Fermiamo il declino culturale di Cosenza!

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Quella che è stata l’Atene della Calabria conosce una deriva oscurantista.
Il suo patrimonio artistico e culturale corre il rischio di un irreversibile depauperamento, le istituzioni culturali cittadine di maggiore interesse e rilevanza storica sono colpite da una crisi strutturale che mette in discussione lo svolgimento delle loro funzioni ed attività.
Lo stesso Teatro “A. Rendano” rischia di perdere la qualifica di "teatro di tradizione".
Si cerca di affermare una concezione proprietaria della cosa pubblica caratterizzata da una presunzione provincialistica che sta conducendo la città verso la perdita forse irreversibile della propria identità culturale e della sua più autentica memoria storica.
L’invenzione del museo di Alarico è la metafora più appropriata per celebrare ed esaltare una vera e propria barbarie culturale.
Invece Cosenza deve tornare a svolgere una funzione di Hub culturale al servizio non solo del territorio regionale ma dell’intero Mezzogiorno.
Il nostro appello è rivolto a tutti i cosentini, alle forme autonome attive della società, alla intellettualità, alle istituzioni culturali, al mondo associativo ed alle rappresentanze sindacali e religiose affinché si promuova una iniziativa tesa a colmare il grande vuoto che oggi determina smarrimento e riduce i livelli di coesione sociale.
È arrivato il momento di arrestare il declino, di fermare il degrado. Lo dobbiamo a Cosenza non solo per onorare il suo glorioso passato ma, soprattutto, per costruire il suo futuro.

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