Fermiamo le circolari del MIT che bloccano le imprese e negano i diritti ai cittadini


Fermiamo le circolari del MIT che bloccano le imprese e negano i diritti ai cittadini
Il problema
Mi chiamo Sergio de Rota e lavoro da sempre nel settore automotive. 6 anni fa con un'altra petizione denunciavo le inefficienze della PA, ma oggi la situazione è peggiorata, stanno bloccando tutto. Dalla Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero Infrastrutture e Trasporti (e non solo) da anni escono disposizioni che stanno letteralmente uccidendo le imprese di settore e violando i basilari diritti dei cittadini italiani. Ci sarebbe da scrivere per ore, ma mi limito a riassumere in 5 punti le situazioni a mio avviso più gravi:
- Sistematica opposizione a colpi di circolari di qualunque importazione, anche comunitaria, di veicoli non rigorosamente di serie, compresi autocarri, autocaravan, veicoli speciali, di soccorso, adattati per disabili, rimorchi, ecc. normalmente circolanti in tutta Europa Italia compresa (e addirittura iscrivibili nel Reve), in palese violazione del principio generale comunitario che l'immatricolazione di un veicolo può essere rifiutata SOLO se la PA è in grado di dimostrare pericolosità o inquinamento;
- Emanazione di circolari a discrezione del funzionario di turno, che restringono o impediscono l'applicabilità delle norme comunitarie, cagionando danni economici e limitazioni all'operatività alle imprese italiane di tutta la filiera, non solo commercianti ma anche officine, allestitori, costruttori, carrozzerie, ricambisti, accessoristi, studi di consulenza, importatori, trasportatori, società di noleggio, operatori turistici, istituti di ricerca, ecc. nonchè negando gettito fiscale per lo Stato;
- Cronici disservizi a cittadini e imprese (spesso con tempi ben oltre i limiti previsti dalla legge 241/1990), di tutto ciò che è rimasto di competenza degli UMC pubblici, per poco personale, pensionamenti, mancanza di formazione, di risorse, di responsabilizzazione e meritocrazia. Quanto passato a gestione privata, al contrario, funziona perfettamente: revisioni, immatricolazioni, passaggi di proprietà, alcuni tipi di collaudi, ecc.
- Sistematica privazione ai cittadini italiani (e alle imprese) del principio fondamentale del libero mercato e della libera circolazione di prodotti e merci, e nei pochi casi in cui è concesso le procedure burocratiche sono talmente farraginose, difficoltose e lunghe che sembrano avere il solo scopo di scoraggiare chiunque;
- Eliminazione della concorrenza favorendo solo le case produttrici, limitando la scelta esclusivamente ai costosi veicoli nuovi rigorosamente standardizzati o all'usato già circolante in Italia, e negando la forte domanda di veicoli personalizzati contrariamente a quanto avviene nel resto d'Europa;
si chiede quindi al MIT:
- di avviare un serio processo di revisione della normativa vigente, allo scopo di allinearla agli standard europei più flessibili;
- di intensificare e strutturare il dialogo con gli operatori e le associazioni di settore, per comprendere le richieste e le opportunità specifiche del mercato utili alla stesura di nuove normative;
- di semplificare le procedure di approvazione e importazione, di ridurre gli oneri burocratici per le imprese che operano nel settore delle trasformazioni veicolari, promuovendo al contempo azioni di controllo sulla sicurezza e favorendo il recupero e il riutilizzo del parco circolante;
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Il problema
Mi chiamo Sergio de Rota e lavoro da sempre nel settore automotive. 6 anni fa con un'altra petizione denunciavo le inefficienze della PA, ma oggi la situazione è peggiorata, stanno bloccando tutto. Dalla Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero Infrastrutture e Trasporti (e non solo) da anni escono disposizioni che stanno letteralmente uccidendo le imprese di settore e violando i basilari diritti dei cittadini italiani. Ci sarebbe da scrivere per ore, ma mi limito a riassumere in 5 punti le situazioni a mio avviso più gravi:
- Sistematica opposizione a colpi di circolari di qualunque importazione, anche comunitaria, di veicoli non rigorosamente di serie, compresi autocarri, autocaravan, veicoli speciali, di soccorso, adattati per disabili, rimorchi, ecc. normalmente circolanti in tutta Europa Italia compresa (e addirittura iscrivibili nel Reve), in palese violazione del principio generale comunitario che l'immatricolazione di un veicolo può essere rifiutata SOLO se la PA è in grado di dimostrare pericolosità o inquinamento;
- Emanazione di circolari a discrezione del funzionario di turno, che restringono o impediscono l'applicabilità delle norme comunitarie, cagionando danni economici e limitazioni all'operatività alle imprese italiane di tutta la filiera, non solo commercianti ma anche officine, allestitori, costruttori, carrozzerie, ricambisti, accessoristi, studi di consulenza, importatori, trasportatori, società di noleggio, operatori turistici, istituti di ricerca, ecc. nonchè negando gettito fiscale per lo Stato;
- Cronici disservizi a cittadini e imprese (spesso con tempi ben oltre i limiti previsti dalla legge 241/1990), di tutto ciò che è rimasto di competenza degli UMC pubblici, per poco personale, pensionamenti, mancanza di formazione, di risorse, di responsabilizzazione e meritocrazia. Quanto passato a gestione privata, al contrario, funziona perfettamente: revisioni, immatricolazioni, passaggi di proprietà, alcuni tipi di collaudi, ecc.
- Sistematica privazione ai cittadini italiani (e alle imprese) del principio fondamentale del libero mercato e della libera circolazione di prodotti e merci, e nei pochi casi in cui è concesso le procedure burocratiche sono talmente farraginose, difficoltose e lunghe che sembrano avere il solo scopo di scoraggiare chiunque;
- Eliminazione della concorrenza favorendo solo le case produttrici, limitando la scelta esclusivamente ai costosi veicoli nuovi rigorosamente standardizzati o all'usato già circolante in Italia, e negando la forte domanda di veicoli personalizzati contrariamente a quanto avviene nel resto d'Europa;
si chiede quindi al MIT:
- di avviare un serio processo di revisione della normativa vigente, allo scopo di allinearla agli standard europei più flessibili;
- di intensificare e strutturare il dialogo con gli operatori e le associazioni di settore, per comprendere le richieste e le opportunità specifiche del mercato utili alla stesura di nuove normative;
- di semplificare le procedure di approvazione e importazione, di ridurre gli oneri burocratici per le imprese che operano nel settore delle trasformazioni veicolari, promuovendo al contempo azioni di controllo sulla sicurezza e favorendo il recupero e il riutilizzo del parco circolante;
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I decisori

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Petizione creata in data 22 ottobre 2024