Etichetta sul metodo di allevamento per tutti i prodotti di origine animale

Il problema

Sono un consumatore informato che sta cambiando il suo approccio all'alimentazione cercando di fare scelte in linea con la sostenibilità ambientale, la tutela dei lavoratori del settore alimentare e lo sviluppo di un modello economico non più orientato solo al profitto ma a preservare le risorse limitate di cui disponiamo.

Vorrei sostenere con questa petizione le numerose associazioni (in primis CIWF Italia) che stanno lottando per ottenere maggiore informazione sui banchi della spesa, dove spesso il consumatore non è consapevole di ciò che sta acquistando e di cosa c'è dietro.

Oltre l’80% degli animali in Europa è allevato in sistemi intensivi: modalità di produzione nascoste dietro a porte chiuse, al di fuori della nostra vista. È indispensabile sapere da dove proviene il nostro cibo e come è prodotto, per fornire ai consumatori la possibilità di fare una scelta consapevole al momento dell’acquisto di alimenti.

Chiediamo pertanto che venga introdotta un’etichettatura secondo il metodo di produzione per tutti i prodotti di origine animale (carne e prodotti lattiero-caseari) venduti nella Unione Europea. Un’etichettatura semplice e chiara su tutti i prodotti di origine animale, secondo il metodo di allevamento. L’etichettatura dovrebbe essere semplice e chiara e comparire su tutti i prodotti o ingredienti provenienti da animali nella UE.

L'etichettatura a livello europeo è una richiesta di grande portata. Per questo motivo è portata avanti in collaborazione con la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), la World Society for the Protection of Animals (WSPA) e la Soil Association. Nel 2004, dopo anni di campagne, l'Unione Europea ha introdotto l’obbligo di etichettatura in base al metodo di produzione sui gusci delle uova. Da allora, la legge obbliga all’etichettatura di tutte le uova prodotte nella UE secondo le diciture: uova da allevamento biologico (codice 0), uova da allevamento all’aperto (codice 1), uova da allevamento a terra (codice 2) e uova da allevamento in gabbia (codice 3).

La campagna sull’etichettatura delle uova è stata un successo perché anche le uova provenienti da allevamenti intensivi (in questo caso in gabbia) sono state etichettate per legge: di conseguenza, i consumatori disponevano di informazioni complete. Si tratta di un ottimo esempio del modo in cui un sistema di etichettatura, semplice e chiaro, può influenzare quello di produzione. In seguito all’introduzione di questa modalità di etichettatura, la produzione di uova di galline allevate all’aperto nel Regno Unito è passato dal 31% del 2003 al 51% del mercato totale delle uova nel 2011. Nello stesso periodo, la tendenza era ugualmente significativa in altri paesi: aumento del 57% della percentuale totale della produzione di uova di galline allevate all’aperto in Austria e in Germania. Anche in Italia l’allevamento alternativo alle gabbie (a terra, all’aperto, biologico) si è sviluppato notevolmente dopo l’introduzione dell’etichettatura.

Affinché i consumatori dispongano di informazioni trasparenti, l’etichettatura sul metodo di produzione deve applicarsi a tutti i sistemi di produzione, intensivi ed estensivi. Se l’etichettatura è volontaria, è verosimile che solo i prodotti ottenuti secondo standard più elevati di benessere animale saranno etichettati. Per garantire che la carne allevata in modo intensivo sia identificata come tale, è necessaria un’etichettatura obbligatoria. Occorrerà del tempo per ottenere, su scala europea, una legislazione riguardante l’etichettatura alimentare.

Cionondimeno, nell’anno in corso, noi speriamo di:
- Fare sì che il problema sia chiaro ai Parlamentari europei e alla Commissione, grazie a rapporti informativi, incontri e alle nostre campagne;
- Fare sì che il problema sia chiaro ai consumatori, ai potenziali simpatizzanti e ai media;
- Realizzare dei sondaggi per dimostrare che i consumatori vogliono conoscere la provenienza del loro cibo e che sono pronti a spendere di più per avere prodotti più rispettosi del benessere animale;
- Raccogliere esempi di etichette ingannevoli nei paesi europei, allo scopo di mostrare che i consumatori non sono correttamente informati o protetti dalla legislazione attuale;
- Elaborare dei modelli di etichette sul metodo di produzione per tutte le specie e testarle presso consumatori e produttori.

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davide carabellesePromotore della petizione
Questa petizione aveva 8802 sostenitori

Il problema

Sono un consumatore informato che sta cambiando il suo approccio all'alimentazione cercando di fare scelte in linea con la sostenibilità ambientale, la tutela dei lavoratori del settore alimentare e lo sviluppo di un modello economico non più orientato solo al profitto ma a preservare le risorse limitate di cui disponiamo.

Vorrei sostenere con questa petizione le numerose associazioni (in primis CIWF Italia) che stanno lottando per ottenere maggiore informazione sui banchi della spesa, dove spesso il consumatore non è consapevole di ciò che sta acquistando e di cosa c'è dietro.

Oltre l’80% degli animali in Europa è allevato in sistemi intensivi: modalità di produzione nascoste dietro a porte chiuse, al di fuori della nostra vista. È indispensabile sapere da dove proviene il nostro cibo e come è prodotto, per fornire ai consumatori la possibilità di fare una scelta consapevole al momento dell’acquisto di alimenti.

Chiediamo pertanto che venga introdotta un’etichettatura secondo il metodo di produzione per tutti i prodotti di origine animale (carne e prodotti lattiero-caseari) venduti nella Unione Europea. Un’etichettatura semplice e chiara su tutti i prodotti di origine animale, secondo il metodo di allevamento. L’etichettatura dovrebbe essere semplice e chiara e comparire su tutti i prodotti o ingredienti provenienti da animali nella UE.

L'etichettatura a livello europeo è una richiesta di grande portata. Per questo motivo è portata avanti in collaborazione con la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), la World Society for the Protection of Animals (WSPA) e la Soil Association. Nel 2004, dopo anni di campagne, l'Unione Europea ha introdotto l’obbligo di etichettatura in base al metodo di produzione sui gusci delle uova. Da allora, la legge obbliga all’etichettatura di tutte le uova prodotte nella UE secondo le diciture: uova da allevamento biologico (codice 0), uova da allevamento all’aperto (codice 1), uova da allevamento a terra (codice 2) e uova da allevamento in gabbia (codice 3).

La campagna sull’etichettatura delle uova è stata un successo perché anche le uova provenienti da allevamenti intensivi (in questo caso in gabbia) sono state etichettate per legge: di conseguenza, i consumatori disponevano di informazioni complete. Si tratta di un ottimo esempio del modo in cui un sistema di etichettatura, semplice e chiaro, può influenzare quello di produzione. In seguito all’introduzione di questa modalità di etichettatura, la produzione di uova di galline allevate all’aperto nel Regno Unito è passato dal 31% del 2003 al 51% del mercato totale delle uova nel 2011. Nello stesso periodo, la tendenza era ugualmente significativa in altri paesi: aumento del 57% della percentuale totale della produzione di uova di galline allevate all’aperto in Austria e in Germania. Anche in Italia l’allevamento alternativo alle gabbie (a terra, all’aperto, biologico) si è sviluppato notevolmente dopo l’introduzione dell’etichettatura.

Affinché i consumatori dispongano di informazioni trasparenti, l’etichettatura sul metodo di produzione deve applicarsi a tutti i sistemi di produzione, intensivi ed estensivi. Se l’etichettatura è volontaria, è verosimile che solo i prodotti ottenuti secondo standard più elevati di benessere animale saranno etichettati. Per garantire che la carne allevata in modo intensivo sia identificata come tale, è necessaria un’etichettatura obbligatoria. Occorrerà del tempo per ottenere, su scala europea, una legislazione riguardante l’etichettatura alimentare.

Cionondimeno, nell’anno in corso, noi speriamo di:
- Fare sì che il problema sia chiaro ai Parlamentari europei e alla Commissione, grazie a rapporti informativi, incontri e alle nostre campagne;
- Fare sì che il problema sia chiaro ai consumatori, ai potenziali simpatizzanti e ai media;
- Realizzare dei sondaggi per dimostrare che i consumatori vogliono conoscere la provenienza del loro cibo e che sono pronti a spendere di più per avere prodotti più rispettosi del benessere animale;
- Raccogliere esempi di etichette ingannevoli nei paesi europei, allo scopo di mostrare che i consumatori non sono correttamente informati o protetti dalla legislazione attuale;
- Elaborare dei modelli di etichette sul metodo di produzione per tutte le specie e testarle presso consumatori e produttori.

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davide carabellesePromotore della petizione

I decisori

Parlamento Europeo, Governo Italiano e organi competenti
Parlamento Europeo, Governo Italiano e organi competenti

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Petizione creata in data 13 settembre 2015