Errate interpretazioni della legge ed errati comportamenti delle Prefetture sulle armi


Errate interpretazioni della legge ed errati comportamenti delle Prefetture sulle armi
Il problema
All'attenzione del Presidente della Repubblica nella sua funzione di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura
All'attenzione del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi
All'attenzione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio
Buongiorno,
mi rivolgo a Voi per alcuni comportamenti secondo noi inqualificabili che rendono onesti cittadini responsabili solo di appartenere alla categoria dei legittimi proprietari di armi da fuoco ed essere vessati inutilmente con errate interpretazioni della legge ed errati comportamenti delle Prefetture.
Per il primo argomento vorremmo far notare che ogni qualsiasi comportamento di un onesto cittadino viene equiparato a quello di un rapinatore se in una situazione di evidente legittima difesa fa un uso delle armi per difendere la persona, la famiglia o l'attività imprenditoriale. Da ultimo il più recente caso di Robertino Zancan che avvertito di una rapina in corso nella propria azienda ci si è recato, pur non avendo più il porto da difesa personale al quale aveva rinunciato vista l'inutilità di averlo, con l'arma in regolare detenzione e si è visto accusare per aver solo sparato dei colpi intimidatori della colpa di aver portato fuori di casa un'arma che evidentemente in quel momento gli sarebbe servita per difendersi da dei rapinatori armati.
Qui inserisco l'evidenza della volontà dei Prefetti di disarmare i cittadini in quanto stanno diventando ormai mosche bianche i porti d'arma per difesa personale con motivazioni ridicole quale questa che riporto
"Pertanto, il cittadino può disporre di un mezzo di difesa “soltanto quando si trovi in condizioni di accertato, effettivo, concreto ed attuale pericolo e non come strumento di lavoro”" testo malamente estrapolato da una sentenza di tribunale che farebbe capire che nel momento del bisogno il Prefetto si reca nel luogo dell'aggressione a mano armata, consegna la licenza che permette al cittadino di correre a casa armarsi e riportarsi dul luogo della rapina per difendersi.
Vorremmo poi segnalare l'improprio utilizzo dell'art. 39 del T.U.L.P.S. in base al quale vengono effettuati dei sequestri d'urgenza di armi e porti d'arma con conseguenti approvazioni da parte delle Prefetture che nemmeno valutano se sono da confermare ma autorizzano indiscriminatamente con il seguente obbligo di impegno di avvocati per procedere al dissequestro. Vengono sequestrate armi a titolo precauzionale a coloro che denunciano i vicini per rumori molesti, mancato rispetto dei diritti di passaggio, mogli che in fase di separazione si inventano minacce inesistenti, errate valutazioni di detenzioni, coinvolgimenti di parenti e conoscenti che hanno precedenti penali ma nessun contatto con il detentore delle armi. Tutto questo comporta un inutile affaticamento della Pubblica Amministrazione, spese inutili, anche ed in special modo per il pagamento degli avvocati nei ricorsi al TAR dei soggetti vincenti e dell'Avvocatura di Stato per presenziare ai ricorsi e alle udienze.
Ci correva l'obbligo di segnalare queste situazioni come riteniamo competa a Voi l'obbligo di intervenire perchè queste situazioni non continuino a verificarsi.
Distinti saluti
Il problema
All'attenzione del Presidente della Repubblica nella sua funzione di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura
All'attenzione del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi
All'attenzione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio
Buongiorno,
mi rivolgo a Voi per alcuni comportamenti secondo noi inqualificabili che rendono onesti cittadini responsabili solo di appartenere alla categoria dei legittimi proprietari di armi da fuoco ed essere vessati inutilmente con errate interpretazioni della legge ed errati comportamenti delle Prefetture.
Per il primo argomento vorremmo far notare che ogni qualsiasi comportamento di un onesto cittadino viene equiparato a quello di un rapinatore se in una situazione di evidente legittima difesa fa un uso delle armi per difendere la persona, la famiglia o l'attività imprenditoriale. Da ultimo il più recente caso di Robertino Zancan che avvertito di una rapina in corso nella propria azienda ci si è recato, pur non avendo più il porto da difesa personale al quale aveva rinunciato vista l'inutilità di averlo, con l'arma in regolare detenzione e si è visto accusare per aver solo sparato dei colpi intimidatori della colpa di aver portato fuori di casa un'arma che evidentemente in quel momento gli sarebbe servita per difendersi da dei rapinatori armati.
Qui inserisco l'evidenza della volontà dei Prefetti di disarmare i cittadini in quanto stanno diventando ormai mosche bianche i porti d'arma per difesa personale con motivazioni ridicole quale questa che riporto
"Pertanto, il cittadino può disporre di un mezzo di difesa “soltanto quando si trovi in condizioni di accertato, effettivo, concreto ed attuale pericolo e non come strumento di lavoro”" testo malamente estrapolato da una sentenza di tribunale che farebbe capire che nel momento del bisogno il Prefetto si reca nel luogo dell'aggressione a mano armata, consegna la licenza che permette al cittadino di correre a casa armarsi e riportarsi dul luogo della rapina per difendersi.
Vorremmo poi segnalare l'improprio utilizzo dell'art. 39 del T.U.L.P.S. in base al quale vengono effettuati dei sequestri d'urgenza di armi e porti d'arma con conseguenti approvazioni da parte delle Prefetture che nemmeno valutano se sono da confermare ma autorizzano indiscriminatamente con il seguente obbligo di impegno di avvocati per procedere al dissequestro. Vengono sequestrate armi a titolo precauzionale a coloro che denunciano i vicini per rumori molesti, mancato rispetto dei diritti di passaggio, mogli che in fase di separazione si inventano minacce inesistenti, errate valutazioni di detenzioni, coinvolgimenti di parenti e conoscenti che hanno precedenti penali ma nessun contatto con il detentore delle armi. Tutto questo comporta un inutile affaticamento della Pubblica Amministrazione, spese inutili, anche ed in special modo per il pagamento degli avvocati nei ricorsi al TAR dei soggetti vincenti e dell'Avvocatura di Stato per presenziare ai ricorsi e alle udienze.
Ci correva l'obbligo di segnalare queste situazioni come riteniamo competa a Voi l'obbligo di intervenire perchè queste situazioni non continuino a verificarsi.
Distinti saluti
Vittoria
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Petizione creata in data 31 ottobre 2025