.@EUCouncil: Approvi urgentemente la quota del 40% per le donne nei consigli di amministrazione #objective40

Il problema

Se le donne rappresentano oltre il 60 per cento degli studenti universitari, perché mano a mano che saliamo verso posti di maggiore responsabilità la loro presenza diminuisce in modo impressionante? Le donne rappresentano meno del 20 per cento dei consigli di amministrazione delle principali aziende europee. E ora possiamo fare qualcosa perché questo cambi.

La Commissione e il Parlamento europeo hanno proposto una soluzione, stabilendo una norma obbligatoria: alla fine del 2020, le grandi imprese dovranno avere un 40 per cento di donne nei propri consigli di amministrazione. Un grande passo in avanti. Ma è necessario che il Consiglio europeo approvi questa misura ed è già più di un anno che aspettiamo. Perché?

Perché ci sono importanti gruppi imprenditoriali che spingono affinché questo non accada. Un documento dello scorso 25 novembre, redatto dalla lobby “Business Europe”, propone alla nuova Commissione di ritirare l’iniziativa e di non obbligare a imporre queste quote.

Firma questa petizione per chiedere al Consiglio europeo che approvi la quota obbligatoria del 40 per cento di donne nei consigli di amministrazione entro il 2020.

Io ho dovuto lottare duramente per diventare vicepresidente di una delle maggiori imprese europee di telecomunicazioni. E come me altre donne hanno combattuto per occupare un posto che ci spetta per la nostra formazione, esperienza e ambizione nel mercato del lavoro. Abbiamo rinunciato al nostro tempo, a dedicare tempo ai nostri figli, alle nostre famiglie e consapevoli del sacrificio che ciò ha comportato sentiamo l’obbligo di facilitare questo percorso alle giovani generazioni e di esercitare, da questi nostri posti di responsabilità, tutta l’influenza necessaria per garantire che ci saranno pari opportunità per quelle donne che con la giusta esperienza desiderano ottenere una corretta retribuzione.

Ma questo non vale solo per noi donne, si tratta di un grave problema economico e sociale che colpisce ugualmente uomini e donne: è più che dimostrato che le organizzazioni più variegate sono più redditizie e di successo. In un momento economicamente critico per l’Europa non possiamo permetterci di sprecare talento, conoscenza e diversità, se questo può renderci più forti, più competitivi, più produttivi e migliori.

Per questo ti chiediamo di firmare questa petizione e di condividerla con tutti gli uomini e le donne preoccupati per il futuro dell’Europa come continente, come potenza economica e come punto di riferimento sociale.

Se siamo diversi, se abbiamo differenti punti di vista, posizioni e opinioni, sapremo affrontare le sfide del futuro con una visione molto più ragionevole, efficace e conveniente.

Grazie mille

 

Español

Questa petizione aveva 78.885 sostenitori

Il problema

Se le donne rappresentano oltre il 60 per cento degli studenti universitari, perché mano a mano che saliamo verso posti di maggiore responsabilità la loro presenza diminuisce in modo impressionante? Le donne rappresentano meno del 20 per cento dei consigli di amministrazione delle principali aziende europee. E ora possiamo fare qualcosa perché questo cambi.

La Commissione e il Parlamento europeo hanno proposto una soluzione, stabilendo una norma obbligatoria: alla fine del 2020, le grandi imprese dovranno avere un 40 per cento di donne nei propri consigli di amministrazione. Un grande passo in avanti. Ma è necessario che il Consiglio europeo approvi questa misura ed è già più di un anno che aspettiamo. Perché?

Perché ci sono importanti gruppi imprenditoriali che spingono affinché questo non accada. Un documento dello scorso 25 novembre, redatto dalla lobby “Business Europe”, propone alla nuova Commissione di ritirare l’iniziativa e di non obbligare a imporre queste quote.

Firma questa petizione per chiedere al Consiglio europeo che approvi la quota obbligatoria del 40 per cento di donne nei consigli di amministrazione entro il 2020.

Io ho dovuto lottare duramente per diventare vicepresidente di una delle maggiori imprese europee di telecomunicazioni. E come me altre donne hanno combattuto per occupare un posto che ci spetta per la nostra formazione, esperienza e ambizione nel mercato del lavoro. Abbiamo rinunciato al nostro tempo, a dedicare tempo ai nostri figli, alle nostre famiglie e consapevoli del sacrificio che ciò ha comportato sentiamo l’obbligo di facilitare questo percorso alle giovani generazioni e di esercitare, da questi nostri posti di responsabilità, tutta l’influenza necessaria per garantire che ci saranno pari opportunità per quelle donne che con la giusta esperienza desiderano ottenere una corretta retribuzione.

Ma questo non vale solo per noi donne, si tratta di un grave problema economico e sociale che colpisce ugualmente uomini e donne: è più che dimostrato che le organizzazioni più variegate sono più redditizie e di successo. In un momento economicamente critico per l’Europa non possiamo permetterci di sprecare talento, conoscenza e diversità, se questo può renderci più forti, più competitivi, più produttivi e migliori.

Per questo ti chiediamo di firmare questa petizione e di condividerla con tutti gli uomini e le donne preoccupati per il futuro dell’Europa come continente, come potenza economica e come punto di riferimento sociale.

Se siamo diversi, se abbiamo differenti punti di vista, posizioni e opinioni, sapremo affrontare le sfide del futuro con una visione molto più ragionevole, efficace e conveniente.

Grazie mille

 

Español

I decisori

Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
Donald Tusk
Donald Tusk
Presidente del Consiglio Europeo
Laimdota Straujuma
Laimdota Straujuma
Primea Ministra Letonia e Presidenta de l'UE

Aggiornamenti sulla petizione