Combattiamo l'ostracismo alla Cannabis light legale di PayPal, Amazon, Stripe e Facebook

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Fermiamo il trust che percorre la Silicon Valley contro la Cannabis Light

La nuova legge n.242/16 all'Art. 1 comma 2 recita:

  •  La presente legge si applica alle coltivazioni di canapa delle varieta' ammesse iscritte nel Catalogo comune delle varieta' delle specie di piante agricole, ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, le quali non rientrano nell'ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

Dunque da un punto di vista legale la cosiddetta cannabis light prodotta da sementi certificate ed una percentuale legale di THC tale da essere trascurabile per il legislatore NON È UNA DROGA ma questi colossi del web nonostante le molteplici segnalazioni sulle nuove normative, continuano a bearsi dall'alto dei propri paradisi fiscali, continuando a cassare coltivatori e rivenditori che provano ad usare i loro servizi trattandoli come spacciatori di strada.

  • Facebook blocca continuamente i profili di produttori e rivenditori, spesso cercando di eliminare le pagine ufficiali.
  • Amazon elimina pagine di prodotti ed in alcuni casi ha trattenuto per interminabili mesi la merce altrui, al di fuori di ogni regola ed al limite dell'appropriazione indebita.
  • PayPal ha addirittura un brand manager il cui unico compito è scovare siti di produttori di cannabis light e congelargli l'account ed intimare di eliminare qualsiasi riferimento a Paypal, come se trattasse con Pablo Escobar o Totò Riina.

Con che diritto un'azienda multinazionale che non paga le tasse può permettersi di denigrare delle piccole start-up (che invece, come il comune cittadino, sono tenute a pagarle) ed affossare un segmento di mercato nascente sulla base del nulla più assoluto?

PRETENDIAMO SERIETÀ! VOGLIAMO CHE QUESTE AZIENDE SMETTANO DI COMPORTARSI COME PANZER! LO STATO VUOLE LA CANNABIS LIGHT, LORO DI COSA HANNO PAURA?

Chiediamo inoltre all'Agenzia Garante della Concorrenza ed ai promotori della 242/16 in Parlamento ed in Senato di indagare giacché questa situazione potrebbe nascondere un trust, neanche troppo velatamente.



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