Famiglia Afghana rischia l'espulsione

Il problema

Famiglia afgana rischia l’espulsione: Siamo stufi di scappare
Contro la decisione della Sem ha ricorso al Tribunale amministrativo federale. Le esperienze terribili vissute durante la fuga. Grande mobilitazioneUna vita senza diritti. “Voi sapete cosa significa avere diritto: all’amore, alla vita, alla pace, all’infanzia, all’istruzione, alla gioia… Ma per noi questi concetti sono vaghi. Sappiamo invece cosa vuol dire: immigrazione, umiliazione, oppressione, vagabondaggio e guerra. Noi siamo le ragazze afgane”. Sono le parole scritte a matita su un foglio che mi consegna Esmat Ebrahimi, madre afgana di 30 anni, che assieme ai suoi due figli Amir di 12, Mohammad di 8 anni e al marito Gholam di 37 anni vive a Bellinzona da alcuni mesi. Una famiglia che affronta le giornate col fiato sospeso in attesa di sapere quale sarà il suo destino. Una famiglia che per dieci anni non ha trovato terraferma sotto i piedi: dapprima costretta a scappare dall’Afghanistan, terra d’origine dove imperversava la guerra e una situazione estremamente difficile per le donne. Poi dall’Iran alla volta della Turchia, dopodiché la Grecia, una serie di altre nazioni fino alla Croazia dove sono stati registrati. Poi ancora un lungo percorso, in buona parte anche a piedi, fino a Bellinzona, quartiere delle Semine. Qui la famiglia si trova bene, i due bambini frequentano le Scuole elementari Sud, hanno amici, i genitori frequentano corsi di italiano e sono ben integrati. Appassionati di pallacanestro, i due figli giocano nel Basket Club 19 Arbedo e il più grande è entrato a far parte della selezione Ticino.

 

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Ass​.​Comunità ACATPromotore della petizioneAssociazione comunità Afghana inn Ticino.
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 2916 sostenitori!

Il problema

Famiglia afgana rischia l’espulsione: Siamo stufi di scappare
Contro la decisione della Sem ha ricorso al Tribunale amministrativo federale. Le esperienze terribili vissute durante la fuga. Grande mobilitazioneUna vita senza diritti. “Voi sapete cosa significa avere diritto: all’amore, alla vita, alla pace, all’infanzia, all’istruzione, alla gioia… Ma per noi questi concetti sono vaghi. Sappiamo invece cosa vuol dire: immigrazione, umiliazione, oppressione, vagabondaggio e guerra. Noi siamo le ragazze afgane”. Sono le parole scritte a matita su un foglio che mi consegna Esmat Ebrahimi, madre afgana di 30 anni, che assieme ai suoi due figli Amir di 12, Mohammad di 8 anni e al marito Gholam di 37 anni vive a Bellinzona da alcuni mesi. Una famiglia che affronta le giornate col fiato sospeso in attesa di sapere quale sarà il suo destino. Una famiglia che per dieci anni non ha trovato terraferma sotto i piedi: dapprima costretta a scappare dall’Afghanistan, terra d’origine dove imperversava la guerra e una situazione estremamente difficile per le donne. Poi dall’Iran alla volta della Turchia, dopodiché la Grecia, una serie di altre nazioni fino alla Croazia dove sono stati registrati. Poi ancora un lungo percorso, in buona parte anche a piedi, fino a Bellinzona, quartiere delle Semine. Qui la famiglia si trova bene, i due bambini frequentano le Scuole elementari Sud, hanno amici, i genitori frequentano corsi di italiano e sono ben integrati. Appassionati di pallacanestro, i due figli giocano nel Basket Club 19 Arbedo e il più grande è entrato a far parte della selezione Ticino.

 

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I decisori

Tribunale amministrativo federale
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