

Fermiamo l'abbattimento dell'orso in Trentino


Fermiamo l'abbattimento dell'orso in Trentino
Il problema
In Trentino è stata firmata un'ordinanza per l'abbattimento dell'orso che ha ucciso il giovane runner Andrea Papi. Esprimiamo innanzitutto tutta la nostra più totale vicinanza alla famiglia del giovane per una perdita così tragica e insensata.
Tuttavia rileviamo che la disastrosa gestione regionale in quest'ambito sia stata la concausa di questa tragedia e l'orso non dev'essere ucciso, ecco perché:
- Gli orsi sono stati reimmessi dall'uomo in Trentino e ora non è possibile che, a fronte di un'azione umana, siano gli orsi stessi a doverci rimettere.
- L'orso marsicano convive pacificamente con l'uomo in Abruzzo da oltre 50 anni, come mai in Trentino non avviene la stessa cosa?
- Chi ci garantisce che verrà abbattuto l'orso incriminato e non un altro? Inoltre un capro espiatorio non risolve il problema, anche perché gli orsi problematici potrebbero essere più di uno. Per di più il Governatore della Regione afferma che il numero degli orsi è fuori controllo, anche se nessuno sa quanti realmente siano. E in più di chi è la colpa di tutto questo se non della classe politica locale?
- Perché non si rinchiude l'orso in qualche zoo o parco recintato? Che bisogno c'è di ucciderlo?
- La politica non ha fatto nulla per evitare questa tragedia: assenza di cartelli; non esistono radiocollari con cui monitorare gli orsi; la popolazione non è al corrente di come agire in caso di pericolo (negli USA, dove gli orsi sono anche migliaia in aree relativamente ristrette, tutti sanno cosa devono fare e tragedie di questo tipo non accadono)
- L'orso non attacca l'uomo, se non quando si sente minacciato nel suo habitat, magari insieme ai suoi cuccioli. Cani e persone in corsa sono percepiti come delle minacce, e generalmente gli orsi fuggono anziché aggredire. Infatti, in 150 anni, è la prima volta che capita qualcosa di simile.
Firma anche tu affinché gli orsi non vengano abbattuti, usati come parafulmini per l'inefficienza della nostra classe politica. A una violenza non si risponde con una violenza di pari grado!
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Il problema
In Trentino è stata firmata un'ordinanza per l'abbattimento dell'orso che ha ucciso il giovane runner Andrea Papi. Esprimiamo innanzitutto tutta la nostra più totale vicinanza alla famiglia del giovane per una perdita così tragica e insensata.
Tuttavia rileviamo che la disastrosa gestione regionale in quest'ambito sia stata la concausa di questa tragedia e l'orso non dev'essere ucciso, ecco perché:
- Gli orsi sono stati reimmessi dall'uomo in Trentino e ora non è possibile che, a fronte di un'azione umana, siano gli orsi stessi a doverci rimettere.
- L'orso marsicano convive pacificamente con l'uomo in Abruzzo da oltre 50 anni, come mai in Trentino non avviene la stessa cosa?
- Chi ci garantisce che verrà abbattuto l'orso incriminato e non un altro? Inoltre un capro espiatorio non risolve il problema, anche perché gli orsi problematici potrebbero essere più di uno. Per di più il Governatore della Regione afferma che il numero degli orsi è fuori controllo, anche se nessuno sa quanti realmente siano. E in più di chi è la colpa di tutto questo se non della classe politica locale?
- Perché non si rinchiude l'orso in qualche zoo o parco recintato? Che bisogno c'è di ucciderlo?
- La politica non ha fatto nulla per evitare questa tragedia: assenza di cartelli; non esistono radiocollari con cui monitorare gli orsi; la popolazione non è al corrente di come agire in caso di pericolo (negli USA, dove gli orsi sono anche migliaia in aree relativamente ristrette, tutti sanno cosa devono fare e tragedie di questo tipo non accadono)
- L'orso non attacca l'uomo, se non quando si sente minacciato nel suo habitat, magari insieme ai suoi cuccioli. Cani e persone in corsa sono percepiti come delle minacce, e generalmente gli orsi fuggono anziché aggredire. Infatti, in 150 anni, è la prima volta che capita qualcosa di simile.
Firma anche tu affinché gli orsi non vengano abbattuti, usati come parafulmini per l'inefficienza della nostra classe politica. A una violenza non si risponde con una violenza di pari grado!
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Petizione creata in data 11 aprile 2023