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ENPAM e PARNASI: chiarimenti Ecovillage e fondo HB...

Franco Picchi
Pietrasanta, Italy

Nov 23, 2018 — 

Egregi Colleghi,

di seguito la lettera inviata ai Presidenti di Ordini a cui domani verrà presentato il bilancio di previsione ENPAM 2019...

Egregi Colleghi,

cerchiamo di capire il vero motivo del prossimo azzeramento del valore delle quote del Fondo Idea Fimit Sviluppo in possesso del fondo Ippocrate, con relativa perdita di circa 27 milioni € che sommati ai circa 50 milioni € della perdita del fondo HB arrivano ad un totale di circa 80 milioni € investiti e persi su progetti immobiliari di Parnasi.

Vale la pena, anche   richiedendo documenti direttamente al CdA ENPAM e al Presidente Oliveti stesso…

La colpa non è, come  si vorrebbe far credere, del comune di Marino ( ora a guida 5 stelle) che avrebbe bloccato la convenzione urbanistica.

Al comune di Marino (ora a guida 5 stelle) è certamente da attribuire la volontà di evitare la cementificazione del comprensorio del divino Amore, ma il motivo del fallimento del progetto Ecovillage è più semplice.

Le convenzioni urbanistiche come quella sottoscritta tra il gruppo Parnasi e il comune di Marino nel 2011 (PRINT Ecovillage, a firma dell’ex sindaco di Marino, indagato dalla Procura con Parnasi a seguito dell’operazione Rinascimento), per quanto vidimate dalla Regione Lazio, devono anche ottenere il parere obbligatorio della Soprintendenza ovvero anche l’autorizzazione paesaggistica, altrimenti i successivi permessi a costruire o gli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio sarebbero illegittimi.

E’ per questo motivo che generalmente si chiede un parere preventivo alla Soprintendenza nel caso di interventi così complessi e modificativi del paesaggio, per evitare di costruire “castelli di carta”…

““L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio” (Codice dei beni culturali e del paesaggio art.146).

Parnasi ha venduto al fondo Idea Fimit Sviluppo (e il fondo ha acquistato…) i terreni oggetto della Convenzione urbanistica come se l’autorizzazione paesaggistica fosse già stata acquisita…

Ma la variante urbanistica relativa a quell’area era stata già bocciata 3 volte negli anni precedenti:

1) dall’ente Parco dell’Appia Antica con delibera n°3 del 21.02.2003, che riguardo alle richieste di modifiche alla tutela paesistica dell’area rispondeva:

-si esprime parere contrario in quanto in contrasto con i principi ispiratori del piano ed in quanto le aree di ampliamento rientrano tra quelle classificate ad alto valore paesaggistico dal PTP, ambito  9 della Regione Lazio e sono inserite dalla Sopr. Archeologica del Lazio tra quelle in cui estendere il vincolo lettera m D.L.vo 490/99 art.146.

-si esprime parere contrario in quanto in contrasto con il Piano che si ricorda essere strumento urbanistico sovraordinato rispetto agli altri ed al PRG.

2) dalla Regione Lazio nel 2004 in sede di approvazione della variante generale al PRG del comune di Marino, richiamando il Piano Territoriale Paesistico PTP 9 Regione Lazio approvato con legge regionale   n° 24 06.07.1998, che indicava l’area come MA3 “zona agricola con rilevante valore paesaggistico”.

3) nel 2007 dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale della Regione Lazio che respingeva la proposta 058057_P03d richiesta dal comune di Marino per modificare la tutela paesistica dell’area  con la motivazione 4a “respinta in quanto in contrasto con gli obbiettivi di tutela dei valori paesaggistici delle aree”

 Come si prevedeva di superare questa ostinata resistenza alla cementificazione?

Il Parco dell’Appia Antica  è stato poi esteso a comprendere anche il comprensorio del Divino Amore a settembre 2018 precludendo definitivamente le ambizioni edificatorie confluite nel progetto Ecovillage, ma le norme di salvaguardia del Parco erano comunque sempre vigenti.

Quindi già di partenza il progetto Ecovillage era costruito sull’ improbabile ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica.

Questa semplice constatazione è stata evidenziata in sede di proposta di investimento avanzata al Comitato Consultivo di cui è presidente il nostro presidente Oliveti?

Ho inoltrato una richiesta di accesso agli atti all’ENPAM riguardo a questi infelici acquisti dei progetti immobiliari di Parnasi.

L’ENPAM ha risposto concedendomi alcuni documenti e negandone altri.

Da verbale del CdA ENPAM del 13 febbraio 2015 risulta che il Comitato Consultivo del fondo Ippocrate ha espresso il parere favorevole vincolante dopo che era stata presentata un’approfondita analisi dell’operazione immobiliare …

Ma la triplete di bocciature precedenti delle varianti urbanistiche era stata evidenziata?

E il nome Parnasi o Parsitalia è mai riecheggiato alle riunioni del Comitato, così da far conoscere anche le fragilità finanziarie del gruppo che doveva costruire l’Ecovillage?

E’ stato evidenziato che Idea Fimit SGr aveva firmato un accordo con  il gruppo Parnasi già dal 2013, con versamento di una caparra confirmatoria di circa 15 milioni € e che quindi necessitava di chiudere il contratto di acquisto dei terreni per evitare la perdita della caparra se il contratto non veniva firmato?

Ancora più sconcertante la risposta data alla mia richiesta di avere la documentazione del verbale del CdA che autorizza il Comitato Consultivo a dare parere favorevole vincolante all’ investimento, e quella  formata dall’UVIP ENPAM riguardo a tale investimento:

“si riscontra che il consiglio di amministrazione non ha deliberato in merito a quanto richiesto”

“non sono state effettuate valutazioni né emessi provvedimenti da parte dell’UVIP riguardanti l’investimento oggetto di richiesta”.

Abbiamo un formidabile apparato di gestione del patrimonio immobiliare e non sfruttiamo le sue competenze negli investimenti, anche se indiretti?

E come mai in altre occasioni,  sia il CdA ha deliberato riguardo al parere del Comitato  sia  l’ UVIP ha analizzato gli investimenti proposti dai Fondi Immobiliari, esprimendo pareri favorevoli o contrari all’ investimento, come dimostrano i documenti allegati di seguito a questa lettera?

L’acquisto degli immobili di via del Serafico non ha insegnato nulla allora…

I membri del Comitato Consultivo di un fondo immobiliare dovrebbero comunque possedere una comprovata esperienza nel settore immobiliare, tale da rendere così subito evidente l’estrema aleatorietà su cui si basava il progetto Ecovillage.

Altrimenti sarebbe meglio sfiduciare e sostituire i membri per evitare ulteriori acquisti di questo tipo.

Porto anche a  conoscenza che nel regolamento di gestione del fondo Ippocrate (art. 17 -pubblicità su fatti rilevanti e comunicazioni-) è previsto che la SGR  metta a disposizione dei Partecipanti copia delle relazioni di stima redatte dall’esperto indipendente, ivi comprese quelle attinenti ai beni acquistati o venduti da/a soggetti in conflitto di interessi.

Chiedo ai membri dell’Assemblea Nazionale ENPAM di far richiedere e rendere pubblica agli iscritti la relazione presentata al Comitato Consultivo riguardo all’investimento nel fondo Idea  Fimit Sviluppo.

Riguardo invece all’acquisto delle quote del fondo HB direttamente da Parsitalia (gruppo Parnasi), sembra opportuno evidenziare che leggendo la risposta del Collegio Sindacale alla mia denuncia del 31/01/2018 , sembra capire  che questo è avvenuto in 2 fasi con doppia delibera di acquisto di 2 tranche di quote da 25 milioni € cadauna, la seconda a seguito di negoziazione diretta tra Parsitalia e il Presidente ENPAM, come conferma l’ultimo documento allegato.

Sembrerebbe opportuno che il Presidente Oliveti stesso rendesse pubblica tutta la documentazione attinente quell’acquisto che si è risolto in una perdita di circa 50 milioni €.

Franco Picchi

Pietrasanta LU

Ai link gli allegati e la lettera inviata ai Presidenti di Ordini

https://gdurl.com/e859/viewer

https://gdurl.com/ubJo/viewer

https://gdurl.com/ubJo/download

 


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