

Dopo più di un anno di campagna incessante e le quasi 100.000 firme raccolte sulla petizione, Eurospin ha, per il momento, eliminato le uova di galline allevate in gabbia dai propri scaffali, senza però volere prendere un impegno pubblico (e quindi vincolante) a non venderle mai più. La decisione di Eurospin di non prendere posizione ha destato il sospetto dei consumatori, che, delusi e sfiduciati, hanno inviato migliaia di email al Direttore Marketing di Eurospin Luca Burgazzoli, chiedendo di dimostrare la propria buona fede pubblicando un comunicato consultabile dai consumatori analogo a quello di moltissime altre aziende fra cui le dirette concorrenti Esselunga, Auchan, Carrefour, Pam Panorama, iN's Mercato, Lidl Italia e Coop. Luca Burgazzoli ha sempre risposto ai consumatori che Eurospin non avrebbe mai pubblicato il proprio impegno a non vendere uova di galline allevate in gabbia, adducendo come motivazione che Eurospin non rilascia alcun tipo di politica o comunicazione pubblica su nessun argomento.
Pochi giorni fa Eurospin ha reso pubblico il proprio impegno a supportare la chiusura domenicale, e lo ha fatto con un comunicato sul proprio sito ed una pagina sul Corriere della Sera. Questo dimostra chiaramente la contraddittorietà delle parole di Burgazzoli e la mala fede di Eurospin.
Sempre più consumatori arrabbiati e delusi si stanno unendo per chiedere ad Eurospin di rendere pubblico il proprio impegno a non vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia. Eurospin, però, continua a rifiutarsi di rilasciare un comunicato.
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