FERMARE LA STRAGE A GAZA: CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E FINE DELL’ASSALTO UMANITARIO

Firmatari recenti
Emma PASCHETTO e altri 16 hanno firmato di recente.

Il problema

[Aggiornato al 2 Luglio 2025]

OGNI MINUTO DI INATTIVITÀ COSTA VITE UMANE

Dal 7 ottobre 2023, Gaza è sotto assedio e bombardamenti continui. Al 2 luglio 2025, più di 57.000 palestinesi sono stati uccisi e oltre 134.000 feriti, di cui il 31% bambini (OCHA). Negli ultimi 21 mesi, un bambino a Gaza viene ucciso o ferito circa ogni 15 minuti (analisi Islamic Relief).

UNA SCELTA MORTALE: MORIRE DI FAME O ESSERE UCCISI MENTRE CERCHI DI NUTRIRE LA TUA FAMIGLIA

Israele utilizza la fame e il blocco degli aiuti come arma di guerra, violando il diritto internazionale (ONU). Oltre 1 milione di persone a Gaza soffrono la fame, e 470.000 sono a rischio imminente di morte per inedia (IPC). Decine di bambini sono già morti di fame, e la malnutrizione acuta colpisce 71.000 bambini sotto i 5 anni (IPC, UNICEF). Cercare cibo è diventato una condanna a morte: centinaia sono stati uccisi nel tentativo di sopravvivere.

LA SITUAZIONE È DISPERATA

  • L’85% di Gaza è soggetto a ordini di sfollamento forzato o zone militari (OCHA).
  • Il 92% delle case è distrutto o danneggiato (OCHA).
  • Il 62% dei centri sanitari e il 50% degli ospedali sono chiusi o funzionano solo parzialmente (OCHA).
  • L’89% delle scuole è danneggiato o distrutto (Education Cluster).
  • Le infrastrutture idriche e sanitarie sono gravemente compromesse, con liquami grezzi vicino ai rifugi (IRDNA).

I GOVERNI DEVONO PRENDERE MISURE CONCRETE

I governi internazionali devono esercitare pressione economica e diplomatica per un cessate il fuoco duraturo, porre fine al blocco e proteggere il diritto internazionale. Devono esserci conseguenze reali per le atrocità quotidiane.

Tutti gli Stati hanno un obbligo morale e legale di prevenire il genocidio: la Corte Internazionale di Giustizia ha ordinato misure per garantire la fornitura di aiuti umanitari, ma queste non vengono rispettate.

Il mancato intervento equivale a complicità. La comunità internazionale deve difendere il diritto fondamentale dei Palestinesi a rimanere sulla loro terra.

IL VOSTRO SOSTEGNO SALVA VITE

Islamic Relief e i partner umanitari continuano a operare, offrendo assistenza materna, cure di base e pulizia dei rifugi per prevenire malattie. Ma senza accesso pieno agli aiuti, la sofferenza aumenterà.

CHIEDIAMO AI LEADER ITALIANI E INTERNAZIONALI DI:

  • Esigere un cessate il fuoco immediato e duraturo, per fermare la perdita di vite umane e proteggere i civili.
  • Chiedere la fine del blocco completo su Gaza e garantire l’accesso sicuro, costante e senza ostacoli agli aiuti umanitari e alle forniture commerciali.
  • Rispettare e far rispettare il diritto internazionale, impedendo attacchi ai civili e alle infrastrutture civili, e garantendo l’accesso a beni essenziali come acqua, cibo, energia e assistenza sanitaria.
  • Aumentare il sostegno umanitario dell’Italia alla popolazione palestinese, collaborando con le organizzazioni umanitarie presenti sul campo.
  • Sostenere gli sforzi internazionali per proteggere la popolazione civile, inclusa l’attuazione della risoluzione 2728 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

I civili non sono merce di scambio. Le famiglie hanno bisogno della possibilità di seppellire e piangere i loro morti. Il ciclo di violenza contro i civili innocenti deve finire.

Islamic Relief continua a condannare ogni forma di violenza contro i civili e chiede un cessate il fuoco immediato e duraturo, insieme alla piena protezione umanitaria per chi vive sotto assedio.

Firma la petizione. Fai sentire la tua voce. Condividila ovunque.

Seguici sui social per tutti gli aggiornamenti:

Instagram​  |  Facebook​  | Twitter

Questo appello è parte della campagna internazionale #CeasefireNow

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Islamic Relief ItaliaPromotore della petizioneIslamic Relief è un'organizzazione umanitaria e agenzia di sviluppo che lavora per salvare e trasformare le vite delle persone più vulnerabili del mondo con oltre 100 filiali nel mondo.

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Dal 7 ottobre 2023, Gaza è sotto assedio e bombardamenti continui. Al 2 luglio 2025, più di 57.000 palestinesi sono stati uccisi e oltre 134.000 feriti, di cui il 31% bambini (OCHA). Negli ultimi 21 mesi, un bambino a Gaza viene ucciso o ferito circa ogni 15 minuti (analisi Islamic Relief).

UNA SCELTA MORTALE: MORIRE DI FAME O ESSERE UCCISI MENTRE CERCHI DI NUTRIRE LA TUA FAMIGLIA

Israele utilizza la fame e il blocco degli aiuti come arma di guerra, violando il diritto internazionale (ONU). Oltre 1 milione di persone a Gaza soffrono la fame, e 470.000 sono a rischio imminente di morte per inedia (IPC). Decine di bambini sono già morti di fame, e la malnutrizione acuta colpisce 71.000 bambini sotto i 5 anni (IPC, UNICEF). Cercare cibo è diventato una condanna a morte: centinaia sono stati uccisi nel tentativo di sopravvivere.

LA SITUAZIONE È DISPERATA

  • L’85% di Gaza è soggetto a ordini di sfollamento forzato o zone militari (OCHA).
  • Il 92% delle case è distrutto o danneggiato (OCHA).
  • Il 62% dei centri sanitari e il 50% degli ospedali sono chiusi o funzionano solo parzialmente (OCHA).
  • L’89% delle scuole è danneggiato o distrutto (Education Cluster).
  • Le infrastrutture idriche e sanitarie sono gravemente compromesse, con liquami grezzi vicino ai rifugi (IRDNA).

I GOVERNI DEVONO PRENDERE MISURE CONCRETE

I governi internazionali devono esercitare pressione economica e diplomatica per un cessate il fuoco duraturo, porre fine al blocco e proteggere il diritto internazionale. Devono esserci conseguenze reali per le atrocità quotidiane.

Tutti gli Stati hanno un obbligo morale e legale di prevenire il genocidio: la Corte Internazionale di Giustizia ha ordinato misure per garantire la fornitura di aiuti umanitari, ma queste non vengono rispettate.

Il mancato intervento equivale a complicità. La comunità internazionale deve difendere il diritto fondamentale dei Palestinesi a rimanere sulla loro terra.

IL VOSTRO SOSTEGNO SALVA VITE

Islamic Relief e i partner umanitari continuano a operare, offrendo assistenza materna, cure di base e pulizia dei rifugi per prevenire malattie. Ma senza accesso pieno agli aiuti, la sofferenza aumenterà.

CHIEDIAMO AI LEADER ITALIANI E INTERNAZIONALI DI:

  • Esigere un cessate il fuoco immediato e duraturo, per fermare la perdita di vite umane e proteggere i civili.
  • Chiedere la fine del blocco completo su Gaza e garantire l’accesso sicuro, costante e senza ostacoli agli aiuti umanitari e alle forniture commerciali.
  • Rispettare e far rispettare il diritto internazionale, impedendo attacchi ai civili e alle infrastrutture civili, e garantendo l’accesso a beni essenziali come acqua, cibo, energia e assistenza sanitaria.
  • Aumentare il sostegno umanitario dell’Italia alla popolazione palestinese, collaborando con le organizzazioni umanitarie presenti sul campo.
  • Sostenere gli sforzi internazionali per proteggere la popolazione civile, inclusa l’attuazione della risoluzione 2728 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

I civili non sono merce di scambio. Le famiglie hanno bisogno della possibilità di seppellire e piangere i loro morti. Il ciclo di violenza contro i civili innocenti deve finire.

Islamic Relief continua a condannare ogni forma di violenza contro i civili e chiede un cessate il fuoco immediato e duraturo, insieme alla piena protezione umanitaria per chi vive sotto assedio.

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I decisori

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Matteo Salvini
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell'Interno e Segretario della Lega Nord
Antonio Tajani
Antonio Tajani
Presidente del Parlamento Europeo

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