Fermiamo le femmine senza valori che rubano la casa ai figli del defunto.
Fermiamo le femmine senza valori che rubano la casa ai figli del defunto.
Il problema
L'articolo 540 del codice civile Dispone che: "Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni".
Tale norma, nella sua attuale formulazione, ha consentito e consente a donne prive di scrupoli e valori, spesso molti giovani, di sposare uomini di età molto avanzata per esclusivi e meri interessi patrimoniali, legittimando di fatto una loro appropriazione della casa coniugale dopo la morte del de cuius, e riconoscendo loro il diritto di buttare dell'abitazione fuori anche i figli e i nipoti del defunto.
Ciò avviene in quanto queste giovani donne, approfittando dell'età dell'uomo e della sua condizione di fragilità emotiva e psichica, riescono a circuirlo e ad indurlo a contrarre matrimonio, spesso con grave pregiudizio degli eredi legittimi.
Queste conseguenze sono rese possibili dalla formulazione dell'articolo il quale non prevede che il diritto di abitazione si riconosca al coniuge superstite dopo che sia trascorso un ragionevole lasso di tempo dalla data del matrimonio, tale da consentire di presumere che lo stesso sia avvenuto per "affectio", e non già per mero interesse patrimoniale.

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Il problema
L'articolo 540 del codice civile Dispone che: "Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni".
Tale norma, nella sua attuale formulazione, ha consentito e consente a donne prive di scrupoli e valori, spesso molti giovani, di sposare uomini di età molto avanzata per esclusivi e meri interessi patrimoniali, legittimando di fatto una loro appropriazione della casa coniugale dopo la morte del de cuius, e riconoscendo loro il diritto di buttare dell'abitazione fuori anche i figli e i nipoti del defunto.
Ciò avviene in quanto queste giovani donne, approfittando dell'età dell'uomo e della sua condizione di fragilità emotiva e psichica, riescono a circuirlo e ad indurlo a contrarre matrimonio, spesso con grave pregiudizio degli eredi legittimi.
Queste conseguenze sono rese possibili dalla formulazione dell'articolo il quale non prevede che il diritto di abitazione si riconosca al coniuge superstite dopo che sia trascorso un ragionevole lasso di tempo dalla data del matrimonio, tale da consentire di presumere che lo stesso sia avvenuto per "affectio", e non già per mero interesse patrimoniale.

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Petizione creata in data 15 marzo 2025