Fermare il progetto del Sottopasso del Soccorso a Prato

Firmatari recenti
Leonardo Zanieri e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Fermiamo il sottopasso del Soccorso: 69 milioni di euro per un'opera che non risolve nulla

 

C'era una volta un progetto da 16 milioni di euro. Era il 2014. Oggi quel progetto ne costa 69 — più di quattro volte tanto — e i lavori non sono ancora iniziati. Quando inizieranno, a fine 2026, scopriremo probabilmente che ne costerà ancora di più.

 

Stiamo parlando del sottopasso di viale Leonardo da Vinci al Soccorso, la cosiddetta "Declassata" di Prato. Un tunnel artificiale di 400 metri, 4 corsie, aggiudicato a settembre 2025 per 47,75 milioni di euro (quota lavori) su un costo complessivo del progetto che già oggi supera i 69 milioni di euro pubblici. E già oggi, prima ancora che una ruspa entri in campo, emerge il primo problema che nessuno aveva risolto: le complanari di via Fedele Cova, via Torquato Tasso e via Panziera — costruite nel 2021 apposta per deviare il traffico durante il cantiere — vengono dichiarate insufficienti. Troppo urbane, troppo strette. Si parla già di un nuovo Asse Prato-Campi come viabilità alternativa: opera aggiuntiva, costi aggiuntivi, tempi aggiuntivi. Non ancora quantificati.

 

Tre anni di caos per cosa, esattamente?

 

Il cantiere durerà 1.100 giorni, divisi in quattro fasi. Per quasi tre anni, il traffico della Declassata verrà dirottato su strade di quartiere con una corsia per senso di marcia. Commercianti, artigiani, residenti e pendolari pagheranno un prezzo enorme in termini di disagi, perdita di fatturato e qualità della vita. E al termine di tutto questo, cosa avremo? Avremo esattamente lo stesso numero di auto che circolano oggi — forse di più. Perché un tunnel non riduce il traffico: lo nasconde. Ogni studio sull'urbanistica degli ultimi trent'anni lo conferma: aumentare la capacità stradale attira nuova domanda di mobilità privata. Si chiama traffico indotto. Dopo pochi anni dall'apertura, la situazione torna identica o peggiore a prima.

 

Nel frattempo Prato non avrà investito un euro in trasporto pubblico più frequente, in piste ciclabili connesse, in sistemi intelligenti di gestione del traffico che in altre città europee hanno ridotto la congestione del 20-30% senza scavare nulla. Avremo speso 69 milioni — o più — per spostare il problema sotto terra.

 

Cosa chiediamo

Chiediamo che il Comune di Prato, il Commissario straordinario o il nuovo sindaco insieme ad Anas sospendano l'avvio dei lavori fino a quando non verrà presentato ai cittadini un piano trasparente che risponda a queste domande:

Qual è il costo totale reale dell'opera, incluse tutte le opere accessorie che si stanno già rivelando necessarie? Chi pagherà i costi aggiuntivi che, come da tradizione delle grandi opere italiane, inevitabilmente emergeranno? Qual è il piano dettagliato della viabilità alternativa durante i 1.100 giorni di cantiere, con garanzie concrete per residenti e attività commerciali? Sono state davvero valutate alternative meno impattanti e meno costose — trasporto pubblico, mobilità attiva, tecnologie di gestione intelligente del traffico? E soprattutto: una volta finito il tunnel, il traffico a Prato sarà davvero migliore, o avremo solo spostato il problema?

 

Questo è un esempio di progetto alternativo da prendere in seria considerazione prima di procedere in qualunque grande opera.

 

I pratesi meritano risposte prima che le ruspe entrino in azione. Non dopo aver firmato un assegno in bianco con i soldi di tutti.

 

Firma questa petizione e chiedi che si fermi tutto finché non ci sarà un piano serio, trasparente e condiviso con la città.

 

avatar of the starter
Matteo TempestiniPromotore della petizioneingegnere, civic hacker, cantautore e molto altro.

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Il problema

Fermiamo il sottopasso del Soccorso: 69 milioni di euro per un'opera che non risolve nulla

 

C'era una volta un progetto da 16 milioni di euro. Era il 2014. Oggi quel progetto ne costa 69 — più di quattro volte tanto — e i lavori non sono ancora iniziati. Quando inizieranno, a fine 2026, scopriremo probabilmente che ne costerà ancora di più.

 

Stiamo parlando del sottopasso di viale Leonardo da Vinci al Soccorso, la cosiddetta "Declassata" di Prato. Un tunnel artificiale di 400 metri, 4 corsie, aggiudicato a settembre 2025 per 47,75 milioni di euro (quota lavori) su un costo complessivo del progetto che già oggi supera i 69 milioni di euro pubblici. E già oggi, prima ancora che una ruspa entri in campo, emerge il primo problema che nessuno aveva risolto: le complanari di via Fedele Cova, via Torquato Tasso e via Panziera — costruite nel 2021 apposta per deviare il traffico durante il cantiere — vengono dichiarate insufficienti. Troppo urbane, troppo strette. Si parla già di un nuovo Asse Prato-Campi come viabilità alternativa: opera aggiuntiva, costi aggiuntivi, tempi aggiuntivi. Non ancora quantificati.

 

Tre anni di caos per cosa, esattamente?

 

Il cantiere durerà 1.100 giorni, divisi in quattro fasi. Per quasi tre anni, il traffico della Declassata verrà dirottato su strade di quartiere con una corsia per senso di marcia. Commercianti, artigiani, residenti e pendolari pagheranno un prezzo enorme in termini di disagi, perdita di fatturato e qualità della vita. E al termine di tutto questo, cosa avremo? Avremo esattamente lo stesso numero di auto che circolano oggi — forse di più. Perché un tunnel non riduce il traffico: lo nasconde. Ogni studio sull'urbanistica degli ultimi trent'anni lo conferma: aumentare la capacità stradale attira nuova domanda di mobilità privata. Si chiama traffico indotto. Dopo pochi anni dall'apertura, la situazione torna identica o peggiore a prima.

 

Nel frattempo Prato non avrà investito un euro in trasporto pubblico più frequente, in piste ciclabili connesse, in sistemi intelligenti di gestione del traffico che in altre città europee hanno ridotto la congestione del 20-30% senza scavare nulla. Avremo speso 69 milioni — o più — per spostare il problema sotto terra.

 

Cosa chiediamo

Chiediamo che il Comune di Prato, il Commissario straordinario o il nuovo sindaco insieme ad Anas sospendano l'avvio dei lavori fino a quando non verrà presentato ai cittadini un piano trasparente che risponda a queste domande:

Qual è il costo totale reale dell'opera, incluse tutte le opere accessorie che si stanno già rivelando necessarie? Chi pagherà i costi aggiuntivi che, come da tradizione delle grandi opere italiane, inevitabilmente emergeranno? Qual è il piano dettagliato della viabilità alternativa durante i 1.100 giorni di cantiere, con garanzie concrete per residenti e attività commerciali? Sono state davvero valutate alternative meno impattanti e meno costose — trasporto pubblico, mobilità attiva, tecnologie di gestione intelligente del traffico? E soprattutto: una volta finito il tunnel, il traffico a Prato sarà davvero migliore, o avremo solo spostato il problema?

 

Questo è un esempio di progetto alternativo da prendere in seria considerazione prima di procedere in qualunque grande opera.

 

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Petizione creata in data 20 aprile 2026