Esche e bocconi avvelenati: quanti altri animali devono morire? Serve una legge specifica!

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In una nazione come l’Italia, in cui la maggior parte della gente finge di essere ligia al dovere e rispettosa dell’ambiente, capita sempre più spesso che cani, gatti e altri animali domestici o selvatici perdano la vita a causa di bocconi avvelenati e altre esche letali preparate con cura da individui insospettabili o dal Triste Mietitore di turno che poi vanta le sue gesta tra amici e parenti, o peggio ancora le condivide sul web. Provocare la morte di esseri viventi innocenti (perché di questo si tratta) è una pratica illegale assai diffusa e talmente nota da passare inosservata, o forse dovrei dire taciuta. Taciuta perché alla pari di un omicidio.

Proprio per questo voglio parlarvi della morte del mio cane, Roy. Una morte orribile anticipata da convulsioni, spasmi, vomito, incontinenza, difficoltà respiratorie e coma. Una morte causata proprio da un boccone avvelenato, inghiottito nelle campagne della mia città durante una semplice passeggiata all’aria aperta; un pomeriggio di gioco che si è trasformato in un incubo da cui il mio cane non si è più risvegliato.

Nel giro di 24 ore ho perso un amico, un insostituibile compagno di avventure che con il veterinario e la mia famiglia ho disperatamente tentato di salvare, pur sapendo che ogni tentativo sarebbe stato vano. Per questo motivo ho deciso di raccontarvi la sua storia, anzi la sua fine; una fine che tocca silenziosamente tante altre innocenti creature. Perché raccontare, informare e denunciare sono le uniche armi a disposizione contro individui ignoti che non meritano alcuna pietà o qualsiasi forma di comprensione.

Diffondere veleni è espressamente vietato. È specificato nella legge sulla caccia (L.N. 157/92 art. 21, che prevede un’ammenda fino a € 1549,37) e nelle leggi sanitarie (art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevedono la reclusione da 6 mesi a 3 anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46). Facendo ricorso a queste leggi i responsabili possono essere perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti.

Inoltre, considerato il persistere di numerosi episodi di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati - accertati da approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti zooprofilattici sperimentali - il Ministero della Salute ha prorogato di dodici mesi l’ordinanza emanata il 13 giugno 2016, che vieta a chiunque di utilizzare, preparare, miscelare e abbandonare esche o bocconi avvelenati o contenenti sostanze in grado di causare intossicazioni e lesioni (come vetri, metalli o materiale esplodente).

Il provvedimento “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°164 del 15 luglio 2017, è certamente un utile strumento per contrastare e ridurre il fenomeno degli avvelenamenti ma non basta.

Tutto ciò rappresenta un deterrente ma non è sufficiente.

Occorre una legge specifica sull’utilizzo e la detenzione di esche e bocconi avvelenati, con pene severe e certe per i trasgressori.

La presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonate nell'ambiente rappresenta un serio rischio anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, ed è inoltre causa di contaminazione ambientale!!!

Firmate per chiedere che sia formulata una legge specifica che renda giustizia a tutti gli animali innocenti che perdono la vita a causa dei bocconi avvelenati.

#stopbocconiavvelenati #leggebocconiavvelenati



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