

Fermiamo il DDL Caccia. Gli animali non sono un bersaglio!
Il problema
Terzigno Verde ODV, associazione impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio naturale e della biodiversità, con particolare attenzione al territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, promuove questa raccolta firme e si unisce all'appello delle principali associazioni ambientaliste e animaliste italiane e di numerosi esponenti del mondo scientifico, chiedendo ai componenti della XIII Commissione Agricoltura della Camera e a tutti i deputati di respingere il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia, già approvato dal Senato e attualmente all'esame della Commissione.
Anche dal territorio vesuviano vogliamo far arrivare una voce chiara al Parlamento: la fauna selvatica rappresenta un patrimonio comune e merita di essere tutelata.
Il provvedimento è stato ribattezzato "DDL Sparatutto" da numerose associazioni ambientaliste e animaliste, che ritengono esso comporti un significativo arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità, ampliando le possibilità di esercizio dell'attività venatoria e riducendo il livello di protezione garantito agli animali selvatici e agli ecosistemi.
La legge n. 157 del 1992 riconosce la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato. Boschi, montagne, campagne, zone umide e aree protette non sono semplicemente luoghi da attraversare o da sfruttare, ma ecosistemi complessi dai quali dipendono la biodiversità, l'equilibrio della natura, la qualità della vita e il benessere delle generazioni presenti e future.
Negli ultimi decenni il numero dei cacciatori in Italia si è progressivamente ridotto, mentre l'età media dei praticanti è costantemente aumentata. È il segno di una società che sta cambiando e di una crescente sensibilità verso la tutela degli animali e dell'ambiente. Riteniamo che il legislatore debba accompagnare questa evoluzione verso il superamento dell'attività venatoria attraverso politiche orientate alla salvaguardia della biodiversità, alla tutela degli habitat naturali e alla convivenza tra uomo e fauna selvatica, anziché adottare misure volte ad ampliare ulteriormente la pratica della caccia.
La tutela della fauna selvatica rappresenta anche una straordinaria opportunità di sviluppo sostenibile. Sempre più persone scelgono di visitare parchi nazionali, riserve naturali e aree protette per osservare gli animali nel loro ambiente naturale, praticare escursionismo, fotografia naturalistica e vivere esperienze autentiche a contatto con la natura. Il turismo naturalistico e l'osservazione della fauna selvatica (wildlife watching) costituiscono oggi un settore in crescita, capace di generare economia, occupazione e sviluppo per i territori senza compromettere gli equilibri naturali. Proteggere la biodiversità significa quindi investire anche nel futuro delle comunità locali.
Per queste ragioni riteniamo che il Parlamento debba rafforzare la tutela della fauna selvatica e della biodiversità, promuovendo modelli di gestione del territorio sempre più fondati sulle migliori evidenze scientifiche, sulla tutela degli ecosistemi, sull'educazione ambientale e sulla prevenzione dei conflitti tra attività umane e fauna.
Chiediamo quindi alla XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati di:
- esaminare il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia alla luce delle migliori evidenze scientifiche disponibili, valutando attentamente gli effetti che il provvedimento potrebbe produrre sulla tutela della fauna selvatica e della biodiversità;
- apportare al provvedimento, nell'ambito delle proprie competenze, le modifiche necessarie a evitare qualsiasi arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
Chiediamo inoltre alla Camera dei deputati di:
- respingere il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia;
- preservare e rafforzare le tutele previste dalla legge n. 157 del 1992, che riconosce la fauna selvatica quale patrimonio indisponibile dello Stato;
- promuovere politiche di tutela della fauna selvatica autoctona attraverso il ripristino degli habitat naturali, la realizzazione di corridoi ecologici, la prevenzione dei conflitti con le attività umane e la salvaguardia dell'equilibrio degli ecosistemi;
- sostenere l'educazione ambientale, la ricerca scientifica, la valorizzazione delle aree protette, l'escursionismo, il turismo naturalistico e l'osservazione della fauna selvatica, favorendo forme di fruizione del territorio capaci di coniugare sviluppo economico e tutela della biodiversità.
Questa petizione non può e non deve essere considerata una battaglia di parte.
La tutela della fauna selvatica rappresenta una scelta di civiltà che va oltre ogni appartenenza politica.
Chiediamo quindi al Parlamento di scegliere un modello di gestione del territorio capace di proteggere la biodiversità, valorizzare il patrimonio naturale italiano e costruire un rapporto più equilibrato tra uomo e ambiente.
Ogni firma rappresenta un messaggio chiaro: la natura non è un patrimonio da consumare, ma una ricchezza da custodire e trasmettere alle generazioni future.
Terzigno Verde ODV
Il Presidente
Francesco Servino

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Il problema
Terzigno Verde ODV, associazione impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio naturale e della biodiversità, con particolare attenzione al territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, promuove questa raccolta firme e si unisce all'appello delle principali associazioni ambientaliste e animaliste italiane e di numerosi esponenti del mondo scientifico, chiedendo ai componenti della XIII Commissione Agricoltura della Camera e a tutti i deputati di respingere il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia, già approvato dal Senato e attualmente all'esame della Commissione.
Anche dal territorio vesuviano vogliamo far arrivare una voce chiara al Parlamento: la fauna selvatica rappresenta un patrimonio comune e merita di essere tutelata.
Il provvedimento è stato ribattezzato "DDL Sparatutto" da numerose associazioni ambientaliste e animaliste, che ritengono esso comporti un significativo arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità, ampliando le possibilità di esercizio dell'attività venatoria e riducendo il livello di protezione garantito agli animali selvatici e agli ecosistemi.
La legge n. 157 del 1992 riconosce la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato. Boschi, montagne, campagne, zone umide e aree protette non sono semplicemente luoghi da attraversare o da sfruttare, ma ecosistemi complessi dai quali dipendono la biodiversità, l'equilibrio della natura, la qualità della vita e il benessere delle generazioni presenti e future.
Negli ultimi decenni il numero dei cacciatori in Italia si è progressivamente ridotto, mentre l'età media dei praticanti è costantemente aumentata. È il segno di una società che sta cambiando e di una crescente sensibilità verso la tutela degli animali e dell'ambiente. Riteniamo che il legislatore debba accompagnare questa evoluzione verso il superamento dell'attività venatoria attraverso politiche orientate alla salvaguardia della biodiversità, alla tutela degli habitat naturali e alla convivenza tra uomo e fauna selvatica, anziché adottare misure volte ad ampliare ulteriormente la pratica della caccia.
La tutela della fauna selvatica rappresenta anche una straordinaria opportunità di sviluppo sostenibile. Sempre più persone scelgono di visitare parchi nazionali, riserve naturali e aree protette per osservare gli animali nel loro ambiente naturale, praticare escursionismo, fotografia naturalistica e vivere esperienze autentiche a contatto con la natura. Il turismo naturalistico e l'osservazione della fauna selvatica (wildlife watching) costituiscono oggi un settore in crescita, capace di generare economia, occupazione e sviluppo per i territori senza compromettere gli equilibri naturali. Proteggere la biodiversità significa quindi investire anche nel futuro delle comunità locali.
Per queste ragioni riteniamo che il Parlamento debba rafforzare la tutela della fauna selvatica e della biodiversità, promuovendo modelli di gestione del territorio sempre più fondati sulle migliori evidenze scientifiche, sulla tutela degli ecosistemi, sull'educazione ambientale e sulla prevenzione dei conflitti tra attività umane e fauna.
Chiediamo quindi alla XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati di:
- esaminare il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia alla luce delle migliori evidenze scientifiche disponibili, valutando attentamente gli effetti che il provvedimento potrebbe produrre sulla tutela della fauna selvatica e della biodiversità;
- apportare al provvedimento, nell'ambito delle proprie competenze, le modifiche necessarie a evitare qualsiasi arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
Chiediamo inoltre alla Camera dei deputati di:
- respingere il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia;
- preservare e rafforzare le tutele previste dalla legge n. 157 del 1992, che riconosce la fauna selvatica quale patrimonio indisponibile dello Stato;
- promuovere politiche di tutela della fauna selvatica autoctona attraverso il ripristino degli habitat naturali, la realizzazione di corridoi ecologici, la prevenzione dei conflitti con le attività umane e la salvaguardia dell'equilibrio degli ecosistemi;
- sostenere l'educazione ambientale, la ricerca scientifica, la valorizzazione delle aree protette, l'escursionismo, il turismo naturalistico e l'osservazione della fauna selvatica, favorendo forme di fruizione del territorio capaci di coniugare sviluppo economico e tutela della biodiversità.
Questa petizione non può e non deve essere considerata una battaglia di parte.
La tutela della fauna selvatica rappresenta una scelta di civiltà che va oltre ogni appartenenza politica.
Chiediamo quindi al Parlamento di scegliere un modello di gestione del territorio capace di proteggere la biodiversità, valorizzare il patrimonio naturale italiano e costruire un rapporto più equilibrato tra uomo e ambiente.
Ogni firma rappresenta un messaggio chiaro: la natura non è un patrimonio da consumare, ma una ricchezza da custodire e trasmettere alle generazioni future.
Terzigno Verde ODV
Il Presidente
Francesco Servino

I decisori
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Petizione creata in data 16 luglio 2026
