Fermiamo la fuga di cervelli dalla Calabria! #180senzafuturo

Fermiamo la fuga di cervelli dalla Calabria! #180senzafuturo

Il problema

Tutto ebbe inizio nel 2011: un bando ambizioso, associato al Progetto "Lavori Regolari", promosso dalla Regione Calabria per selezionare e formare un’innovativa figura professionale; quasi 200 giovani coinvolti; l’opportunità di un’occupazione a tempo indeterminato.

Un anno dopo si conclude la selezione pubblica per titoli ed esami. Finalmente, nel dicembre 2012, prende avvio la fase di formazione ed attività sul campo, dodici mesi di impegno prodromici al fatidico inserimento nel mondo del lavoro.

Nel 2016, finalmente, si è giunti al saldo del voucher per la formazione. Tuttavia, resta da definire la seconda fase del Progetto, quella saliente ossia l'inserimento lavorativo.

È questa la condizione degli Agenti per l’emersione, la qualità e lo sviluppo locale, scelti e formati dalla Regione Calabria in seno al Progetto “Lavori regolari”. Si tratta, per la quasi totalità, di professionisti e soggetti specializzati ultratrentenni che, nel Progetto, hanno investito anni e legittime aspettative. Menti che hanno investito preziosi ed irripetibili anni di vita, speranze ed aspettative, che credono nelle istituzioni ed hanno seguito un percorso di formazione ed azione sui temi della programmazione, dello sviluppo, delle politiche per il lavoro, del contrasto al sommerso. Professionalità che vogliono contribuire, con volontà ed impegno, al rilancio di questa terra, ricca non solo di contraddizioni ma di bellezze e di potenziale inespresso.

Giovani su cui la Regione ha puntato, impegnando 14 milioni di euro ma che, ad oggi, attendono una prospettiva: si tratta di un’insopportabile anomalia calabrese, che getta nello sconforto una moltitudine di donne e uomini. Persone che, per il lento avanzare del Progetto, potrebbero diventare “vecchie” per i loro progetti di vita, personale e familiare.

La Regione Calabria dia seguito alle risultanze della selezione pubblica e tuteli efficacemente il diritto al lavoro e ad un’esistenza dignitosa di queste intellettualità. Il tempo dell’attesa è scaduto: mesi ed anni sono scivolati via. Gli Agenti per l’emersione, con pieno diritto e determinazione, chiedono opportunità, ascolto, lavoro.

Presidente Oliverio, Le chiediamo di passare con decisione dalle parole ai fatti: lanci un patto generazionale, che consenta alle giovani e brillanti risorse di restare o tornare, innestando nuova linfa nel tessuto amministrativo o economico-produttivo della Calabria.

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Armido CarioPromotore della petizioneScrittore, storico, docente. Laurea con lode in scienze politiche. Autore di pubblicazioni scientifiche nel campo del diritto pubblico comparato e già cultore della materia in Diritto dell’UE. Attivo sulla stampa dal 1997.
Questa petizione aveva 662 sostenitori

Il problema

Tutto ebbe inizio nel 2011: un bando ambizioso, associato al Progetto "Lavori Regolari", promosso dalla Regione Calabria per selezionare e formare un’innovativa figura professionale; quasi 200 giovani coinvolti; l’opportunità di un’occupazione a tempo indeterminato.

Un anno dopo si conclude la selezione pubblica per titoli ed esami. Finalmente, nel dicembre 2012, prende avvio la fase di formazione ed attività sul campo, dodici mesi di impegno prodromici al fatidico inserimento nel mondo del lavoro.

Nel 2016, finalmente, si è giunti al saldo del voucher per la formazione. Tuttavia, resta da definire la seconda fase del Progetto, quella saliente ossia l'inserimento lavorativo.

È questa la condizione degli Agenti per l’emersione, la qualità e lo sviluppo locale, scelti e formati dalla Regione Calabria in seno al Progetto “Lavori regolari”. Si tratta, per la quasi totalità, di professionisti e soggetti specializzati ultratrentenni che, nel Progetto, hanno investito anni e legittime aspettative. Menti che hanno investito preziosi ed irripetibili anni di vita, speranze ed aspettative, che credono nelle istituzioni ed hanno seguito un percorso di formazione ed azione sui temi della programmazione, dello sviluppo, delle politiche per il lavoro, del contrasto al sommerso. Professionalità che vogliono contribuire, con volontà ed impegno, al rilancio di questa terra, ricca non solo di contraddizioni ma di bellezze e di potenziale inespresso.

Giovani su cui la Regione ha puntato, impegnando 14 milioni di euro ma che, ad oggi, attendono una prospettiva: si tratta di un’insopportabile anomalia calabrese, che getta nello sconforto una moltitudine di donne e uomini. Persone che, per il lento avanzare del Progetto, potrebbero diventare “vecchie” per i loro progetti di vita, personale e familiare.

La Regione Calabria dia seguito alle risultanze della selezione pubblica e tuteli efficacemente il diritto al lavoro e ad un’esistenza dignitosa di queste intellettualità. Il tempo dell’attesa è scaduto: mesi ed anni sono scivolati via. Gli Agenti per l’emersione, con pieno diritto e determinazione, chiedono opportunità, ascolto, lavoro.

Presidente Oliverio, Le chiediamo di passare con decisione dalle parole ai fatti: lanci un patto generazionale, che consenta alle giovani e brillanti risorse di restare o tornare, innestando nuova linfa nel tessuto amministrativo o economico-produttivo della Calabria.

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Armido CarioPromotore della petizioneScrittore, storico, docente. Laurea con lode in scienze politiche. Autore di pubblicazioni scientifiche nel campo del diritto pubblico comparato e già cultore della materia in Diritto dell’UE. Attivo sulla stampa dal 1997.

I decisori

Mario Oliverio
Mario Oliverio
Presidente della Regione Calabria

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