Fermiamo lo scempio di Firenze: firma anche tu per cambiare il colore del cubo bianconero

Il problema

Firenze è al centro di una trasformazione dalla quale noi cittadini siamo sempre più tagliati fuori: si fa di tutto per allontanare gli abitanti, sparisce il verde, si fa spazio a mastodontici complessi – per turisti di lusso, si dice – completamente alieni al nostro tessuto e a una certa idea di bellezza, che prima si veniva a imparare a Firenze. Ci vengono sottratti spazi pubblici e la ricchezza che dovrebbe venire da queste operazioni immobiliari resta confinata negli stessi complessi. Si è alterata pesantemente, seppur in modo non irrimediabile, l'immagine della nostra città, il suo dolce skyline, l'armonia delle facciate, i colori dei tetti. L'ex Teatro Comunale è destinato a restare una ferita aperta per lungo tempo. 

In più, rileviamo una stridente ambiguità nel comportamento di tutti gli organi deputati al controllo: se si fanno tante eccezioni e puntine al cittadino per minimi interventi, si chiudono due occhi su un "improvviso" cambio di colore. 

Sappiamo che il potere, che oggi ci comanda, glissa e allora alziamo la voce e chiediamo di intervenire sul complesso e ripristinare, almeno, il progetto originario nei connotati originari. La richiesta è semplice: sanare la ferita togliendo il nero e ripristinando il tono dorato e luminoso dell'idea iniziale presentata nel 2022. 

Questo è anche un invito a tutti noi a essere meno passivi e più partecipi, a essere cittadini. Insomma, se non abbiamo visto sorgere un complesso così impattante, se ci svegliamo solo adesso può succedere di nuovo? 

Update 28 agosto:

*Ex Teatro Comunale, Schmidt al Times: "Unesco faccia pressione per cambiare colore e altezza"*

L'ex direttore degli Uffizi al quotidiano londinese: "Progetto cambiato, di chi è la colpa?"

Firenze, 28 ago. – "È totalmente brutto, è totalmente fuori dal contesto fiorentino e forse al di fuori delle regole sull'altezza". Così ha definito il "cubo nero" di Corso Italia al Times di Londra l'ex direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Il quotidiano londinese ha dedicato al "cubo nero" che "annerisce" lo skyline della città del Rinascimento un approfondimento, sollevando diverse questioni sul progetto e sull'iter di approvazione e di cambiamento. "Non vogliamo che Firenze perda lo status Unesco – ha aggiunto Schmidt, che nei giorni scorsi aveva citato il caso di Dresda, fuori dall'Unesco per un solo nuovo edificio –, ma l'Unesco potrebbe fare pressione sulla città affinché siano cambiati i colori e sia ridotta l'altezza". "Adesso è chiaro che il progetto è stato cambiato – ha rimarcato il direttore del Museo di Capodimonte -. Qualcuno avrà dato il permesso per costruire un edificio più alto dei parametri consueti e più alto del teatro che ha rimpiazzato. Di chi è la responsabilità?"

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Lorenzo SomigliPromotore della petizione

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Il problema

Firenze è al centro di una trasformazione dalla quale noi cittadini siamo sempre più tagliati fuori: si fa di tutto per allontanare gli abitanti, sparisce il verde, si fa spazio a mastodontici complessi – per turisti di lusso, si dice – completamente alieni al nostro tessuto e a una certa idea di bellezza, che prima si veniva a imparare a Firenze. Ci vengono sottratti spazi pubblici e la ricchezza che dovrebbe venire da queste operazioni immobiliari resta confinata negli stessi complessi. Si è alterata pesantemente, seppur in modo non irrimediabile, l'immagine della nostra città, il suo dolce skyline, l'armonia delle facciate, i colori dei tetti. L'ex Teatro Comunale è destinato a restare una ferita aperta per lungo tempo. 

In più, rileviamo una stridente ambiguità nel comportamento di tutti gli organi deputati al controllo: se si fanno tante eccezioni e puntine al cittadino per minimi interventi, si chiudono due occhi su un "improvviso" cambio di colore. 

Sappiamo che il potere, che oggi ci comanda, glissa e allora alziamo la voce e chiediamo di intervenire sul complesso e ripristinare, almeno, il progetto originario nei connotati originari. La richiesta è semplice: sanare la ferita togliendo il nero e ripristinando il tono dorato e luminoso dell'idea iniziale presentata nel 2022. 

Questo è anche un invito a tutti noi a essere meno passivi e più partecipi, a essere cittadini. Insomma, se non abbiamo visto sorgere un complesso così impattante, se ci svegliamo solo adesso può succedere di nuovo? 

Update 28 agosto:

*Ex Teatro Comunale, Schmidt al Times: "Unesco faccia pressione per cambiare colore e altezza"*

L'ex direttore degli Uffizi al quotidiano londinese: "Progetto cambiato, di chi è la colpa?"

Firenze, 28 ago. – "È totalmente brutto, è totalmente fuori dal contesto fiorentino e forse al di fuori delle regole sull'altezza". Così ha definito il "cubo nero" di Corso Italia al Times di Londra l'ex direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Il quotidiano londinese ha dedicato al "cubo nero" che "annerisce" lo skyline della città del Rinascimento un approfondimento, sollevando diverse questioni sul progetto e sull'iter di approvazione e di cambiamento. "Non vogliamo che Firenze perda lo status Unesco – ha aggiunto Schmidt, che nei giorni scorsi aveva citato il caso di Dresda, fuori dall'Unesco per un solo nuovo edificio –, ma l'Unesco potrebbe fare pressione sulla città affinché siano cambiati i colori e sia ridotta l'altezza". "Adesso è chiaro che il progetto è stato cambiato – ha rimarcato il direttore del Museo di Capodimonte -. Qualcuno avrà dato il permesso per costruire un edificio più alto dei parametri consueti e più alto del teatro che ha rimpiazzato. Di chi è la responsabilità?"

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Lorenzo SomigliPromotore della petizione

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