Fermare l'uccisione dei gatti selvatici in Nuova Zelanda


Fermare l'uccisione dei gatti selvatici in Nuova Zelanda
Firmatari recenti
Marcella Pinna e altri 18 hanno firmato di recente.
Il problema
La Nuova Zelanda ha lanciato un programma denominato "Predator Free 2050" che mira a eliminare, tra gli altri predatori, anche tutti i gatti selvatici presenti sul territorio entro il 2050. Mentre l'obiettivo di proteggere la fauna autoctona è lodevole, i metodi scelti per raggiungere questo scopo, come l'avvelenamento, sono inaccettabili e disumani.
I gatti selvatici, sebbene possano rappresentare una minaccia per la biodiversità, non devono essere sottoposti a sofferenze inutili. Esistono metodi più etici ed efficaci per affrontare il problema, come programmi di sterilizzazione e cattura mirata. Questi metodi non solo rispetterebbero il benessere degli animali, ma sarebbero anche più sostenibili nel lungo periodo.
Secondo studi recenti, programmi di gestione della fauna selvatica basati sulla sterilizzazione hanno mostrato tassi di successo del 70-90% nel controllo delle popolazioni animali. Inoltre, queste soluzioni sono state implementate con successo in altre parti del mondo dove equilibri ecologici simili sono stati ripristinati senza ricorrere alla violenza.
Chiediamo al governo della Nuova Zelanda di rivedere il programma "Predator Free 2050" per garantire che le soluzioni adottate siano etiche e non cruente. Invitiamo tutti a firmare questo appello affinché vengano considerate vie alternative che equilibrano la tutela della biodiversità con il rispetto per la vita animale.
Firma adesso per fermare l'uccisione brutale dei gatti selvatici in Nuova Zelanda.
I gatti selvatici, sebbene possano rappresentare una minaccia per la biodiversità, non devono essere sottoposti a sofferenze inutili. Esistono metodi più etici ed efficaci per affrontare il problema, come programmi di sterilizzazione e cattura mirata. Questi metodi non solo rispetterebbero il benessere degli animali, ma sarebbero anche più sostenibili nel lungo periodo.
Secondo studi recenti, programmi di gestione della fauna selvatica basati sulla sterilizzazione hanno mostrato tassi di successo del 70-90% nel controllo delle popolazioni animali. Inoltre, queste soluzioni sono state implementate con successo in altre parti del mondo dove equilibri ecologici simili sono stati ripristinati senza ricorrere alla violenza.
Chiediamo al governo della Nuova Zelanda di rivedere il programma "Predator Free 2050" per garantire che le soluzioni adottate siano etiche e non cruente. Invitiamo tutti a firmare questo appello affinché vengano considerate vie alternative che equilibrano la tutela della biodiversità con il rispetto per la vita animale.
Firma adesso per fermare l'uccisione brutale dei gatti selvatici in Nuova Zelanda.

beatrice salamiPromotore della petizione
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Marcella Pinna e altri 18 hanno firmato di recente.
Il problema
La Nuova Zelanda ha lanciato un programma denominato "Predator Free 2050" che mira a eliminare, tra gli altri predatori, anche tutti i gatti selvatici presenti sul territorio entro il 2050. Mentre l'obiettivo di proteggere la fauna autoctona è lodevole, i metodi scelti per raggiungere questo scopo, come l'avvelenamento, sono inaccettabili e disumani.
I gatti selvatici, sebbene possano rappresentare una minaccia per la biodiversità, non devono essere sottoposti a sofferenze inutili. Esistono metodi più etici ed efficaci per affrontare il problema, come programmi di sterilizzazione e cattura mirata. Questi metodi non solo rispetterebbero il benessere degli animali, ma sarebbero anche più sostenibili nel lungo periodo.
Secondo studi recenti, programmi di gestione della fauna selvatica basati sulla sterilizzazione hanno mostrato tassi di successo del 70-90% nel controllo delle popolazioni animali. Inoltre, queste soluzioni sono state implementate con successo in altre parti del mondo dove equilibri ecologici simili sono stati ripristinati senza ricorrere alla violenza.
Chiediamo al governo della Nuova Zelanda di rivedere il programma "Predator Free 2050" per garantire che le soluzioni adottate siano etiche e non cruente. Invitiamo tutti a firmare questo appello affinché vengano considerate vie alternative che equilibrano la tutela della biodiversità con il rispetto per la vita animale.
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I gatti selvatici, sebbene possano rappresentare una minaccia per la biodiversità, non devono essere sottoposti a sofferenze inutili. Esistono metodi più etici ed efficaci per affrontare il problema, come programmi di sterilizzazione e cattura mirata. Questi metodi non solo rispetterebbero il benessere degli animali, ma sarebbero anche più sostenibili nel lungo periodo.
Secondo studi recenti, programmi di gestione della fauna selvatica basati sulla sterilizzazione hanno mostrato tassi di successo del 70-90% nel controllo delle popolazioni animali. Inoltre, queste soluzioni sono state implementate con successo in altre parti del mondo dove equilibri ecologici simili sono stati ripristinati senza ricorrere alla violenza.
Chiediamo al governo della Nuova Zelanda di rivedere il programma "Predator Free 2050" per garantire che le soluzioni adottate siano etiche e non cruente. Invitiamo tutti a firmare questo appello affinché vengano considerate vie alternative che equilibrano la tutela della biodiversità con il rispetto per la vita animale.
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beatrice salamiPromotore della petizione
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Petizione creata in data 26 novembre 2025