Mark Bernardini vs. Facebook!

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Stavolta, è il mio turno. Sono stato bannato (sospeso) in Facebook. Il socialnetwork statunitense è noto per i suoi provvedimenti repressivi fascistoidi, mentre tollera la costituzione di decine di gruppi di dichiarata marca fascista, nazista, razzista in nome di una - decisamente - maleinterpretata "libertà di espressione" a senso unico. Ma cosa avrò scritto mai di così disdicevole?

Assolutamente nulla. Nell'accedere, mi è comparso "Questo post non rispetta i nostri Standard della community", e aggiunge: "Solo tu puoi vedere questo post perché non rispetta i nostri standard". Quale post? Quali standard? Non è dato di saperlo, nessun link.

Poi prosegue: "Ti è stato impedito di pubblicare elementi in via temporanea. Questo blocco temporaneo avrà una durata di 30 giorni, durante i quali non potrai pubblicare su Facebook. Se pubblicherai di nuovo contenuti che non rispettano i nostri standard, il tuo account verrà bloccato per altri 30 giorni. Tieni presente che gli account delle persone che pubblicano ripetutamente contenuti non consentiti su Facebook potrebbero essere disattivati in modo permanente". Quali contenuti ho pubblicato? Non è dato di saperlo.

Accedo alla pagina dell'assistenza. Leggo: "This photo goes against our Community Standards. We removed one of your photos because it doesn't follow the Facebook Community Standards. [...] If you think your photo shouldn't have been removed, you can reply to this message with more information and we'll restore it to Facebook". Quale foto? Non è dato di saperlo. Cosa manca? Esatto: manca il campo o il tasto per rispondere a questo messaggio. Dunque, non potendo io rispondere, vale la regola del "chi tace acconsente".

Indipendentemente da come la si pensi, ritengo che, prima di colpire un utente, i solerti censori di Facebook Italia dovrebbero provvedere ad eliminare tutti quei gruppi che violano palesemente la legge e la Costituzione italiana, con i faccioni di Mussolini, gli inneggiamenti alla violenza fisica contro personalità pubbliche, le manifestazioni di bullismo.

Sarebbe anche buona regola chiamare preventivamente ad un confronto l'utente presunto indisciplinato, anziché colpirlo senza possibilità di replica.

Un ultimo appunto. La mia sospensione segue di pochi giorni quella di Matteo Cam e Roberto Rebel Romeo, membri attivi del gruppo "Italiani di Russia" (quasi 7.000 iscritti), e sono proprio i membri attivi di tale gruppo ad essere colpiti in continuazione dai provvedimenti fascisti di Facebook: il fondatore del gruppo, giusto come esempio, e cioè il sottoscritto Mark Bernardini, dall'inizio dell'anno è già stato sospeso due volte, tutto gennaio e tutto marzo. Ora tutto agosto. Tre mesi su otto, il 37%.



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