

FERMIAMO IL FORNO CREMATORIO A PIETRADEFUSI


FERMIAMO IL FORNO CREMATORIO A PIETRADEFUSI
Il problema
In provincia di Avellino, nella piccola frazione Sant’Angelo a Cancelli del comune di Pietradefusi – rinomate zone di vigneti e oliveti – è in progetto la costruzione di un forno crematorio. L’impianto dovrà sorgere nel cimitero della succitata frazione, a poca distanza dal centro abitato. Chiediamo il vostro aiuto al fine di impedirne la realizzazione poiché la costruzione di quest’opera avrebbe per Pietradefusi e dintorni ed i suoi abitanti, non solo un impatto ambientale ma anche sociale, molto significativo:
– i FORNI CREMATORI EMETTONO IN ATMOSFERA SOSTANZE NOCIVE come polveri, monossido di carbonio, ossidi di zinco e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro, metalli pesanti - fra cui il mercurio, presente nelle otturazioni dentali curate con amalgama dentale (EPA stima che la cremazione di sole 100 salme rilasci nell’atmosfera 1 kg di mercurio). La Convenzione di Stoccolma del 2004, ratificata in Italia nel 2022, ha inserito i forni crematori fra le fonti produttive di sostanze tossiche e non biodegradabili. Inoltre, il Consiglio di stato, nella sentenza n° 14 del 3 gennaio 2022 li ha classificati fra le «industrie insalubri di prima classe»;
– ci sarà un condizionamento negativo per le attività agricole, artigianali e commerciali. In Irpinia si vive soprattutto di agricoltura e artigianato, lo stesso si dica per Pietradefusi, un paese piccolo ma non da meno. Pietradefusi è nota per le sue attività che producono torroni e dolciumi, esportati anche all’estero, nonché vini e olio. Parliamo di una situazione insalubre che potrebbe venire a crearsi, ma anche di una lesione dell’immagine di questi luoghi, che passerebbero a essere indicati da LUOGHI DEL TORRONE a LUOGHI DI MORTE;
– considerando infine che, il bacino di utenza di questo servizio è molto ristretto [5 forni crematori per una regione, la Campania, che conta più di cinque milioni e mezzo di abitanti], verranno di conseguenza trasportate salme da altri comuni, con un non indifferente disagio per i residenti, i quali incroceranno continuamente trasporti funebri diretti al cimitero, malgrado qualcuno abbia precisato che “NON PASSERANNO” per il paese. È stato detto, infatti, che questo traffico su gomma porterà introiti agli esercizi presenti in paese, ma è una evidente contraddizione: considerando che tali trasporti funebri, come ha detto qualcuno, “NON PASSERANNO” per il paese ma per le strade esterne, come ciò potrebbe avere un impatto positivo sulle attività commerciali del luogo (bar, ristoranti...)?
– Ultimo ma non meno importante: e va bene che qualcuno possa contraddirsi, è umano. Intollerabile però è l’ipocrisia ossia vantare questo borghetto, asserire pubblicamente di voler fare qualcosa per riprenderlo e poi istallarci una fabbrica di veleni. Sant’Angelo è piccolissimo, ma nella sua infinitesimale piccolezza, non vanta solo paesaggi mozzafiato dalla dormiente del Sannio alla Daunia fino all’Alta Irpinia chiudendo in un abbraccio con la montagna di Chiusano e Passo Serra (una visuale di più di 180 gradi sull’entroterra!), ma anche delle strutture architettoniche che ne testimoniano l’esistenza millenaria: il palazzo degli Iorio, un tempo sicuramente castro romano!, e comunque presente sulle cartine geografiche sin dall’età medievale; una casa in zone Ziccarde con cortile interno e stanze che si distribuiscono intorno al cortile come nelle antiche abitazioni romane e le odierne abitazioni dell’entroterra sardo; ma soprattutto una chiesa con l’abside rivolto a est che non può non risalire al Medioevo, età in cui l’abside rivolto a est cadde in disuso. Su questa chiesa fatiscente oggi c’è la ruota di un camion. La ruota di un camion! Sono 40 anni che non si riesce a togliere la ruota di un camion dalla copertura di una chiesa millenaria …. ma si vuol fare un forno crematorio.
La Regione Campania, con delibera n. 443 del 26.07.2023, approvata in data 23.04.2024, avente per oggetto “Adozione del Piano regionale di coordinamento per il rilascio delle autorizzazioni regionali alla realizzazione dei crematori da parte dei Comuni” (v. all.) ha deliberato di adottare, ai sensi dell’art. 6, comma 1 bis, della legge regionale n. 20 del 2006, il Piano regionale di coordinamento per il rilascio delle autorizzazioni di crematori da parte dei Comuni.
La Regione Campania è tra le regioni italiane che hanno emanato leggi e decreti sulla cremazione (LR n. 20 del 09.10.2006 e decreto del commissario ad acta n. 59 del 24.11.2017). Nello specifico si prevede anche la pianificazione dei templi crematori in Regione e pertanto ritiene opportuno che tali attività siano legate esclusivamente a una preventiva programmazione regionale, che rimane vincolante all’autorizzazione da parte dei Comuni e d’altri Enti Locali. La Regione ha, pertanto, effettuato la valutazione del fabbisogno di templi crematori e della localizzazione di nuovi impianti nella Regione stessa. Nel dettaglio ha specificato: «due templi crematori da collocare nell’area cimiteriale di due comuni della provincia di Avellino e Benevento, uno già esistente nel comune di Domicella (AV) e uno ancora da installare nell’altra provincia… »
Come sarebbe possibile pertanto che a Pietradefusi, in provincia di Avellino, venga installato un secondo “tempio” quando la Regione ne prevede uno solo per provincia (tempio già esistente nel comune di Domicella– AV) e uno solo in provincia di Benevento?
IN PROVINCIA DI AVELLINO GIA’ ESISTE!
Ancora una domanda: ma se è così interessante dal punto di vista economico perché altri comuni non ne hanno approfittato?
COMUNI COME STURNO, PUGLIANELLO, HANNO FATTO DIETRO FRONT PER L’INSTALLAZIONE!
“Il forno crematorio è assimilabile per caratteristiche agli impianti di termodistruzione dei rifiuti di tipo urbano”. L’impianto dovrà restare acceso per almeno 300 giorni all’anno, per 8/12 cicli di cremazione al giorno.
IMMAGINATE COSA SIGNIFICHERÀ TUTTO QUESTO?
E CHI VIVE NELLE ADIACENZE COSA DOVRÀ FARE?
SI RITROVERÀ CARRI FUNEBRI TUTTI I GIORNI DELL’ANNO?
COME SI POTRÀ VIVERE?
Bisogna distinguere le scelte etiche di ciascuno di noi da quello che è la programmazione del nostro territorio – e per chi ci vive e per chi ci vivrà! Da subito NOI DICIAMO DI NO A TALE IMPIANTO, e ci opporremo in tutte le forme e in tutte le sedi affinché si blocchi un tale scempio sul nostro territorio. Vi invitiamo a essere vigili e a manifestare il vostro disappunto in modo forte e determinato e a opporvi fermamente alla realizzazione di questo impianto. Non è giusto correre rischi per la propria salute vivendo e crescendo i nostri figli in un ambiente insano.
Aiutateci a scongiurare questo scempio al nostro territorio!
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Il problema
In provincia di Avellino, nella piccola frazione Sant’Angelo a Cancelli del comune di Pietradefusi – rinomate zone di vigneti e oliveti – è in progetto la costruzione di un forno crematorio. L’impianto dovrà sorgere nel cimitero della succitata frazione, a poca distanza dal centro abitato. Chiediamo il vostro aiuto al fine di impedirne la realizzazione poiché la costruzione di quest’opera avrebbe per Pietradefusi e dintorni ed i suoi abitanti, non solo un impatto ambientale ma anche sociale, molto significativo:
– i FORNI CREMATORI EMETTONO IN ATMOSFERA SOSTANZE NOCIVE come polveri, monossido di carbonio, ossidi di zinco e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro, metalli pesanti - fra cui il mercurio, presente nelle otturazioni dentali curate con amalgama dentale (EPA stima che la cremazione di sole 100 salme rilasci nell’atmosfera 1 kg di mercurio). La Convenzione di Stoccolma del 2004, ratificata in Italia nel 2022, ha inserito i forni crematori fra le fonti produttive di sostanze tossiche e non biodegradabili. Inoltre, il Consiglio di stato, nella sentenza n° 14 del 3 gennaio 2022 li ha classificati fra le «industrie insalubri di prima classe»;
– ci sarà un condizionamento negativo per le attività agricole, artigianali e commerciali. In Irpinia si vive soprattutto di agricoltura e artigianato, lo stesso si dica per Pietradefusi, un paese piccolo ma non da meno. Pietradefusi è nota per le sue attività che producono torroni e dolciumi, esportati anche all’estero, nonché vini e olio. Parliamo di una situazione insalubre che potrebbe venire a crearsi, ma anche di una lesione dell’immagine di questi luoghi, che passerebbero a essere indicati da LUOGHI DEL TORRONE a LUOGHI DI MORTE;
– considerando infine che, il bacino di utenza di questo servizio è molto ristretto [5 forni crematori per una regione, la Campania, che conta più di cinque milioni e mezzo di abitanti], verranno di conseguenza trasportate salme da altri comuni, con un non indifferente disagio per i residenti, i quali incroceranno continuamente trasporti funebri diretti al cimitero, malgrado qualcuno abbia precisato che “NON PASSERANNO” per il paese. È stato detto, infatti, che questo traffico su gomma porterà introiti agli esercizi presenti in paese, ma è una evidente contraddizione: considerando che tali trasporti funebri, come ha detto qualcuno, “NON PASSERANNO” per il paese ma per le strade esterne, come ciò potrebbe avere un impatto positivo sulle attività commerciali del luogo (bar, ristoranti...)?
– Ultimo ma non meno importante: e va bene che qualcuno possa contraddirsi, è umano. Intollerabile però è l’ipocrisia ossia vantare questo borghetto, asserire pubblicamente di voler fare qualcosa per riprenderlo e poi istallarci una fabbrica di veleni. Sant’Angelo è piccolissimo, ma nella sua infinitesimale piccolezza, non vanta solo paesaggi mozzafiato dalla dormiente del Sannio alla Daunia fino all’Alta Irpinia chiudendo in un abbraccio con la montagna di Chiusano e Passo Serra (una visuale di più di 180 gradi sull’entroterra!), ma anche delle strutture architettoniche che ne testimoniano l’esistenza millenaria: il palazzo degli Iorio, un tempo sicuramente castro romano!, e comunque presente sulle cartine geografiche sin dall’età medievale; una casa in zone Ziccarde con cortile interno e stanze che si distribuiscono intorno al cortile come nelle antiche abitazioni romane e le odierne abitazioni dell’entroterra sardo; ma soprattutto una chiesa con l’abside rivolto a est che non può non risalire al Medioevo, età in cui l’abside rivolto a est cadde in disuso. Su questa chiesa fatiscente oggi c’è la ruota di un camion. La ruota di un camion! Sono 40 anni che non si riesce a togliere la ruota di un camion dalla copertura di una chiesa millenaria …. ma si vuol fare un forno crematorio.
La Regione Campania, con delibera n. 443 del 26.07.2023, approvata in data 23.04.2024, avente per oggetto “Adozione del Piano regionale di coordinamento per il rilascio delle autorizzazioni regionali alla realizzazione dei crematori da parte dei Comuni” (v. all.) ha deliberato di adottare, ai sensi dell’art. 6, comma 1 bis, della legge regionale n. 20 del 2006, il Piano regionale di coordinamento per il rilascio delle autorizzazioni di crematori da parte dei Comuni.
La Regione Campania è tra le regioni italiane che hanno emanato leggi e decreti sulla cremazione (LR n. 20 del 09.10.2006 e decreto del commissario ad acta n. 59 del 24.11.2017). Nello specifico si prevede anche la pianificazione dei templi crematori in Regione e pertanto ritiene opportuno che tali attività siano legate esclusivamente a una preventiva programmazione regionale, che rimane vincolante all’autorizzazione da parte dei Comuni e d’altri Enti Locali. La Regione ha, pertanto, effettuato la valutazione del fabbisogno di templi crematori e della localizzazione di nuovi impianti nella Regione stessa. Nel dettaglio ha specificato: «due templi crematori da collocare nell’area cimiteriale di due comuni della provincia di Avellino e Benevento, uno già esistente nel comune di Domicella (AV) e uno ancora da installare nell’altra provincia… »
Come sarebbe possibile pertanto che a Pietradefusi, in provincia di Avellino, venga installato un secondo “tempio” quando la Regione ne prevede uno solo per provincia (tempio già esistente nel comune di Domicella– AV) e uno solo in provincia di Benevento?
IN PROVINCIA DI AVELLINO GIA’ ESISTE!
Ancora una domanda: ma se è così interessante dal punto di vista economico perché altri comuni non ne hanno approfittato?
COMUNI COME STURNO, PUGLIANELLO, HANNO FATTO DIETRO FRONT PER L’INSTALLAZIONE!
“Il forno crematorio è assimilabile per caratteristiche agli impianti di termodistruzione dei rifiuti di tipo urbano”. L’impianto dovrà restare acceso per almeno 300 giorni all’anno, per 8/12 cicli di cremazione al giorno.
IMMAGINATE COSA SIGNIFICHERÀ TUTTO QUESTO?
E CHI VIVE NELLE ADIACENZE COSA DOVRÀ FARE?
SI RITROVERÀ CARRI FUNEBRI TUTTI I GIORNI DELL’ANNO?
COME SI POTRÀ VIVERE?
Bisogna distinguere le scelte etiche di ciascuno di noi da quello che è la programmazione del nostro territorio – e per chi ci vive e per chi ci vivrà! Da subito NOI DICIAMO DI NO A TALE IMPIANTO, e ci opporremo in tutte le forme e in tutte le sedi affinché si blocchi un tale scempio sul nostro territorio. Vi invitiamo a essere vigili e a manifestare il vostro disappunto in modo forte e determinato e a opporvi fermamente alla realizzazione di questo impianto. Non è giusto correre rischi per la propria salute vivendo e crescendo i nostri figli in un ambiente insano.
Aiutateci a scongiurare questo scempio al nostro territorio!
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Petizione creata in data 21 novembre 2025