Esporre la bandiera palestinese è un atto di umanità e solidarietà

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Il problema

Chiediamo alla SAT di ritirare il veto al gestore del rifugio Marchetti sul monte Stivo

Il gestore del rifugio SAT P. Marchetti sul monte Stivo, Alberto Bighellini, ha esposto una bandiera palestinese in segno di solidarietà con la popolazione di Gaza, che da tre anni è vittima di gravissimi atti di violenza da parte dell’esercito israeliano, e con gli abitanti della Cisgiordania che quotidianamente subiscono gli attacchi dei coloni alle loro case, alle loro terre, alle loro vite.

Il Presidente della SAT, Cristian Ferrari, in accordo con la Giunta e il Consiglio Centrale, ha spedito al gestore una lettera che richiede la rimozione della bandiera esposta in quanto, a loro avviso, costituirebbe una presa di posizione politica da parte dell’associazione.

Premesso che anche intimare la rimozione della stessa costituisce una presa di posizione politica, riteniamo che esporre la bandiera di un popolo vittima di tanta brutale violenza sia un gesto di grande umanità e solidarietà, rispondente ai principi fondanti della SAT.

È un atto politico esporre una bandiera a dimostrazione della vicinanza a un popolo martoriato e vittima di genocidio? Il silenzio rispetto a quanto sta avvenendo in Palestina non riflette forse indifferenza? Come afferma Brecht nella sua poesia ‘Ai posteri’:

“Davvero, vivo in tempi bui!

La parola innocente è stolta. Una fronte distesa

vuol dire insensibilità. Chi ride,

la notizia atroce

non l’ha ancora ricevuta.

Quali tempi sono questi, quando

discorrere d’alberi è quasi un delitto,

perché su troppe stragi comporta silenzio!”

Alla luce di quanto sopra esposto chiediamo quindi agli organi direttivi dell’associazione una riflessione che porti al ritiro della richiesta fatta al gestore del rifugio.

Invitiamo le socie e i soci della SAT, le cittadine e i cittadini tutti ad aderire alla presente petizione, firmando l’appello.

 Socie e soci SAT per la Palestina

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claudia bertossiPromotore della petizione

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