Estensione dei vincoli di tutela alle ville storiche della Sorda e ai relativi giardini


Estensione dei vincoli di tutela alle ville storiche della Sorda e ai relativi giardini
Il problema
Modicaltra è un’associazione di cittadine e cittadini impegnate a costruire un processo inclusivo di cittadinanza attiva sul territorio di Modica. Tra i principali obiettivi di Modicaltra c’è la tutela e la valorizzazione del territorio e del paesaggio, che pensiamo debba passare per il contrasto al consumo di suolo, il recupero e riuso del patrimonio edilizio esistente.
Per stimolare una riflessione collettiva sul tema, già nel 2022 abbiamo elaborato una mappatura del centro storico che ha evidenziato lo spopolamento dei quartieri di Modica Bassa e Modica Alta, dove larga parte degli edifici (quasi il 40%) sono abbandonati o inutilizzati — le metodologie e i risultati del lavoro sono raccolti in un report consultabile sul nostro sito.
La mappatura del quartiere Sorda
Specularmente allo spopolamento del centro storico, una profonda trasformazione ha investito negli ultimi decenni il quartiere di Modica Sorda, dove si è verificata un’allarmante accelerazione dell’espansione edilizia, non seguita da una proporzionale crescita demografica ma che ha avuto un forte impatto sulla frammentazione e il consumo di suolo e la conseguente diminuzione dello spazio a verde. Crediamo che, implicito in tale processo, sia un mancato riconoscimento del valore del suolo per il mantenimento dell’equilibrio ambientale, così come della valenza storico-culturale di edifici quali ville storiche e masserie, data anche la scarsità del bene residuo, che sono stati in più occasioni demoliti per fare spazio a nuove costruzioni, demolendo al contempo la memoria storica di un importante brano della nostra città.
Mosse fortemente dalla convinzione che tali edifici costituiscano un patrimonio da tutelare, abbiamo realizzato un censimento e una mappatura delle ville storiche e delle masserie tuttora presenti alla Sorda. Tale prospettiva di tutela e salvaguardia non riguarda meramente il pregio storico-architettonico della singola villa o del singolo edificio isolato in sé stesso, ma nondimeno mira a tutelare il patrimonio storico-culturale del quartiere e i servizi ecosistemici – ossia un’ampia gamma di processi complessi che producono benefici per l’ambiente, per l’uomo e il loro benessere, dalla protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, alla fornitura di cibo – offerti dagli spazi verdi di pertinenza e dalle “infrastrutture ambientali” (filari, masse alberate, siepi, ...) fondamentali
“polmoni” e “corridoi di biodiversità”, in un'area oramai satura di cemento e
asfalto.
I risultati del lavoro – consultabili per intero nel report “Non c’è peggior Sorda di chi vuol costruire” - evidenziano il numero di ville e masserie che potrebbero rischiare facilmente la demolizione poiché ricadenti in ambiti di piano che lo consentono. Emerge che 70 ville storiche (su 78) e 101 case rurali (su 112) corrono questo rischio.
Coerentemente ai punti programmatici contenuti nel documento di sintesi della mappatura da noi effettuata,
CHIEDIAMO AGLI ENTI COMPETENTI:
- L’acquisizione e approvazione da parte della Soprintendenza e del Comune di un elenco di beni (ville e case rurali di pregio) da sottoporre a vincolo secondo le rispettive competenze, ovvero nell'ambito rispettivamente di modifica del Piano Paesaggistico e del
PRG, previa valutazione e l’approfondimento archivistico sugli immobili rilevati; - Che tutti gli immobili (edifici e areali) presenti nell’elenco e sottoposti a vincolo di interesse storico paesaggistico non possano essere demoliti e ricostruiti o subire alterazioni in volume, tipologia ed elementi decorativi (restauro conservativo), anche nelle aree di pertinenza rilevanti, se presenti (ad es. giardini, corti, strada poderale di accesso, muri a secco e filari), consentendo il cambio di destinazione d’uso se compatibile con la zona di riferimento. L’attuazione sarebbe soggetta a Piano particolareggiato;
- Che le ville caratterizzate da pesanti trasformazioni o in stato di rudere possano essere demolite e ricostruite a condizione che non se ne incrementi la cubatura, previo parere della Soprintendenza BB.CC.AA. e/o Commissione paesaggio;
- Che lo strumento di attuazione per le ville inserite in elenco, di interesse storico e in buono stato di conservazione, sia il piano particolareggiato come per le aree A2
[foto di Caterina Cavallo]

Il problema
Modicaltra è un’associazione di cittadine e cittadini impegnate a costruire un processo inclusivo di cittadinanza attiva sul territorio di Modica. Tra i principali obiettivi di Modicaltra c’è la tutela e la valorizzazione del territorio e del paesaggio, che pensiamo debba passare per il contrasto al consumo di suolo, il recupero e riuso del patrimonio edilizio esistente.
Per stimolare una riflessione collettiva sul tema, già nel 2022 abbiamo elaborato una mappatura del centro storico che ha evidenziato lo spopolamento dei quartieri di Modica Bassa e Modica Alta, dove larga parte degli edifici (quasi il 40%) sono abbandonati o inutilizzati — le metodologie e i risultati del lavoro sono raccolti in un report consultabile sul nostro sito.
La mappatura del quartiere Sorda
Specularmente allo spopolamento del centro storico, una profonda trasformazione ha investito negli ultimi decenni il quartiere di Modica Sorda, dove si è verificata un’allarmante accelerazione dell’espansione edilizia, non seguita da una proporzionale crescita demografica ma che ha avuto un forte impatto sulla frammentazione e il consumo di suolo e la conseguente diminuzione dello spazio a verde. Crediamo che, implicito in tale processo, sia un mancato riconoscimento del valore del suolo per il mantenimento dell’equilibrio ambientale, così come della valenza storico-culturale di edifici quali ville storiche e masserie, data anche la scarsità del bene residuo, che sono stati in più occasioni demoliti per fare spazio a nuove costruzioni, demolendo al contempo la memoria storica di un importante brano della nostra città.
Mosse fortemente dalla convinzione che tali edifici costituiscano un patrimonio da tutelare, abbiamo realizzato un censimento e una mappatura delle ville storiche e delle masserie tuttora presenti alla Sorda. Tale prospettiva di tutela e salvaguardia non riguarda meramente il pregio storico-architettonico della singola villa o del singolo edificio isolato in sé stesso, ma nondimeno mira a tutelare il patrimonio storico-culturale del quartiere e i servizi ecosistemici – ossia un’ampia gamma di processi complessi che producono benefici per l’ambiente, per l’uomo e il loro benessere, dalla protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, alla fornitura di cibo – offerti dagli spazi verdi di pertinenza e dalle “infrastrutture ambientali” (filari, masse alberate, siepi, ...) fondamentali
“polmoni” e “corridoi di biodiversità”, in un'area oramai satura di cemento e
asfalto.
I risultati del lavoro – consultabili per intero nel report “Non c’è peggior Sorda di chi vuol costruire” - evidenziano il numero di ville e masserie che potrebbero rischiare facilmente la demolizione poiché ricadenti in ambiti di piano che lo consentono. Emerge che 70 ville storiche (su 78) e 101 case rurali (su 112) corrono questo rischio.
Coerentemente ai punti programmatici contenuti nel documento di sintesi della mappatura da noi effettuata,
CHIEDIAMO AGLI ENTI COMPETENTI:
- L’acquisizione e approvazione da parte della Soprintendenza e del Comune di un elenco di beni (ville e case rurali di pregio) da sottoporre a vincolo secondo le rispettive competenze, ovvero nell'ambito rispettivamente di modifica del Piano Paesaggistico e del
PRG, previa valutazione e l’approfondimento archivistico sugli immobili rilevati; - Che tutti gli immobili (edifici e areali) presenti nell’elenco e sottoposti a vincolo di interesse storico paesaggistico non possano essere demoliti e ricostruiti o subire alterazioni in volume, tipologia ed elementi decorativi (restauro conservativo), anche nelle aree di pertinenza rilevanti, se presenti (ad es. giardini, corti, strada poderale di accesso, muri a secco e filari), consentendo il cambio di destinazione d’uso se compatibile con la zona di riferimento. L’attuazione sarebbe soggetta a Piano particolareggiato;
- Che le ville caratterizzate da pesanti trasformazioni o in stato di rudere possano essere demolite e ricostruite a condizione che non se ne incrementi la cubatura, previo parere della Soprintendenza BB.CC.AA. e/o Commissione paesaggio;
- Che lo strumento di attuazione per le ville inserite in elenco, di interesse storico e in buono stato di conservazione, sia il piano particolareggiato come per le aree A2
[foto di Caterina Cavallo]

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Petizione creata in data 6 ottobre 2025