Fermiamo gli abusi: chiediamo la chiusura del Canile di Agnano a Napoli

Firmatari recenti
Claudia Tropeano e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

 
Canile lager: Una Realtà Di Sofferenza e Abusi

La storia riguarda il Canile di Agnano, Napoli, situato in via Eduardo Scarfoglio 7, sede dell’Associazione per la Valorizzazione del Mastino Napoletano. Questo canile, gestito dai Buonocore, è diventato un business lucrativo anziché un luogo di cura per gli animali. Invece di proteggere gli animali come previsto dallo statuto, molte delle strutture sono state convertite in uso abitativo.

Negli anni 90, i Buonocore hanno iniziato a ricevere fondi comunali destinati alla tutela dei cani di proprietà del Comune di Napoli. Tuttavia, tali fondi non sono stati utilizzati per salvaguardare gli animali. Al contrario, questi ultimi sono stati sfruttati per generare profitto, trasformando il canile in un vero e proprio business.

Il suolo su cui sorge il canile è demaniale e appartiene al Comune di Napoli, identificato come particella 60, foglio 181, per una superficie di circa 13.500 mq. Nonostante ciò, i Buonocore hanno strumentalizzato gli animali per costruire ville e abitazioni sul terreno. Strutture essenziali, come la toelettatura e l’ambulatorio veterinario, sono oggi inesistenti, in quanto i gestori hanno preferito investire nella costruzione edilizia piuttosto che nella cura degli animali.

Questo canile rappresenta un esempio evidente di come un luogo destinato alla cura e alla protezione degli animali sia stato trasformato in un incubo per le creature che avrebbe dovuto salvaguardare. La foto allegata riguarda uno dei tanti cani maltrattati nel canile, come documentato nei filmati depositati in procura. Questi hanno portato a due sentenze:

-Sentenza di primo grado: Tribunale di Napoli n. 9149-2014.

-Sentenza di secondo grado: Corte d’Appello di Napoli n. 1903-2020.


Le sentenze potrebbero riguardare anche Antonio Buonocore, ma in più occasioni vengono menzionate le azioni e i beni di Adelaide Buonocore, presidente dal 2008.


Gli abusi edilizi e la trasformazione dell’ambulatorio sono chiaramente riportati alla fine della pagina 10 della sentenza di primo grado (Tribunale di Napoli n. 9149-2014). Qui si fa esplicito riferimento al fatto che Antonio Buonocore e sua figlia Adelaide Buonocore abbiano trasformato l’ambulatorio veterinario in una villa ampliando la volumetria a uso proprio, facendolo diventare il loro domicilio.


Successivamente in  sentenza di primo grado del Tribunale di Napoli n. 9149/2014, si riporta che, nel corso di due ispezioni, all'interno del bagagliaio di una Mercedes con targa AA091BM,(Intestata ad Adelaide Buonocore) furono trovati:

  • Un contenitore con cuccioli di cane senza vita, soppressi mediante l'uso del farmaco 'Tanax', impiegato per l'eutanasia di cani, gatti e altri animali di piccola taglia (pag. 14).
  • Sacchi di plastica contenenti carcasse di cani di grossa taglia, caratterizzate da un'incisione nella zona dorsale, esattamente nel punto in cui viene inserito il microchip (pag. 14).

Questa grave situazione, nonostante le sentenze, non è cambiata. Negli anni sono stati effettuati sopralluoghi da parte delle forze dell’ordine, di cui Carabinieri e  Guardie Zoofile, che hanno redatto fascicoli fotografici evidenziando lo stato degradante della struttura.

Il canile è stato denunciato anche dai mass media, da giornalisti e dal programma televisivo Striscia la Notizia, che ha realizzato un servizio per portare alla luce le condizioni disumane in cui vivevano gli animali e il sistema corrotto che si alimentava sulla loro sofferenza.

L’attenzione mediatica ha contribuito a far emergere le gravi responsabilità dei gestori e le violazioni delle normative vigenti.

Chiediamo con forza la chiusura del Canile di Agnano e l’intervento immediato delle autorità competenti per garantire il rispetto delle normative sulla tutela degli animali e sull’uso corretto dei terreni demaniali.

Firma questa petizione per mettere fine a questo sfruttamento indegno degli animali e del patrimonio pubblico.
 

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Agostino SavianoPromotore della petizioneSono un attivista per i diritti degli animali, guidato da un profondo senso di giustizia e da una forte empatia verso tutte le forme di vita.

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Canile lager: Una Realtà Di Sofferenza e Abusi

La storia riguarda il Canile di Agnano, Napoli, situato in via Eduardo Scarfoglio 7, sede dell’Associazione per la Valorizzazione del Mastino Napoletano. Questo canile, gestito dai Buonocore, è diventato un business lucrativo anziché un luogo di cura per gli animali. Invece di proteggere gli animali come previsto dallo statuto, molte delle strutture sono state convertite in uso abitativo.

Negli anni 90, i Buonocore hanno iniziato a ricevere fondi comunali destinati alla tutela dei cani di proprietà del Comune di Napoli. Tuttavia, tali fondi non sono stati utilizzati per salvaguardare gli animali. Al contrario, questi ultimi sono stati sfruttati per generare profitto, trasformando il canile in un vero e proprio business.

Il suolo su cui sorge il canile è demaniale e appartiene al Comune di Napoli, identificato come particella 60, foglio 181, per una superficie di circa 13.500 mq. Nonostante ciò, i Buonocore hanno strumentalizzato gli animali per costruire ville e abitazioni sul terreno. Strutture essenziali, come la toelettatura e l’ambulatorio veterinario, sono oggi inesistenti, in quanto i gestori hanno preferito investire nella costruzione edilizia piuttosto che nella cura degli animali.

Questo canile rappresenta un esempio evidente di come un luogo destinato alla cura e alla protezione degli animali sia stato trasformato in un incubo per le creature che avrebbe dovuto salvaguardare. La foto allegata riguarda uno dei tanti cani maltrattati nel canile, come documentato nei filmati depositati in procura. Questi hanno portato a due sentenze:

-Sentenza di primo grado: Tribunale di Napoli n. 9149-2014.

-Sentenza di secondo grado: Corte d’Appello di Napoli n. 1903-2020.


Le sentenze potrebbero riguardare anche Antonio Buonocore, ma in più occasioni vengono menzionate le azioni e i beni di Adelaide Buonocore, presidente dal 2008.


Gli abusi edilizi e la trasformazione dell’ambulatorio sono chiaramente riportati alla fine della pagina 10 della sentenza di primo grado (Tribunale di Napoli n. 9149-2014). Qui si fa esplicito riferimento al fatto che Antonio Buonocore e sua figlia Adelaide Buonocore abbiano trasformato l’ambulatorio veterinario in una villa ampliando la volumetria a uso proprio, facendolo diventare il loro domicilio.


Successivamente in  sentenza di primo grado del Tribunale di Napoli n. 9149/2014, si riporta che, nel corso di due ispezioni, all'interno del bagagliaio di una Mercedes con targa AA091BM,(Intestata ad Adelaide Buonocore) furono trovati:

  • Un contenitore con cuccioli di cane senza vita, soppressi mediante l'uso del farmaco 'Tanax', impiegato per l'eutanasia di cani, gatti e altri animali di piccola taglia (pag. 14).
  • Sacchi di plastica contenenti carcasse di cani di grossa taglia, caratterizzate da un'incisione nella zona dorsale, esattamente nel punto in cui viene inserito il microchip (pag. 14).

Questa grave situazione, nonostante le sentenze, non è cambiata. Negli anni sono stati effettuati sopralluoghi da parte delle forze dell’ordine, di cui Carabinieri e  Guardie Zoofile, che hanno redatto fascicoli fotografici evidenziando lo stato degradante della struttura.

Il canile è stato denunciato anche dai mass media, da giornalisti e dal programma televisivo Striscia la Notizia, che ha realizzato un servizio per portare alla luce le condizioni disumane in cui vivevano gli animali e il sistema corrotto che si alimentava sulla loro sofferenza.

L’attenzione mediatica ha contribuito a far emergere le gravi responsabilità dei gestori e le violazioni delle normative vigenti.

Chiediamo con forza la chiusura del Canile di Agnano e l’intervento immediato delle autorità competenti per garantire il rispetto delle normative sulla tutela degli animali e sull’uso corretto dei terreni demaniali.

Firma questa petizione per mettere fine a questo sfruttamento indegno degli animali e del patrimonio pubblico.
 

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Agostino SavianoPromotore della petizioneSono un attivista per i diritti degli animali, guidato da un profondo senso di giustizia e da una forte empatia verso tutte le forme di vita.

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Petizione creata in data 19 ottobre 2023