Fermate il ddl del ministro Calderoli per l’attuazione dell’autonomia differenziata


Fermate il ddl del ministro Calderoli per l’attuazione dell’autonomia differenziata
Il problema
Dobbiamo tutti interessarci alla questione dell’autonomia differenziata perché è in gioco l’intero modello su cui il nostro Stato si fonda: da una società che garantisce eguali diritti per tutti, c’è il rischio di passare ad un divario incredibile tra regioni del nord e del sud.
Giorno 2 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge per l’attuazione della cosiddetta “autonomia differenziata”.
Con “autonomia differenziata” (articolo. 116 Cost.) si intende la possibilità che le regioni a statuto ordinario possano ottenere competenza legislativa esclusiva su materie che la Costituzione elenca invece come “concorrenti” o di “esclusiva competenza statale”.
Si tratta di un percorso complesso che necessita della preventiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La complessità risiede non tanto e non solo nella definizione dei Lep ma piuttosto nel rispetto degli stessi. Alcune regioni hanno già un alto livello di servizi, quindi teoricamente per queste la definizione dei Lep non sarebbe neanche necessaria, altre invece rischierebbero di rimanere al di sotto della soglia minima. Il principio di uguaglianza sostanziale (art 3.2 Cost.) non si vedrebbe così pienamente rispettato viste le disparità che si determinerebbero.
È necessario agire adesso, se aspettiamo ancora rischiamo di subire le conseguenze di una legge che non vogliamo in quanto andrebbe a penalizzare territori già di per sé marginalizzati.

Il problema
Dobbiamo tutti interessarci alla questione dell’autonomia differenziata perché è in gioco l’intero modello su cui il nostro Stato si fonda: da una società che garantisce eguali diritti per tutti, c’è il rischio di passare ad un divario incredibile tra regioni del nord e del sud.
Giorno 2 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge per l’attuazione della cosiddetta “autonomia differenziata”.
Con “autonomia differenziata” (articolo. 116 Cost.) si intende la possibilità che le regioni a statuto ordinario possano ottenere competenza legislativa esclusiva su materie che la Costituzione elenca invece come “concorrenti” o di “esclusiva competenza statale”.
Si tratta di un percorso complesso che necessita della preventiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La complessità risiede non tanto e non solo nella definizione dei Lep ma piuttosto nel rispetto degli stessi. Alcune regioni hanno già un alto livello di servizi, quindi teoricamente per queste la definizione dei Lep non sarebbe neanche necessaria, altre invece rischierebbero di rimanere al di sotto della soglia minima. Il principio di uguaglianza sostanziale (art 3.2 Cost.) non si vedrebbe così pienamente rispettato viste le disparità che si determinerebbero.
È necessario agire adesso, se aspettiamo ancora rischiamo di subire le conseguenze di una legge che non vogliamo in quanto andrebbe a penalizzare territori già di per sé marginalizzati.

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Petizione creata in data 4 febbraio 2023