Fermiamo la marcia verso la Terza Guerra Mondiale

Firmatari recenti
A. Ghiciusca e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

"Quante volte mia madre mi raccontato la Seconda Guerra Mondiale! Oggi non sappiamo più che cosa sia una guerra mondiale, ma chi l'ha vissuta non può dimenticare l'orrore, la paura, la miseria... la miseria economica e la miseria umana, l'abbrutimento irrazionale... Queste sono le storie che mia madre mi raccontava spesso, i racconti delle bombe che cadevano dall'alto, i soldati che si presentavano a casa e pretendevano di essere accolti, sfamati... e quanti soldati non sono tornati, quanti bambini portati via dalle bombe...

Secondo l'alto commissariato dell'ONU per i rifugiati, le guerre e i conflitti hanno costretto quasi 80 milioni di persone a fuggire dalle loro case per cercare rifugio altrove.

Come cristiani vogliamo portare una voce alternativa, forte e abbiamo elaborato questo Manifesto della Pace e della Fratellanza.

 

Unisciti a noi con la tua firma. Basta un click. 

E poi non dimenticare di condividerla!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MANIFESTO DI PACE E FRATELLANZA


Siamo preoccupati per la direzione che sta prendendo il mondo, per i tamburi di guerra che stanno risuonando ovunque. Siamo sull’orlo di una Terza Guerra Mondiale. La propaganda ci induce a credere che la guerra sia una risposta, se non l’unica risposta, per la risoluzione dei conflitti e delle situazioni di ingiustizia. 

Tutto ciò sembra allinearsi con l’ideologia di una presunta supremazia della cultura occidentale centrata su valori che erroneamente vengono attribuiti al messaggio di Cristo e alla tradizione cristiana, una ideologia  che non fa altro che fomentare paura, antisemitismo e islamofobia, discriminazione e repressione


Di fronte a questo, noi vorremmo ribadire a lettere capitali che: 

Ripudiamo ogni forma di violenza e ogni forma di guerra, guerre di attacco e guerre di difesa. 

Ripudiamo la teoria della guerra giusta e l’ineluttabilità della guerra come una realtà a cui dobbiamo arrenderci  perché siamo chiamati a costruire, qui e ora, il Regno di Dio che è un regno di pace e di amore (Lc 17, 21; Mt 12, 28) 

Ripudiamo la logica win/lose, affermando invece che dovremmo ricercare sempre e comunque soluzioni in cui vinciamo insieme. Ripudiamo la via del riarmo, la via della paura, della diffidenza verso il diverso, una via diametralmente opposta agli insegnamenti di Gesù Cristo che ci incoraggia ad accogliere ed amare anche i nostri nemici (Mt 5, 44). Respingiamo l'idea che Dio “faccia preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto” (At 10, 34-35). Infatti, in Cristo Gesù non c’è distinzione tra giudei e tutte le altre etnie della Terra (Rm 10, 12; Gal 3, 28; Col 3,11).

Respingiamo altresì l’idea che condannare gli atti dello Stato di Israele o dello Stato della Palestina implichi una presa di posizione nei confronti della fede ebraica o della fede islamica. Ma non resteremo in silenzio mentre in Palestina si sta verificando una pulizia etnica sotto il silenzio deplorevole di tutte le così dette “democrazie occidentali”. 

Come cristiani crediamo invece che l'amore di Dio si estenda a tutte le persone in tutto il mondo, indipendentemente dalla loro razza, territorio, religione o luogo di nascita. Per questo ci sentiamo chiamati ad agire in solidarietà con i nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo, che affrontano sfide e difficoltà, a partire dagli ultimi, dagli oppressi, da coloro che hanno perso genitori, figli, casa, … che hanno perso Dio.

Crediamo che la nostra lealtà sia verso il Regno della Pace di Dio, non verso uno stato nazionale. La nostra patria è ogni essere umano, dell’ucraino e del russo, del palestinese e dell’israeliano. Non dividiamo il mondo in buoni e cattivi. Non diremo mai più “Dio è con noi”, ma grideremo che Dio si è schierato nella croce di Gesù Cristo, in quella croce che abbraccia ogni vittima, ogni oppresso dalla violenza.     

 

Pertanto noi, firmatari non resteremo silenti di fronte alla violenza e alle scelte scellerate dei Governi di questo mondo, ma che ci impegneremo a lavorare per la pace attraverso la nonviolenza: 

  • Come cristiani cittadini del Regno di Dio metteremo ogni nostro sforzo nel fare Chiesa, nel creare comunità che rappresentino il Regno della Pace qui e ora, comunità in cui “non ci sono bisognosi”, che vivono di relazioni di reciproco sostegno, perdono e riconciliazione. Sarà questo il nostro culto: non conformarci alla mentalità di questo mondo e rappresentare una realtà alternativa a quella proposta dai Governi di questo mondo.
  • Rafforzeremo nelle nostre comunità processi organizzativi che ci facciano transitare da logiche gerarchiche di potere verso logiche di servizio.
  • Organizzeremo all’interno delle nostre comunità laboratori e scuole di pace e nonviolenza.
  • Promuoveremo nelle nostre comunità il ministero della riconciliazione.
  • Saremo solidali con ogni popolo che sta soffrendo a causa della guerra e con tutte le persone che affrontano sfide e difficoltà in tutto il mondo.
  • Ci sentiremo ingaggiati nel combattere attraverso la preghiera, i digiuni, le intercessioni le potenze e le potestà celesti che annebbiano la mente delle persone e dei Governi, inducendoli verso la guerra e l’annichilimento.
  • Lavoreremo per diffondere il Regno dei Cieli su questa terra, affinché possa diventare un mondo più giusto, più compassionevole, più unito e più accogliente per tutti.
  • Apriremo le nostre chiese come comunità e luoghi di rifugio e accoglienza, contribuendo anche con le risorse economiche a nostra disposizione.
  • Spingeremo i Governi di questo mondo affinché investano nei Corpi Civili di Pace piuttosto che in armi ed eserciti armati  

 Se vuoi la pace prepara la pace".

 

Per ulteriori informazioni vai su:

https://themeetinghouseitalia.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se vuoi, la tua organizzazione può essere diretta sostenitrice ed essere inclusa qui di seguito. Per aggiungere la tua organizzazione scrivi a: nonviolenzasovversiva@gmail.com

 

Altre organizzazioni sostenitrici:

 

 

 

 

 

 

 

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"Quante volte mia madre mi raccontato la Seconda Guerra Mondiale! Oggi non sappiamo più che cosa sia una guerra mondiale, ma chi l'ha vissuta non può dimenticare l'orrore, la paura, la miseria... la miseria economica e la miseria umana, l'abbrutimento irrazionale... Queste sono le storie che mia madre mi raccontava spesso, i racconti delle bombe che cadevano dall'alto, i soldati che si presentavano a casa e pretendevano di essere accolti, sfamati... e quanti soldati non sono tornati, quanti bambini portati via dalle bombe...

Secondo l'alto commissariato dell'ONU per i rifugiati, le guerre e i conflitti hanno costretto quasi 80 milioni di persone a fuggire dalle loro case per cercare rifugio altrove.

Come cristiani vogliamo portare una voce alternativa, forte e abbiamo elaborato questo Manifesto della Pace e della Fratellanza.

 

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Siamo preoccupati per la direzione che sta prendendo il mondo, per i tamburi di guerra che stanno risuonando ovunque. Siamo sull’orlo di una Terza Guerra Mondiale. La propaganda ci induce a credere che la guerra sia una risposta, se non l’unica risposta, per la risoluzione dei conflitti e delle situazioni di ingiustizia. 

Tutto ciò sembra allinearsi con l’ideologia di una presunta supremazia della cultura occidentale centrata su valori che erroneamente vengono attribuiti al messaggio di Cristo e alla tradizione cristiana, una ideologia  che non fa altro che fomentare paura, antisemitismo e islamofobia, discriminazione e repressione


Di fronte a questo, noi vorremmo ribadire a lettere capitali che: 

Ripudiamo ogni forma di violenza e ogni forma di guerra, guerre di attacco e guerre di difesa. 

Ripudiamo la teoria della guerra giusta e l’ineluttabilità della guerra come una realtà a cui dobbiamo arrenderci  perché siamo chiamati a costruire, qui e ora, il Regno di Dio che è un regno di pace e di amore (Lc 17, 21; Mt 12, 28) 

Ripudiamo la logica win/lose, affermando invece che dovremmo ricercare sempre e comunque soluzioni in cui vinciamo insieme. Ripudiamo la via del riarmo, la via della paura, della diffidenza verso il diverso, una via diametralmente opposta agli insegnamenti di Gesù Cristo che ci incoraggia ad accogliere ed amare anche i nostri nemici (Mt 5, 44). Respingiamo l'idea che Dio “faccia preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto” (At 10, 34-35). Infatti, in Cristo Gesù non c’è distinzione tra giudei e tutte le altre etnie della Terra (Rm 10, 12; Gal 3, 28; Col 3,11).

Respingiamo altresì l’idea che condannare gli atti dello Stato di Israele o dello Stato della Palestina implichi una presa di posizione nei confronti della fede ebraica o della fede islamica. Ma non resteremo in silenzio mentre in Palestina si sta verificando una pulizia etnica sotto il silenzio deplorevole di tutte le così dette “democrazie occidentali”. 

Come cristiani crediamo invece che l'amore di Dio si estenda a tutte le persone in tutto il mondo, indipendentemente dalla loro razza, territorio, religione o luogo di nascita. Per questo ci sentiamo chiamati ad agire in solidarietà con i nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo, che affrontano sfide e difficoltà, a partire dagli ultimi, dagli oppressi, da coloro che hanno perso genitori, figli, casa, … che hanno perso Dio.

Crediamo che la nostra lealtà sia verso il Regno della Pace di Dio, non verso uno stato nazionale. La nostra patria è ogni essere umano, dell’ucraino e del russo, del palestinese e dell’israeliano. Non dividiamo il mondo in buoni e cattivi. Non diremo mai più “Dio è con noi”, ma grideremo che Dio si è schierato nella croce di Gesù Cristo, in quella croce che abbraccia ogni vittima, ogni oppresso dalla violenza.     

 

Pertanto noi, firmatari non resteremo silenti di fronte alla violenza e alle scelte scellerate dei Governi di questo mondo, ma che ci impegneremo a lavorare per la pace attraverso la nonviolenza: 

  • Come cristiani cittadini del Regno di Dio metteremo ogni nostro sforzo nel fare Chiesa, nel creare comunità che rappresentino il Regno della Pace qui e ora, comunità in cui “non ci sono bisognosi”, che vivono di relazioni di reciproco sostegno, perdono e riconciliazione. Sarà questo il nostro culto: non conformarci alla mentalità di questo mondo e rappresentare una realtà alternativa a quella proposta dai Governi di questo mondo.
  • Rafforzeremo nelle nostre comunità processi organizzativi che ci facciano transitare da logiche gerarchiche di potere verso logiche di servizio.
  • Organizzeremo all’interno delle nostre comunità laboratori e scuole di pace e nonviolenza.
  • Promuoveremo nelle nostre comunità il ministero della riconciliazione.
  • Saremo solidali con ogni popolo che sta soffrendo a causa della guerra e con tutte le persone che affrontano sfide e difficoltà in tutto il mondo.
  • Ci sentiremo ingaggiati nel combattere attraverso la preghiera, i digiuni, le intercessioni le potenze e le potestà celesti che annebbiano la mente delle persone e dei Governi, inducendoli verso la guerra e l’annichilimento.
  • Lavoreremo per diffondere il Regno dei Cieli su questa terra, affinché possa diventare un mondo più giusto, più compassionevole, più unito e più accogliente per tutti.
  • Apriremo le nostre chiese come comunità e luoghi di rifugio e accoglienza, contribuendo anche con le risorse economiche a nostra disposizione.
  • Spingeremo i Governi di questo mondo affinché investano nei Corpi Civili di Pace piuttosto che in armi ed eserciti armati  

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Per ulteriori informazioni vai su:

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Petizione creata in data 22 aprile 2025