di quella che avrebbe dovuto essere casa sua.