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ENPAM: una denuncia per svelare la magia...

Franco Picchi
Pietrasanta, Italy

Apr 19, 2017 — Al Presidente del Collegio Sindacale ENPAM
Dott. Saverio Benedetto
e p. c .
Procura Regionale della Corte dei Conti - Roma
Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP)
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
Direzione Generale per le politiche previdenziali
Ministero dell' Economia e delle Finanze
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato
Ispettore Generale Capo/Ufficio VIII
Corte dei Conti - Sezione del controllo sugli enti
A.N.AC.
Oggetto: Denuncia ex art. 2408 cc al Collegio Sindacale ENPAM
Il sottoscritto dott. Franco Picchi, odontoiatra,
PREMESSO
-Nel bilancio consolidato gruppo Intesa San Paolo 2016, a pag.401, si legge:
“Causa ENPAM - Nel giugno 2015 ENPAM ha citato dinanzi al Tribunale di Milano la Cassa di Risparmio di Firenze, unitamente ad altri soggetti fra cui JP Morgan Chase & Co e BNP Paribas. Le contestazioni di ENPAM riguardano l’emissione e la negoziazione (nel corso del 2005) di alcuni prodotti finanziari complessi denominati “JP Morgan 69.000.000” e “JP Morgan 5.000.000”, nonché la successiva “permuta” (avvenuta in data 26 maggio 2006) di tali prodotti con altri analoghi denominati “CLN Corsair 74.000.000”, poi “ristrutturati” nel 2009 e nel 2010. In particolare, questi ultimi prodotti erano delle credit linked notes, vale a dire titoli il cui rimborso del capitale a scadenza era legato al rischio di credito relativo ad una tranche di un CDO sintetico. A causa dei default che hanno colpito il portafoglio del CDO, l’investimento avrebbe fatto registrare le rilevanti perdite di cui viene chiesto il risarcimento. Nell’atto di citazione ENPAM ha presentato diverse domande di accertamento e di condanna, fondate su distinti titoli giuridici (tra cui responsabilità contrattuale e extracontrattuale e violazione degli artt. 23, 24 e 30 TUF). Tra l’altro ha chiesto di condannare i convenuti alla restituzione di un importo “pari a Euro 222.209.776,71 oltre interessi e al maggior danno, nonché al risarcimento del danno da liquidarsi in via equitativa ex art. 1226 cod. civ.”; in tale ambito la parte riferibile alla posizione della Cassa dovrebbe essere pari a 103.806.716 euro (oltre a interessi e al preteso “maggior danno”); La Cassa di Risparmio di Firenze è stata citata in quanto cessionaria della succursale italiana della Cortal Consors S.A. (poi incorporata da BNP Paribas), che aveva prestato ad ENPAM i servizi di investimento nel cui ambito erano stati sottoscritti i titoli oggetto di causa. La Cassa in via preliminare ha sollevato diverse eccezioni (fra cui il difetto di legittimazione passiva della Cassa e la prescrizione delle azioni proposte) e nel merito ha rilevato, tra l’altro, l’inapplicabilità delle norme del TUF indicate da ENPAM e la mancata prova del danno; inoltre ha contestato la quantificazione del danno fatta da ENPAM e, in subordine, il suo concorso nella causazione del danno stesso. Per il caso in cui fosse condannata, la Cassa ha chiesto di accertare la sua quota interna di responsabilità rispetto a quelle degli altri convenuti e condannare questi ultimi a tenerla manlevata per quanto dovesse essere condannata a pagare in eccedenza rispetto alla propria quota di responsabilità, nonché di condannare BNP Paribas a tenere la Cassa
manlevata da quanto essa dovesse essere condannata a pagare a ENPAM. Dopo alcuni passaggi procedurali, la nuova prima udienza del giudizio è fissata a marzo 2017. Allo stato non è possibile esprimere una valutazione attendibile sul rischio insito nel giudizio in quanto esso è ancora nella fase iniziale.”
-tale causa sembra riferirsi alle “conseguenze” della chiusura da parte di ENPAM della gestione patrimoniale Cortal Consors;
-infatti, come si legge nel bilancio consuntivo ENPAM 2005, a seguito di tale chiusura furono acquisiti da ENPAM 3 titoli strutturati;
- presumibilmente oltre ai 2 succitati titoli di origine JP Morgan (JP Morgan 69.000.000 e JP Morgan 5.000.000 ) venne acquisito nel patrimonio ENPAM anche il titolo Xelo II “Camelot” nominale 37.500.000 €;
- l’ originalità della chiusura della gestione Cortal è tutta in quella che sembra essere la prima apparizione del metodo che poi sarà compiutamente sviluppato da ENPAM per “recuperare” le perdite subite su centinaia di milioni di investimenti in perdita: con un “banale” scambio di titoli si risolve tutto, e le perdite spariscono…
-Infatti, come ben si legge qui sotto, nello stralcio del bilancio ENPAM, “ A riposizionamento avvenuto la gestione è stata quindi liquidata, e i 3 titoli strutturati sono stati trasferiti nel patrimonio mobiliare gestito direttamente dall’ Ente, con un recupero delle perdite fino a quel momento registrate e con il rimborso, da parte del gestore, delle commissioni fino a quel momento corrisposte”
-Quindi, solo scambiando titoli, ENPAM è riuscita a recuperare tutte le perdite e inoltre è riuscita a farsi “rimborsare” tutte le commissioni corrisposte al gestore.
-L’anomalia della transazione non può non aver indotto l’allora Collegio Sindacale ed il Revisore ad approfondirne i termini per verificarne la correttezza anche ai fini della contabilizzazione.
-Come ho già denunciato varie volte a codesto Collegio Sindacale, e ben specificamente con le denunce del 02/04/2013 e del 13/10/2013, ritengo che ENPAM debba considerare contabilmente e
finanziariamente le perdite durevoli di valore determinate tra l'altro, dall' eliminazione/riduzione delle cedole e dallo spostamento in avanti nel tempo del rimborso del capitale nelle diverse rinegoziazioni e ristrutturazioni titoli effettuate negli anni dalla Fondazione ENPAM, seguendo la prassi contabile italiana e internazionale.
-Tale reale perdita finanziaria e il suo impatto sul patrimonio ENPAM è ben evidenziata dalle cause intentate da ENPAM per risarcimento danni per le perdite subite dai titoli acquistati.
-Riguardo al titolo Xelo II Camelot XS0206078825 (uno dei 3 titoli della transazione Cortal), nonostante questo sia stato contabilizzato nei bilanci ENPAM come acquistato alla pari per 37.500.000 €, da documenti di origine ENPAM risulta che il prezzo di emissione in data 18 novembre 2004 fu di 88,375% di 37.500.000, cioè di 33.140.625 € ( da pag. 9224 del fascicolo di 10428 pagg. relativo ai titoli ENPAM sottoposti all’ analisi della società SRI nel 2010).
-E’ bene evidenziare che tale titolo, dopo la emissione, è stato ristrutturato per ben 4 volte.
Sporge denuncia ex art.2408 affinchè il Collegio Sindacale chiarisca:
-se a seguito delle cause intentate per le perdite subite a causa dell’ acquisto dei titoli CDO è stata contestualmente presentata denuncia di danno erariale alla Procura della Corte dei Conti dal CdA ENPAM o dal Collegio Sindacale ENPAM o dal Comitato di Controllo Interno ENPAM;
-gli eventuali motivi per cui tali denunce non sono state presentate;
-il reale prezzo a cui furono acquistati da Cortal i 3 titoli che, nella transazione che portò alla chiusura della gestione Cortal, determinarono immediatamente “ un recupero delle perdite fino a quel momento registrate”;
Saluti a tutti
Franco Picchi
Pietrasanta LU


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