PETIZIONE CHIUSA

Prohibit the trade of dogs - Vietiamo il commercio di cani per favorire le adoz dai canili

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ONLY IN ITALY there are 915 authorized sanitary wagons and shelters where every year MORE THAN 100,000 DOGS LIVE ENCLOSED. It is an enormous organizational and economic effort for the state in the form of multiple direct and indirect expenditure items, including, for example, food, veterinary expenditure, facility maintenance, and staff. An annual cost of tens of millions of Euros for Italy, close to one billion Euros at European level, but which does not deprive guests of those structures of the unrecognized sentence of a cage life.

The current system that admits the trade of dogs and pet animals, besides leaving the costs to the community over and the problem of public safety and public health represented by stray dogs, also records practices that are not ethically correct if not illegal Transport and care of animals for sale and deprive the community of the recognized contribution of dogs or pets, otherwise locked up, to the balanced development of children and adolescents, as well as to the increase in the quality of life of their holders, even in the form of a concrete solution to the phenomenon of solitude and social isolation at all ages.

In the light of all the above, I BELIEVE THAT STATES AND EUROPEAN UNION ARE CALLED TO INTERVENE IMPOSING A PROHIBITION ON THE SALE OF DOGS AND PET ANIMALS that are not already in the availability of breeders or traders or whose gestation has not begun to the advantage of adopting those locked in sanitary kennels and approved shelters.

Only by preventing the trade of dogs and animals will generally be able TO ADOPT THE ONES CURRENTLY IN CUSTODY, and will be able to find help, care and subsequent adoption of the 600 thousand still stray dogs in Italy, MILLIONS IN EUROPE, ABANDONED to themselves for exhaustion of posts Available in kennels and shelters.

Please note that the introduction of the prohibition would not entail any additional cost or organizational effort since many law enforcement agencies have already been tasked with individual tasks of protecting, verifying, controlling and combating ill-treatment on animals. Likewise, many voluntary associations that already operate in the most diverse and difficult areas in the country could easily be involved, implicitly acknowledging their commitment, to bestow the best practices they developed over time in the selection process of the adopters and subsequent follow up, thus breaking the barriers between indoor and outdoor sanitary kennels for the benefit of the community.

FOLLOWING THE EXAMPLE OF LOS ANGELES COUNTY (CA - USA), where a similar measure has found such a strong public opinion response to be rapidly adopted in many other counties, today is the opportunity to stop a hemorrhage of economic resources, GREATLY IMPROVING IN THE YEARS TO COME THE LIVES OF MILLIONS OF EUROPEANS AND MILLIONS OF 'SENTIENT BEINGS' IN A CAGE WITHOUT GUILTY.

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Solo in Italia sono 915 i canili sanitari e rifugi autorizzati in cui ogni anno oltre 100.000 cani vivono rinchiusi. Si tratta di uno sforzo organizzativo ed economico enorme per lo Stato sotto forma delle molteplici voci di spesa dirette ed indirette connesse tra cui, a mero titolo d’esempio, il cibo, le spese veterinarie, il mantenimento delle strutture, il personale dipendente. Un costo annuo nell’ordine di decine di milioni di Euro per l’Italia, vicino al miliardo di Euro a livello europeo, che tuttavia non sottrae gli ospiti di dette strutture alla condanna non scritta ad una vita in gabbia.

L’attuale sistema che ammette il commercio di cani e animali d’affezione, oltre a lasciare a carico della collettività i costi sopra esposti ed il problema per la sicurezza e la salute pubblica rappresentato dai randagi, registra inoltre prassi non eticamente corrette se non illegali nel trasporto e cura degli animali destinati alla vendita e priva la collettività del riconosciuto contributo di cani e animali d’affezione, altrimenti rinchiusi, allo sviluppo equilibrato di bambini e adolescenti nonchè all’incremento della qualità della vita dei loro possessori, anche sotto forma di concreta soluzione al fenomeno della solitudine e dell’isolamento sociale a ogni età.

In virtù di tutto quanto sopra, ritengo che lo Stato e l’Unione Europea siano chiamati a intervenire, imponendo il divieto di compravendita di cani e animali d’affezione che già non siano nella disponibilità degli allevatori e commercianti o la cui gestazione non sia iniziata, a vantaggio dell’adozione di quelli rinchiusi nei canili sanitari e rifugi autorizzati.

Solo impedendo il commercio di cani ed animali d’affezione in genere potranno trovare adozione quelli attualmente rinchiusi, e potranno trovare aiuto, cure e successiva adozione i 600 mila cani ancora randagi in Italia, milioni in Europa, abbandonati a loro stessi per esaurimento dei posti disponibili nei canili e nei rifugi.

Si noti che l’introduzione del divieto non comporterebbe alcun ulteriore costo o sforzo organizzativo giacchè a numerosi Enti e Forze dell’ordine già sono demandati singoli compiti di tutela, verifica, controllo e lotta ai maltrattamenti sugli animali. Allo stesso modo, numerosissime associazioni volontarie che già operano nelle più diverse e difficili realtà sul territorio, potrebbero facilmente essere coinvolte, riconoscendone implicitamente l’impegno, perchè apportino le best practices da loro sviluppate nel tempo nei processi di selezione degli adottanti e successivo follow up, rompendo così le barriere tra interno ed esterno dei canili sanitari, a vantaggio della collettività.

Seguendo l’esempio della Contea di Los Angeles (CA - USA), dove un provvedimento analogo ha trovato così grande riscontro nell’opinione pubblica da essere rapidamente adottato in numerose altre Contee, si presenta oggi l’occasione di fermare un’emorragia di risorse economiche, migliorando grandemente negli anni a venire la vita di milioni di europei e di milioni di ‘esseri senzienti’, in gabbia senza colpa.



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