Fermiamo il ricorso contro la tutela del verde a San Francesco - San Donato Milanese

Firmatari recenti
Giovanni Caponago e altri 17 hanno firmato di recente.

Il problema

Fermiamo il ricorso contro la tutela del verde a San Francesco - San Donato Milanese

Alla cortese attenzione dell’Amministrazione Comunale,

Noi cittadini chiediamo che l’amministrazione rinunci al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR relativa all’Area San Francesco.

Questa non è solo una questione giuridica: è una scelta di visione. È il momento in cui si decide se il territorio è un bene comune da tutelare o una risorsa da trasformare.

Il TAR ha accolto il ricorso del Consorzio Quartiere Affari, riconoscendo un principio chiaro: la quota di verde fruibile prevista dalla convenzione urbanistica del 1993 deve essere rispettata. Non si tratta di un cavillo tecnico: è un impegno pubblico assunto verso la città, un patto con i cittadini.

La sentenza ha annullato la delibera del 2021 che autorizzava il progetto “Sport Life City” — un’area destinata ad arena, attrezzature sportive e attività commerciali. Con il pronunciamento del TAR, il terreno torna “area bianca” nel PGT e necessita di una riprogrammazione attenta e sostenibile.

Impugnare questa sentenza significa privilegiare scenari edificatori rispetto alla salvaguardia del verde urbano. Ogni metro quadrato impermeabilizzato comporta maggiori rischi idraulici, più calore in città e minore accesso a spazi pubblici per tutti. Il verde non è un lusso: è un’infrastruttura ambientale essenziale per la resilienza della città.

Rigenerare non significa sostituire prato con cemento. Significa recuperare aree già impermeabilizzate, aumentare la permeabilità del suolo, incrementare il verde fruibile e proteggere l’equilibrio territoriale. Rispettare la sentenza significa affermare che le convenzioni urbanistiche si rispettano e che l’interesse pubblico non coincide automaticamente con quello edificatorio.
Non è solo una questione locale
Questa non è una vicenda che riguarda esclusivamente San Donato.
Se passa il principio che un’Amministrazione possa aggirare — o tentare di superare — una sentenza che tutela vincoli ambientali sottoscritti in convenzioni urbanistiche, il precedente si estende ben oltre i confini comunali.

La petizione promossa per fermare il ricorso non è quindi rivolta soltanto ai cittadini sandonatesi. È un appello a tutti i cittadini italiani.
Perché il nodo è semplice: le convenzioni urbanistiche sono strumenti giuridici che regolano l’equilibrio tra interesse pubblico e intervento privato. Se quell’equilibrio diventa variabile, se gli impegni sul verde possono essere ridiscussi quando risultano scomodi, allora la tutela ambientale diventa negoziabile.
E questo riguarda ogni città.

 

Chiediamo quindi all’amministrazione di:

  • Rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato.
  • Confermare la tutela del verde nell’Area San Francesco secondo quanto previsto dalla convenzione del 1993.
  • Avviare una riprogrammazione dell’area basata su rigenerazione, fruibilità pubblica e resilienza ambientale.


Firmando questa petizione, confermiamo che il territorio è un patrimonio collettivo da gestire con responsabilità, coerenza e visione a lungo termine.

avatar of the starter
recsando …Promotore della petizione

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Fermiamo il ricorso contro la tutela del verde a San Francesco - San Donato Milanese

Alla cortese attenzione dell’Amministrazione Comunale,

Noi cittadini chiediamo che l’amministrazione rinunci al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR relativa all’Area San Francesco.

Questa non è solo una questione giuridica: è una scelta di visione. È il momento in cui si decide se il territorio è un bene comune da tutelare o una risorsa da trasformare.

Il TAR ha accolto il ricorso del Consorzio Quartiere Affari, riconoscendo un principio chiaro: la quota di verde fruibile prevista dalla convenzione urbanistica del 1993 deve essere rispettata. Non si tratta di un cavillo tecnico: è un impegno pubblico assunto verso la città, un patto con i cittadini.

La sentenza ha annullato la delibera del 2021 che autorizzava il progetto “Sport Life City” — un’area destinata ad arena, attrezzature sportive e attività commerciali. Con il pronunciamento del TAR, il terreno torna “area bianca” nel PGT e necessita di una riprogrammazione attenta e sostenibile.

Impugnare questa sentenza significa privilegiare scenari edificatori rispetto alla salvaguardia del verde urbano. Ogni metro quadrato impermeabilizzato comporta maggiori rischi idraulici, più calore in città e minore accesso a spazi pubblici per tutti. Il verde non è un lusso: è un’infrastruttura ambientale essenziale per la resilienza della città.

Rigenerare non significa sostituire prato con cemento. Significa recuperare aree già impermeabilizzate, aumentare la permeabilità del suolo, incrementare il verde fruibile e proteggere l’equilibrio territoriale. Rispettare la sentenza significa affermare che le convenzioni urbanistiche si rispettano e che l’interesse pubblico non coincide automaticamente con quello edificatorio.
Non è solo una questione locale
Questa non è una vicenda che riguarda esclusivamente San Donato.
Se passa il principio che un’Amministrazione possa aggirare — o tentare di superare — una sentenza che tutela vincoli ambientali sottoscritti in convenzioni urbanistiche, il precedente si estende ben oltre i confini comunali.

La petizione promossa per fermare il ricorso non è quindi rivolta soltanto ai cittadini sandonatesi. È un appello a tutti i cittadini italiani.
Perché il nodo è semplice: le convenzioni urbanistiche sono strumenti giuridici che regolano l’equilibrio tra interesse pubblico e intervento privato. Se quell’equilibrio diventa variabile, se gli impegni sul verde possono essere ridiscussi quando risultano scomodi, allora la tutela ambientale diventa negoziabile.
E questo riguarda ogni città.

 

Chiediamo quindi all’amministrazione di:

  • Rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato.
  • Confermare la tutela del verde nell’Area San Francesco secondo quanto previsto dalla convenzione del 1993.
  • Avviare una riprogrammazione dell’area basata su rigenerazione, fruibilità pubblica e resilienza ambientale.


Firmando questa petizione, confermiamo che il territorio è un patrimonio collettivo da gestire con responsabilità, coerenza e visione a lungo termine.

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recsando …Promotore della petizione
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