Sindaco, esponete a Ca' Farsetti la bandiera della Palestina accanto a quella di Israele

Il problema

A Ca' Farsetti perchè non è issata anche la bandiera della Palestina?

Egr. dott. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia

Sono uno dei tanti veneziani, anche se siamo rimasti in pochi, a credere ancora che la nostra città possa, e deva, essere un esempio per inclusione e accettazione dell’altro, sia esso bianco, nero, musulmano, cristiano o di qualsiasi altra etnia e fede religiosa.

Ho la fortuna di abitare proprio davanti a Ca’ Farsetti per merito di qualche avo che ha dato il proprio contributo a rendere questa città gloriosa.

Da una ventina di giorni, tutte le mattine, mi affaccio al balcone sperando di vedere un panorama diverso. Ed ogni mattina rimango deluso perché il panorama non è cambiato. Sui balconi di Ca’ Farsetti vedo il vessillo di Israele sventolare a fianco della bandiera italiana, di quella europea, di quella Ucraina e del gonfalone di San Marco.

Deluso non per la bandiera in quanto tale, poiché sono convinto che sia cosa giusta e segno di vicinanza del popolo italiano, e in questo caso del popolo veneziano, ad una nazione attaccata in maniera così brutale e barbara da terroristi spietati. È doveroso e assolutamente condivisibile partecipare in questo modo al dolore del popolo israeliano per l’attacco terrorista perpetrato nei loro confronti.

La mia delusione è data dal fatto che anche alla luce della reazione del governo di Israele nei confronti del popolo palestinese, assolutamente spropositata, quella bandiera sia ancora li a sventolare solitaria. Non metto in dubbio che uno stato abbia il diritto di difendersi da un nemico così vigliacco da ammazzare i suoi figli disarmati durante una festa, ma per questo la vendetta non può essere furiosamente cieca e dettata da rancori che nascono dalla storia dell’ultimo secolo. La generalizzazione che il governo israeliano sta attuando, massacrando anche civili inermi e soprattutto bambini, allo scopo di eliminare i centri di comando di Hamas, fa pensare a tante altre fasi storiche. “Il fine giustifica i mezzi” diceva Machiavelli ma è una visione barbara quanto quella che ha portato Hamas a compiere gli attentati del 7 ottobre.

Viene da pensare che contro il terrorismo andrebbero perseguite operazioni chirurgiche dettate dall’intelligence per colpire i responsabili degli eccidi. Di chirurgico le operazioni militari di Israele hanno solo il fatto di colpire anche gli ospedali perché nei sotterranei si annidano i terroristi, senza pensare a chi, qualche piano più sopra, soffre ignaro e incolpevole. Ma il fine giustifica i mezzi abbiamo detto…. Qual è la differenza con periodi bui della nostra storia, quando nel nostro paese le Brigate Rosse, volendo opporsi a delle sicure ingiustizie sociali non si facevano problemi a sacrificare qualche statista, o qualche politico innocente? Non esiste un terrorismo giusto e uno sbagliato. E la guerra non può giustificare qualsiasi azione.


La mia delusione, caro Sindaco, sta nel fatto che a fianco della bandiera di David, che simboleggia la vicinanza al popolo israeliano (non al governo di Netanyahu che sta inviando i propri figli ad eliminare il nemico senza tutela alcuna per la popolazione civile) non vedo ancora sventolare la bandiera palestinese. La vicinanza di Venezia non può e non deve essere la vicinanza allo stato israeliano che sta compiendo stragi simili a quelle perpetrate da Hamas. Deve essere una vicinanza a tutte le popolazioni di quell’area, Israeliana, Palestinese, Ebrea o Mussulmana che sia, perché il popolo tutto sta subendo gli orrori della guerra di pochi.

Le chiedo quindi di voler dimostrare il ripudio totale per la guerra da parte della nostra città e di voler sottolineare la nostra vicinanza anche al popolo palestinese, issando il vessillo della Palestina accanto a quello di Israele, in segno di una pace che deve stabilirsi per la vita futura di due popoli e due stati.

Tommaso Barbini

avatar of the starter
tommaso barbiniPromotore della petizione

449

Il problema

A Ca' Farsetti perchè non è issata anche la bandiera della Palestina?

Egr. dott. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia

Sono uno dei tanti veneziani, anche se siamo rimasti in pochi, a credere ancora che la nostra città possa, e deva, essere un esempio per inclusione e accettazione dell’altro, sia esso bianco, nero, musulmano, cristiano o di qualsiasi altra etnia e fede religiosa.

Ho la fortuna di abitare proprio davanti a Ca’ Farsetti per merito di qualche avo che ha dato il proprio contributo a rendere questa città gloriosa.

Da una ventina di giorni, tutte le mattine, mi affaccio al balcone sperando di vedere un panorama diverso. Ed ogni mattina rimango deluso perché il panorama non è cambiato. Sui balconi di Ca’ Farsetti vedo il vessillo di Israele sventolare a fianco della bandiera italiana, di quella europea, di quella Ucraina e del gonfalone di San Marco.

Deluso non per la bandiera in quanto tale, poiché sono convinto che sia cosa giusta e segno di vicinanza del popolo italiano, e in questo caso del popolo veneziano, ad una nazione attaccata in maniera così brutale e barbara da terroristi spietati. È doveroso e assolutamente condivisibile partecipare in questo modo al dolore del popolo israeliano per l’attacco terrorista perpetrato nei loro confronti.

La mia delusione è data dal fatto che anche alla luce della reazione del governo di Israele nei confronti del popolo palestinese, assolutamente spropositata, quella bandiera sia ancora li a sventolare solitaria. Non metto in dubbio che uno stato abbia il diritto di difendersi da un nemico così vigliacco da ammazzare i suoi figli disarmati durante una festa, ma per questo la vendetta non può essere furiosamente cieca e dettata da rancori che nascono dalla storia dell’ultimo secolo. La generalizzazione che il governo israeliano sta attuando, massacrando anche civili inermi e soprattutto bambini, allo scopo di eliminare i centri di comando di Hamas, fa pensare a tante altre fasi storiche. “Il fine giustifica i mezzi” diceva Machiavelli ma è una visione barbara quanto quella che ha portato Hamas a compiere gli attentati del 7 ottobre.

Viene da pensare che contro il terrorismo andrebbero perseguite operazioni chirurgiche dettate dall’intelligence per colpire i responsabili degli eccidi. Di chirurgico le operazioni militari di Israele hanno solo il fatto di colpire anche gli ospedali perché nei sotterranei si annidano i terroristi, senza pensare a chi, qualche piano più sopra, soffre ignaro e incolpevole. Ma il fine giustifica i mezzi abbiamo detto…. Qual è la differenza con periodi bui della nostra storia, quando nel nostro paese le Brigate Rosse, volendo opporsi a delle sicure ingiustizie sociali non si facevano problemi a sacrificare qualche statista, o qualche politico innocente? Non esiste un terrorismo giusto e uno sbagliato. E la guerra non può giustificare qualsiasi azione.


La mia delusione, caro Sindaco, sta nel fatto che a fianco della bandiera di David, che simboleggia la vicinanza al popolo israeliano (non al governo di Netanyahu che sta inviando i propri figli ad eliminare il nemico senza tutela alcuna per la popolazione civile) non vedo ancora sventolare la bandiera palestinese. La vicinanza di Venezia non può e non deve essere la vicinanza allo stato israeliano che sta compiendo stragi simili a quelle perpetrate da Hamas. Deve essere una vicinanza a tutte le popolazioni di quell’area, Israeliana, Palestinese, Ebrea o Mussulmana che sia, perché il popolo tutto sta subendo gli orrori della guerra di pochi.

Le chiedo quindi di voler dimostrare il ripudio totale per la guerra da parte della nostra città e di voler sottolineare la nostra vicinanza anche al popolo palestinese, issando il vessillo della Palestina accanto a quello di Israele, in segno di una pace che deve stabilirsi per la vita futura di due popoli e due stati.

Tommaso Barbini

avatar of the starter
tommaso barbiniPromotore della petizione

I decisori

Luigi Brugnaro
Sindaco di Venezia

Aggiornamenti sulla petizione