Confirmed victory
Petitioning Sindaco di Roma Gianni Alemanno
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Sindaco di Roma
Gianni Alemanno

Fermiamo l'abbattimento del muro dell'Ara Pacis a Roma

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Fermiamo l'abbattimento del muro dell'Ara Pacis a Roma. Oltre a costituire un pericoloso precedente di attacco all'autonomia del progettista risulta un ridicolo ed inutile spreco di risorse. Quasi un milione di Euro di denaro pubblico per dare corso ad un pregiudizio ideologico.

Dopo quasi cinque anni, ripetuti incontri tecnici con Richard Meier e il suo “romano” braccio destro Nigel Ryan, infinite riunioni,  pareri delle Soprintendenze di ogni ordine e grado e della Sovrintendenza Capitolina, il Sindaco Gianni Alemanno può finalmente dare il grande annuncio: l'orribile teca fortemente voluta dal predecessore Francesco Rutelli verrà modificata e sostanzialmente adeguata al contesto. Grande esultanza, di tutti coloro che da sempre ritengono una follia la realizzazione di un edificio moderno (e sottolineo moderno!) nel cuore antico della città eterna. Così, nella campagna elettorale di 5 anni fa, il candidato sindaco Gianni Alemanno esponeva il suo programma di riqualificazione urbana. "...smonteremo la teca e la rimonteremo in periferia"; ottenuta la vittoria perciò, vanno mantenute le promesse: la teca va smontata e portata in periferia. 

Tra un'emergenza e l'altra però, la “questione teca” passa in secondo piano, finché non arriva di nuovo il momento della campagna elettorale, ma a questo punto, per questione di tempi è meglio limitarsi a sistemarla un po’. Come? Abbassando il muretto, un’operazione che a conti fatti costerà quasi due milioni di euro, ma quel muretto che separa il Lungotevere dalla scalinata e dalla piazza sottostante è ormai diventato l'emblema di tutti i mali urbanistici di Roma. A onor del vero, la teca dell'architetto americano non è mai stata amata dai romani ma la campagna di disinformazione che è stata condotta sulla questione ha contribuito a far accrescere la fama di “opera mostruosa” della teca.  Tanti dimenticano che fino a pochi anni fa, Piazza Augusto Imperatore rappresentava per i romani una sorta di porzione di periferia nel cuore del centro storico  di Roma. Il Mausoleo di Augusto è purtroppo poco più che un rudere, circondato da tre chiese che gli volgono le spalle e dai colonnati severi degli edifici realizzati dall'architetto Vittorio Morpurgo e il progetto di Meier avrebbe dovuto essere un intervento inserito all’interno in lavoro di riqualificazione dell’intera area. Progetto sicuramente non timido e poco contestualista, che innesca immediatamente una discussione sull'opportunità di intervenire con un opera moderna nel centro storico della città eterna. Si scatenano i conservatori: Italia Nostra, Sgarbi, persino la comunità degli architetti si schiera contro il progetto mal digerendo la procedura di incarico a chiamata diretta, per giunta ricorrendo a una grande firma straniera. Ma la teca viene realizzata mentre il progetto di riqualifica dell’area rimane sulla carta. Si pensa a un progetto di pedonalizzazione e interramento del Lungotevere che, passato in giunta e annunciato pubblicamente si rivela poi irrealizzabile. Quindi, che fare? Il Sindaco decide infine di chiedere al Meier di rendere quantomeno la sua teca più compatibile con il contesto il quale, ancora convinto che il Lungotevere diverrà pedonale, accetta.

L'intervento riguarderà principalmente il muro della fontana dell'Ara Pacis che, abbassato di 115 centimetri, libererà finalmente la vista sulle due chiese di San Rocco e San Girolamo. Finalmente, sì: perché di fatto la vista delle due chiese dal Lungotevere non c'è mai stata, basta vedere qualche foto di quel periodo per capire che il muro di Morpurgo era persino più alto di quello realizzato successivamente da Meier.  Ma ormai è deciso: il muro verrà abbattuto e sostituito con una balaustrata metallica, per la modica cifra di quasi due milioni di fondi pubblici che, con buona probabilità, verranno "caricati" sul prossimo bilancio  visto che provengono da un mutuo.

La consegna dei lavori è prevista, poco prima delle elezioni comunali. E chi pagherà questo intervento inutile, se non deleterio? Si attingerà ai fondi originariamente destinati al restauro del Mausoleo per realizzare un discutibilissimo e assolutamente non urgente intervento di "correzione" di un’opera progettata, approvata, realizzata e perfettamente funzionante. E tutto ciò perché? Motivi puramente ideologici? Propaganda pre elettorale del Sindaco uscente per dimostrare attenzione verso quel mondo cattolico da sempre critico nei confronti di un'opera ingiustamente accusata di non rispettare le preesistenze delle due chiese? Un motivo ci deve essere; chiediamo al nostro Sindaco e forse riceveremo una risposta. A quel punto sapremo se i nostri soldi saranno spesi per una indispensabile opera di miglioria della nostra città o solo per biechi fini propagandistici. 


Letter to
Sindaco di Roma Gianni Alemanno
Firmate per fermare l'abbattimento del muro dell'Ara Pacis a Roma